di Erika Mattio – Dal 1967 a oggi, la famiglia Lunardelli intreccia legno e artigianato in un racconto fatto di resilienza, bellezza e innovazione: una storia radicata nella tradizione veneziana e proiettata verso le nuove generazioni.
Il profumo del legno e le origini di una storia di artigianato a Venezia
A Venezia, appena si varca la soglia del laboratorio-museo di Sebastiano e Agnese, in una piccola calle nascosta dal passaggio turistico, è il profumo del legno a guidare il visitatore. Un odore caldo, vivo, che racconta prima ancora delle parole.
Gli attrezzi degli anni ’50 sono lì, disposti come custodi silenziosi di un sapere antico: pialle consumate, seghe manuali, morsetti che hanno stretto centinaia di forme. È un ingresso che non è solo fisico, ma sensoriale, quasi rituale.
Ci accompagna Giulio, mentre in sottofondo si sente la voce squillante di Agnese e il roteare del tornio e del legno che prende forma. Qui legno e artigianato non sono semplicemente un mestiere, ma un linguaggio che si proietta verso i giovani.
La storia della famiglia Lunardelli nasce nel 1967, quando Angelo, figlio di una famiglia povera dell’entroterra veneziano, fonda a Fossalta di Piave una piccola azienda familiare specializzata in arredi su misura e serramenti. La sua è una storia di determinazione precoce: a soli nove anni inizia a imparare il mestiere di falegname, costruendo giorno dopo giorno una competenza che lo renderà abile e riconosciuto.
Ma la vita lo mette alla prova: in gioventù perde tre dita di una mano. Un evento che avrebbe potuto segnare la fine di tutto, e che invece diventa un nuovo inizio.


Dalla difficoltà alla visione: la nascita di Lunardelli tra impresa e territorio
È proprio da quella frattura che nasce la visione imprenditoriale di Angelo. Impossibilitato a continuare come prima, decide di reinventarsi: fonda la sua azienda mantenendo un legame costante con Venezia, città che diventerà fonte di ispirazione e opportunità.
Durante il boom economico, l’attività cresce insieme alla famiglia, consolidando una reputazione basata sulla qualità e sulla cura del dettaglio. Dopo la sua scomparsa, questo legame con Venezia si rafforza ulteriormente con l’apertura dello spazio Lunardelli a Venezia: un luogo pensato per restituire alla Serenissima ciò che aveva dato alla famiglia di Angelo.
Non solo una bottega, ma uno spazio creativo dove il legno e l’artigianato si incontrano con il design contemporaneo.
Si progettano, espongono e vendono pezzi unici, in dialogo con altre eccellenze venete: dai tessuti Bevilacqua al vetro di Murano con Ercole Moretti, Nicola Moretti, Nason Moretti, Salviati. I designer iniziali sono stati Alberto Lago, Marco Zito, Omri Revesz, Emilio Antinori, Damiano Frison e ora è tutto nelle mani di Sebastiano. È una rete viva che racconta la storia produttiva e culturale di Venezia.


Forme, materia e laguna: il design Lunardelli tra tradizione e poesia
Ogni creazione Lunardelli è un frammento di laguna. Il legno, in particolare rovere e noce, diventa materia narrativa: si lascia tagliare, modellare, trasformare. A volte vengono utilizzati gli “sfojo“, ovvero le sogliole, sottili fette di legno che raccontano la fragilità e la forza della materia.
Persino i segni lasciati dai teredini – quei piccoli organismi che scavano il legno immerso nell’acqua – non sono visti come difetti, ma come tracce di storia, testimonianze di un dialogo continuo tra natura e tempo.
Le forme si ispirano a Venezia: gli sgabelli Ca’ Pesaro richiamano il motivo diamantato dei palazzi, i “Cocai” – piccoli gabbiani trasformati in mensole – evocano l’aria e il movimento della laguna. Specchi che giocano con la luce della luna, paraventi che fondono l’estetica giapponese con i masegni veneziani, lampade che ricordano canneti e isole sospese tra acqua e cielo.
Ogni oggetto è un equilibrio tra elementi: acqua, aria, terra e laguna, un modo per mantenere Venezia viva in ogni opera. In questo senso, legno e artigianato diventano anche racconto poetico.


Il futuro nelle mani: giovani, formazione e continuità artigiana a Venezia
Oggi la sfida è guardare al futuro senza perdere l’anima. In un mondo dominato dalla produzione industriale, la famiglia Lunardelli continua a credere nel valore del fare lento, della manualità, della conoscenza profonda dei materiali.
Avvicinare i giovani a questo universo è fondamentale: non si tratta solo di insegnare una tecnica, ma di trasmettere una sensibilità. Riconoscere un legno dal profumo, comprenderne le venature, rispettarne i tempi. Il legno, in fondo, “si lascia tagliare”, ma richiede ascolto.
In questa prospettiva si inserisce anche l’attività formativa dell’azienda, che propone corsi di tornitura, falegnameria, decorazione e bassorilievo, trasformando il laboratorio in
un luogo di trasmissione viva del sapere artigiano.
Le nuove generazioni hanno un ruolo centrale: Sebastiano, direttore artistico, e Agnese che porta avanti l’eredità familiare con uno sguardo contemporaneo. Il loro è un equilibrio tra tradizione e innovazione, tra memoria e sperimentazione.
Lunardelli non è solo un’azienda: è una storia di legno e artigianato che continua a evolversi, mantenendo intatto il legame con le proprie radici e con il territorio. Una storia che dimostra come il passato possa essere materia viva per costruire il futuro a Venezia.
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