di Benedetta Bernardi – Oriano Rimondi, classe 1951, è, per gli studenti e le studentesse della 5SM del corso serale dell’IPSAR “Luigi Veronelli” di Casalecchio di Reno (Bo), il nonno della classe. Il 6 luglio scorso si è brillantemente diplomato in Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera dopo anni di studio intenso, impegno e sacrifici.
Ciò che ha guidato Oriano è stata la caparbia volontà e la determinazione nel voler realizzare un sogno: terminare il ciclo di studi interrotto e ottenere il diploma.


La storia di Oriano inizia nei primi anni Cinquanta a Baricella, precisamente a Boschi, una piccola frazione del paese in provincia di Bologna, dove frequenta le scuole elementari e la prima media; la seconda media risulta invece un ostacolo, Oriano deve ripeterla.
“Ahimè, avevo perso la voglia di studiare, così mio padre mi ha costretto a scegliere, o impegnarmi seriamente nello studio o andare a lavorare”.
Nel raccontare la sua esperienza di ragazzino nel periodo del secondo dopoguerra e del boom economico, a Oriano viene spontaneo un confronto con la scuola di oggi, che trova molto cambiata:
“L’insegnante, a quel tempo, era per noi ragazzi e per le famiglie una figura a cui si doveva un rispetto assoluto; nulla di quello che diceva o faceva poteva essere messo in discussione. Oggi, invece, insegnanti ed educatori vengono spesso attaccati e non sono ascoltati”.
Messo di fronte alla scelta tra studio o lavoro, Oriano decide per il secondo; è stato così che, su proposta di un conoscente, comincia, da apprendista, il lavoro del macellaio. “Dopo il periodo di apprendistato, durato quattro anni, e il servizio di leva, ho cominciato a lavorare in modo stabile”.


Oriano ricorda con piacere quegli anni, “Mi dava soddisfazione fare il macellaio, avevo imparato a riconoscere le carni, a tagliarle, a dialogare con i clienti e a consigliarli”.
L’occasione per riprendere gli studi si presenta quando Oriano, nel 2001, va in pensione e si ritrova a dover gestire il tanto tempo a disposizione. “È stato allora che ho cominciato a pensare a cosa fare per mantenermi attivo, non volevo che la testa invecchiasse”. Svolgere le faccende domestiche in aiuto alla famiglia, dare una mano per qualche ora in un negozio non bastavano a riempire di senso la vita di Oriano.
“Devo ringraziare mia moglie, che ha capito ciò di cui avevo bisogno: è venuta da lei la proposta di concludere gli studi che avevo lasciato in sospeso e prendere la licenza media”.


Oriano, nonostante qualche dubbio e incertezza iniziale, decide di cogliere la sfida e si iscrive al corso CPIA, istruzione adulti, presso le Scuole F. Besta di Bologna. “Mi sentivo spaesato, avevo la mente arrugginita, all’inizio studiare è stato una grande fatica ma mi si è aperto un nuovo mondo”.
L’emozione di trovarsi ancora studente tra tanti, scrivere sui quaderni, studiare, fare esercizi, relazionarsi con gli insegnanti si trasforma in un’esperienza talmente forte e significativa da spingere Oriano a non fermarsi alla sola licenza media.


C’è un traguardo più ambito, il diploma, che Oriano sogna di raggiungere. Continua così il percorso di studi, prima frequentando il biennio della secondaria superiore corso adulti e infine il biennio finale, corso serale, presso l’IPSAR Veronelli di Casalecchio, “per continuare la tradizione di famiglia, visto che anche mio figlio si è diplomato all’alberghiero”.
“Lo studio, la cultura davvero aprono la mente e, una volta iniziato, non sono più riuscito a smettere, anche grazie agli insegnanti che sono stati molto comprensivi e disponibili nei miei confronti”.


Ricordando alcuni momenti significativi, Oriano racconta lo spettacolo che lui, assieme agli altri studenti e agli insegnanti del primo biennio hanno preparato per un concorso e la gioia di aver conquistato il secondo posto: “Eravamo di tutte le nazionalità, ognuno doveva dire qualcosa di specifico della propria cultura, è stata un’esperienza davvero arricchente”; dell’ultimo anno di scuola, invece, non può dimenticare la festa, con tanto di torta, che i compagni di classe hanno organizzato durante l’ora di cucina e sala in occasione del suo settantacinquesimo compleanno il 22 marzo scorso.
In questi anni di studio “matto e disperatissimo”, non sono mancate alcune difficoltà: “Non avevo la più pallida idea di come si scrivesse un tema, le basi di italiano sulla composizione di un testo venivano date per scontate, avevo quel foglio bianco lì davanti… ma a forza di provare e con l’aiuto degli insegnanti, ce l’ho fatta”.
Anche apprendere come usare la tecnologia per svolgere attività didattiche non è stato facile per Oriano: “Io non sono nato nell’epoca tecnologica ed è stata una dura lotta; ma, per fortuna, grazie all’aiuto di mia moglie e mio figlio, ho imparato”.
Il 4 luglio, il giorno degli orali, c’erano quasi tutti i compagni di classe a fargli festa: “all’uscita dall’aula mi hanno accolto con urla di gioia e uno splendido mazzo di fiori. “Tu sei nostro nonno, il nonno di tutti noi”, mi hanno detto abbracciandomi”.


“Quali sono gli ingredienti della sua ricetta di successo?” Oriano non esita a rispondere:
“Il bellissimo rapporto con i compagni, ci siamo sempre aiutati a vicenda, la nascita di amicizie sincere, la presenza di insegnanti competenti e disponibili, il rispetto reciproco, l’impegno e credere che è possibile farcela. Così ho realizzato il mio sogno”.
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