di Patrizia Caiffa – A Roma, nel cuore del Pigneto, quartiere da sempre crocevia di culture e sperimentazioni, è nato un nuovo spazio che parla di transizione ecologica, inclusione sociale, opportunità e comunità.
Si chiama Ecowork, e non è solo un co-working e sede di associazioni: è un laboratorio di idee, un punto d’incontro tra professionisti, artigiani, attivisti e sognatori che credono nel potere della cooperazione e della condivisione.


Dietro le sue porte in via Macerata 22/A c’è molto più di qualche scrivania condivisa. C’è la voglia di tornare a costruire dal basso, insieme, con uno sguardo attento alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica.
Un ecosistema di persone e progetti
Ecowork è promosso dalla cooperativa éCo, dall’associazione SAL – Solidarietà con l’America Latina e da Navdanya International, nell’ambito di un progetto sostenuto dalla Regione Lazio.
“Ecowork è uno spazio fisico e cooperativo, ma anche una piattaforma digitale per mettere in rete le realtà del territorio”,
racconta Alessia Armini, una delle promotrici, della Cooperativa éCo: “Risponde all’esigenza di creare luoghi per professionisti e artigiani, in cui lo scambio di competenze e la condivisione siano la chiave. Vogliamo tornare sul territorio in modo concreto e generativo, creando valore economico e sociale”.
Nello spazio si respira già un’atmosfera di fermento: da gennaio ci sarà un angolo per il co-working e la sala potrà essere disponibile per seminari, workshop, artigianato, incontri culturali, eventi. Tutto all’insegna di un’economia circolare fatta anche di baratto, tempo e relazioni.
SAL: un ponte di solidarietà lungo 25 anni
Tra le anime di Ecowork c’è SAL – Solidarietà con l’America Latina, un’associazione nata alla fine degli anni ’90 da un gruppo di giovani rientrati da esperienze di cooperazione in Sud America.
“In questi 25 anni abbiamo costruito un ponte tra Roma e l’America Latina”, racconta Loredana Rui, dell’Associazione SAL. “Abbiamo realizzato progetti in Brasile, Cile, Perù, Messico, Argentina e Colombia, ma anche interventi qui a Roma, lavorando con i migranti latinoamericani. Il nostro approccio è sempre stato interdisciplinare e interculturale: dal supporto psicologico ai corsi di spagnolo, dalle campagne di sensibilizzazione ai percorsi nelle scuole. Ora vogliamo ripartire da questo nuovo quartiere, insieme a chi crede nel cambiamento e in un mondo più giusto”.


éCo: l’economia è comunità
La cooperativa éCo, il cui nome è acronimo di “Economia è Comunità”, rappresenta il motore operativo del progetto. Fondata nel 2016, lavora per favorire la crescita di attività sostenibili attraverso consulenze, formazione e progettazione partecipata.
“Vogliamo creare legami economici e occupazione basati sulla sostenibilità sociale e ambientale”, spiega Cristiano Colombi. “Collaboriamo con enti locali, scuole e aziende, promuovendo percorsi di responsabilità sociale e valutazione d’impatto. Per noi economia e solidarietà non sono mondi separati, ma parti di un’unica visione”.
Navdanya International: la libertà del cibo
Accanto a loro, Navdanya International, l’organizzazione fondata dall’attivista indiana Vandana Shiva, che da anni difende la sovranità alimentare e la biodiversità. In Italia porta avanti progetti educativi, come quello di Bracciano, dove la comunità locale partecipa attivamente alla gestione del territorio e alla tutela dei semi autoctoni.


Sapone, pizza e bici: l’economia che si muove
La cooperativa éCo ha aiutato anche attività produttive che sperimentano nuovi modelli di impresa etica. Come Soap on the Road, un’attività commerciale e itinerante: “Vendiamo saponi naturali, vegani e bio, per la persona e per la casa”, raccontano i fondatori, “e lo facciamo spesso in sella alle nostre bici, tra Centocelle e il Pigneto”.
Oppure la pizzeria “Prima la Materia”, che lavora solo con piccoli produttori locali, unendo il gusto alla sostenibilità. Perfino la testata B-Hop magazine è stata supportata dai consulenti di éCo nel percorso per diventare Associazione di promozione sociale.


Un nuovo modo di stare insieme
Ecowork è, in fondo, un esperimento di rinascita urbana e umana: un luogo dove il lavoro torna a essere relazione, dove l’economia è fatta di persone, dove la cooperazione non è solo un principio ma una pratica quotidiana.
Nel Pigneto, tra i murales e i vicoli che raccontano mille storie, da oggi se ne aggiunge una nuova — quella di chi crede che un mondo migliore, solidale, interculturale e sostenibile è possibile.
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