Acquista i Gadget
SOSTIENI B-HOP
mercoledì, Agosto 26, 2026
B-Hop Magazine
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • Chi siamo
  • Rubriche
    • Se ne parla
    • Si può fare
    • Buenvivir
    • E-volver
    • L’altrove
    • B.I.N. – Bellezza Interna Netta
    • Un minuto per riflettere
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti
  • Chi siamo
  • Rubriche
    • Se ne parla
    • Si può fare
    • Buenvivir
    • E-volver
    • L’altrove
    • B.I.N. – Bellezza Interna Netta
    • Un minuto per riflettere
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti
SOSTIENI B-HOP.IT
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
B-Hop Magazine
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Home Si può fare

L’arte della cornice a Venezia con Francesco e Riccardo Di Pumpo

I due artigiani, padre e figlio, sono i corniciai delle opere d’arte a Venezia: mestieri silenziosi ma preziosi

di Erika Mattio
27 Febbraio 2026
in Si può fare
Tempo di Lettura: 4 mins read
53 2
A A
L'artigianato a Venezia: le cornici di Francesco e Riccardo di Pumpo. Foto: Erika Mattio

L'artigianato a Venezia: le cornici di Francesco e Riccardo di Pumpo. Foto: Erika Mattio

Condividi su FacebookCondividi su Twitter

di Erika Mattio – Ci sono mestieri che non fanno rumore, ma senza i quali la bellezza resterebbe incompleta. A Venezia, nel laboratorio di Francesco e Riccardo Di Pumpo il tempo sembra rallentare: il profumo del legno, la polvere sottile della levigatura, la luce che accarezza le superfici appena rifinite.

È qui che un quadro, una fotografia, un ricordo trovano la loro dimora definitiva. La cornice non è un contorno: è una soglia, un confine che protegge e valorizza.

Il valore dell’artigianato a Venezia e la tradizione che dialoga con le nuove generazioni


L’artigianato, oggi, è un atto di scelta. Significa sottrarsi alla logica della produzione seriale per restituire centralità al gesto, alla competenza, all’ascolto. Ogni cornice realizzata da Francesco e Riccardo nasce da un confronto: con l’opera, con il cliente, con il materiale. Non esistono soluzioni standard, ma percorsi su misura. Venezia è una delle città italiane che, pur cambiando nel tempo, mantiene un forte legame con l’artigianato.

La tradizione guida la mano – nelle tecniche di incastro, nelle finiture, nella doratura – ma non la imprigiona. Le nuove generazioni chiedono linee più essenziali, contaminazioni contemporanee, accostamenti audaci. La bottega diventa così un luogo di dialogo tra memoria e innovazione, dove il sapere antico si rinnova senza perdere autenticità. Venezia è la città custode di questo sapere.

Il potere del legno nel sapere dell’artigianato


Il legno è materia viva. Ha venature che raccontano stagioni, nodi che parlano di resistenza, tonalità che cambiano con la luce. Nelle mani di un corniciaio diventa struttura e racconto insieme. Non è solo supporto, ma elemento che orienta lo sguardo, che amplifica l’opera, che crea armonia tra immagine e spazio. Francesco e Riccardo conoscono il linguaggio silenzioso del legno: lo rispettano, lo seguono, lo accompagnano. In quel gesto quotidiano – tagliare, levigare, assemblare – si manifesta un potere antico: trasformare una materia naturale, custode di memoria e bellezza.

Materiali, invenzioni e semplicità: le parole chiave dell'artigianato. Foto: Erika Mattio
Materiali, invenzioni e semplicità: le parole chiave dell’artigianato. Foto: Erika Mattio

In un’epoca che corre veloce, la loro bottega ricorda che la qualità nasce dalla lentezza, dalla precisione, dall’amore per il dettaglio. E che una cornice, quando è fatta con cura, non delimita soltanto un’opera: ne svela l’anima.

Tradizione: l’inizio di un’eredità per l’artigianato a Venezia


La bottega apre nel 2000, ma la storia comincia qualche mese prima, con una promessa. “Nel ’99 il titolare, Toni Vio – per tutti Toni Cornisetta – voleva lasciare – racconta a B-Hop Francesco -. Io avevo un altro lavoro e già amavo lavorare con diversi materiali. Gli dissi: aspetta luglio che mi sposi, a settembre ti prendo la bottega”. È una frase semplice, quasi domestica. Dentro c’è già il senso dell’artigianato: responsabilità, continuità, fiducia.

A nove anni, Riccardo era già lì, vicino all’altare con la macchina fotografica. Cresce tra aste di legno e campioni appesi alle pareti. Quando Francesco rileva l’attività, decide di innovare senza tradire la tecnica di Toni. “Aveva una ventina di cornici. Io ho portato il campionario a un centinaio”. Più scelta, stessa mano. La tradizione non si rompe: si espande. Quel negozio davanti al quale Francesco e Riccardo passavano ogni giorno, era diventato la loro nuova attività, la nuova promessa di non far morire l’artigianato a Venezia.

Padre e figlio: una bottega a due voci


Riccardo entra ufficialmente in laboratorio nel 2020. Fino a quel momento Francesco aveva lavorato da solo. “Integrare idee non è stato facile” ammettono. “Per i primi tre anni era difficile capire se fossimo padre e figlio o colleghi”. Oggi la risposta è più chiara: sono colleghi, anche se il legame familiare resta la trama invisibile del lavoro. Si scontrano, discutono, poi trovano un equilibrio. “Siamo molto simili. È questo che ci permette di portare avanti la tradizione”, dice Riccardo. Lui ha un’impostazione più artistica, sperimenta, dialoga con la committenza internazionale, si confronta con le richieste della Biennale. Riordina il campionario, cambia colori, intercetta nuove sensibilità. “Noi siamo i sarti della cornice”, dice Riccardo: “Cuciamo su misura”.

