di Margherita Vetrano – Termina il 31 agosto l’iniziativa Calcio di strada promossa dall’ASD Giallorossi Giulianova (TE).
L’associazione di secondo livello, affiliata alla Federazione Italiana Gioco Calcio., conta 250 giovanissimi iscritti tra i 5 e i 13 anni.
Nata da un gruppo di amici con la voglia di formare una nuova generazione di calciatori, è attiva dal 2014.


Quest’anno ha lanciato l’iniziativa Calcio di strada,
alla riscoperta dell’emozione genuina del gioco del calcio giocato per strada o nei cortili.
Gli allenamenti serali sono aperti a residenti e turisti, presso il campo di calcio Castrum dalle 20 alle 22, lunedì, mercoledì e venerdì.
L‘iniziativa, promossa su base volontaria da parte degli allenatori, è totalmente gratuita per i ragazzi.
B-Hop magazine ha incontrato Antonio Serena, responsabile tecnico della scuola calcio, per conoscere più da vicino l’iniziativa.


“Ho iniziato a giocare così, in cortile coi miei amici, con pali di legno e palloni sbucciati, dal primo pomeriggio all’ora di cena – racconta -. La strada era una palestra di vita, dove si sviluppavano capacità coordinative e sociali senza la mediazione dell’adulto.”
E’ questa l’idea alla base dell’iniziativa: formare il ragazzo in modo diverso da quello che una scuola calcio standard in genere fa, senza maestri di tecnica o schemi troppo rigidi che penalizzano la fantasia.
“Se non c’è confronto tra i ragazzi non c’è formazione. E’ nella spontaneità che emergono queste dinamiche e si impara a gestirle”, puntualizza Serena. “Impostare i ragazzi in modo asettico, li rende dei robot e non imparano a disimpegnarsi in campo, perdendo l’attenzione al compagno o l’affiatamento di gruppo. Quando questa è l’impostazione alla base, nei giovanissimi, non si può pretendere che ad alti livelli si emerga”.


“I più grandi conoscono le regole di base e se le dichiarano ad inizio incontro. Nei più piccoli è necessario intervenire perchè prevale il solo istinto. Si rischia di vederli giocare in quattro contro uno, se si trovano in sintonia con alcuni compagni e meno con l’altro”, osserva Antonio. “In questi casi è necessaria la mediazione dell’adulto ma solo per evitare che il bambino in minoranza si trovi in difficoltà”.
Non è stato semplice allineare i ragazzi all’autoarbitraggio, ambizioso e innovativo poichè antitetico a quanto in uso nelle comuni scuole calcio ma una volta capite le dinamiche, ne hanno apprezzato la bellezza e la libertà di essere loro stessi durante gli allenamenti senza il controllo dell’adulto.
“Spesso l’allenatore è protagonista mentre per noi è il bambino al centro dell’attività, allineandoci alla FIGC che parla di casa del bambino, come tutela pedagogica dei piccoli calciatori“, specifica Antonio.
Il Calcio di strada non prevede divise; ogni ragazzo porta la sua maglia, creando un ulteriore elemento di unicità e di attenzione.
“Non è semplice giocare con compagni con maglie diverse, giocando nella stessa squadra. Nel gioco di strada si impara anche questo.
Bisogna avere l’attenzione sul compagno e per questo è necessario conoscersi di più e affidarsi all’istinto, individuando chi è in grado di segnare e costruendo l’azione che consentirà di farlo. Questo non si può imparare dagli schemi ma solo affinando una sensibilità all’uomo”.
A volte quando le temperature lo consentono, per riconoscersi, una squadra può decidere di giocare a petto nudo.


In questo clima d’altri tempi i bambini si allenano per quasi due ore ed il fischio di fine è sempre troppo lontano per farli smettere subito.
L’iniziativa è stata accolta benevolmente anche in altre Regioni italiane che potrebbero valutare di riproporne il format. “In Puglia, nelle Marche e in altre Regioni, dove la scuola calcio è conosciuta, anche per gli allenatori di richiamo (Francesco Giorgini attualmente in carica) c’è stato un buon feedback, questa soddisfazione ci incoraggia a proseguire su questa linea se vogliamo cambiare qualcosa nel calcio”, conclude Serena, auspicando un futuro coinvolgimento nazionale per Calcio di strada.
“La bellezza di vedere ragazzi e bambini sorridere divertendosi, è la spinta principale della nostra missione”.
Grazie all’iniziativa Calcio di strada la voglia di giocare non finisce con l’allenamento.
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