Francesco e Riccardo. Foto: Erika Mattio
Francesco e Riccardo. Foto: Erika Mattio

Francesco resta la struttura: solidità, resistenza, conoscenza profonda dei materiali. Anche gli strumenti raccontano questa filosofia: un pentolino per la cera, un phon, piccoli attrezzi reinventati. “Il corniciaio nasce dall’arte di arrangiarsi” spiega Riccardo. “Cerchi soluzioni con quello che hai. Parli con il materiale, lo annusi, lo tocchi. Capisci cosa ti chiede”.

Il legno come dialogo con l’opera d’arte


“Che legno mettere su una cornice? L’opera parla” dicono quasi all’unisono. Le cornici arrivano in aste grezze da tre metri: alcune vengono rifinite in bottega, altre già lavorate vengono “cucite” sull’opera. Le piccole dimensioni richiedono legni più duri; le grandi superfici cercano equilibrio e leggerezza. Toscana e Campania per le simil-oro, Nord Italia per le sagome più moderne.

Negli anni è cambiata anche la città. All’inizio la clientela era composta quasi solo da residenti e ditte di Murano. Oggi circa un quarto sono residenti, il resto si divide tra gallerie, nuovi veneziani e committenza internazionale. Le mostre aumentano, si innovano cataloghi e allestimenti. La tradizione resta la base, ma il dialogo con il mondo è continuo. “L’artigianato non morirà mai” afferma Francesco.

“Quando fai qualcosa con le mani sei felice. Quando le mani lavorano, la testa si riposa”.

Per anni non firmava le sue cornici, come Toni che le riconosceva senza marchio. Poi sono stati i clienti a chiedere quella firma. Oggi le cornici Di Pumpo viaggiano nel mondo.

In ognuna c’è un equilibrio fragile e forte insieme: un po’ di Francesco, un po’ di Riccardo. L’opera più bella? “È ancora da fare”.


Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato sulle nostre belle notizie ti invitiamo a seguirci sui nostri social o a iscriverti alla newsletter mensile cliccando qui

Condividi86Tweet54Condividi15CondividiInviaInvia
Erika Mattio

Erika Mattio

Antropologa, archeologa e scrittrice. Nata nel 1989 nelle vallate cuneesi, mi sono trasferita per lavoro nella laguna veneziana, dove, fra moeche e barche a remi mi occupo di scavi archeologici e giornalismo. Ho studiato in Iran e mi sono dottorata a Madrid. La scrittura è il mezzo per unire ciò che la geografia separa. Raccolgo storie e suoni da porti, deserti, discariche e città invisibili. Mi muovo tra scavi archeologici e rotte contemporanee, inseguendo le tracce dell’umano tra passato e presente. Il mio sguardo è etnografico, il mio passo lento, il mio taccuino sempre aperto. Scrivo su B-Hop perché credo in un giornalismo che scava, ascolta e restituisce complessità con cura.

Articoli Correlati

A 75 anni realizza il suo sogno: Oriano Rimondi si diploma e diventa il “nonno” della classe

29 Luglio 2026
Paolo Sapio e mamma Sandra

In Umbria una biofattoria dove il tempo rallenta: pranzo a km 0 e cucina contadina

17 Luglio 2026

Augurino, il biglietto di auguri cinico e scherzoso che ribalta la tradizione

15 Luglio 2026
Chiara Angeloni - foto: S.Lattaro

Dal lavoro sicuro all’oreficeria: la scelta di Chiara, “ora seguo la mia creatività”

13 Luglio 2026
Prossimo Articolo
Jazz Lino Volpe racconta la storia del jazz attraverso il romanzo “Il diario di Tony Monten”, tra rigore storico e vibrazioni del Novecento.

La storia del jazz nel romanzo di Lino Volpe

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati

Iscriviti alla Newsletter

Articoli recenti

  • Calcio di Strada, alla riscoperta del gioco nei cortili e nelle piazze
  • Il museo del giocattolo povero di Massicelle
  • La vendetta dell’impepata di cozze
  • Finalmente in vacanza!
  • Oltre il test di gravidanza: il cambiamento della coppia senza l’ansia da controllo

Podcast

Sostieni B-Hop.it

B-hop magazine è una testata giornalistica con autorizzazione del Tribunale civile di Roma n. 179 del 25 ottobre 2018.

Direttrice responsabile: Patrizia Caiffa
ISSN 2724-2528

__________

Associazione di promozione sociale B-hop

Sede legale: via G.Angelini 16 00149 Roma

CF. 97975180585

Privacy Policy e Cookie Policy

B-Hop Magazine è la testata giornalistica delle belle notizie: sulle nostre pagine troverai storie vere, belle ed emozionanti e notizie che fanno riflettere per portare bellezza e consapevolezza nelle tue giornate
Leggi la mission di B-Hop

__________

Tutti gli articoli pubblicati da B-hop magazine sono originali e tutelati dal diritto d’autore. Per chiedere l’autorizzazione alla pubblicazione contattare info@b-hop.it e citare l’autore con link interattivo alla fonte (B-Hop magazine – www.b-hop.it)

Iscriviti alla Newsletter

Partner

Copyright © 2022 B-hop webmagazine. Tutti i diritti riservati

  • Chi siamo
  • Rubriche
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • Chi siamo
  • Rubriche
    • Se ne parla
    • Si può fare
    • Buenvivir
    • E-volver
    • L’altrove
    • B.I.N. – Bellezza Interna Netta
    • Un minuto per riflettere
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti

Copyright © 2022 B-hop webmagazine. Tutti i diritti riservati

SOSTIENI B-HOP
ACQUISTA I GADGET