di Erika Mattio – C’è una Venezia che non si lascia ridurre al mito turistico. Una Venezia che respira arte in ogni angolo, che invita alla lentezza e al dialogo.
È qui, tra le calli di Cannaregio, che due ragazze francesi, Garance e Marion, hanno deciso di fermarsi e piantare un seme: una galleria che è allo stesso tempo casa, bottega, laboratorio, salotto poetico di arte accessibile.
Due viaggiatrici diventate custodi dell’arte
Garance e Marion sono arrivate dalla Francia portando entusiasmo, sogni e una convinzione forte: che l’arte non debba essere distante, ma vicina, a km0, come un pane fragrante condiviso tra amici.
“L’arte deve essere accessibile per i prezzi e anche per l’immediatezza nel recepire il soggetto
– dicono a B-Hop le galleriste – Così è nata la galleria che porta i nostri nomi. Un luogo fatto di cornici artigianali costruite a Marcon, stampe a pigmenti su carta fine realizzate a Venezia, risografie e serigrafie che custodiscono l’anima delle opere”.
Non hanno solo aperto una galleria: hanno dato vita a un punto d’incontro, un salotto dove si parla, ci si confida e ci si innamora dei colori che rivestono le pareti.
Un mondo psichedelico in arrivo: Jim Stoten a Treviso
Il lavoro di Garance e Marion non si ferma a Venezia. Da tempo sognavano di ospitare un artista visionario: Jim Stoten, maestro dell’illustrazione psichedelica. Dopo dieci anni di attese, è finalmente a Treviso, dal 26 settembre, durante il Treviso Comic Book Festival, con una mostra al liceo artistico che durerà due settimane.


Il suo universo surreale, fatto di colori e immaginazione, porta respiro internazionale al territorio, e Garance e Marion ne sono le curatrici appassionate, testimoni di un ponte tra mondi creativi. La mostra non si fermerà in Veneto e nel prossimo futuro sarà visitabile in altre città italiane.
L’autunno al femminile: un collettivo in galleria per la stagione dorata
La galleria di Cannaregio si prepara poi ad accogliere una nuova stagione. Dal 2 ottobre, cinque artiste selezionate esporranno opere ispirate all’autunno: vegetazione che muta, tonalità calde, simboli di femminilità che sbocciano come foglie dorate.


Tra loro, l’artista giapponese Shoko Okumura, che con delicatezza orientale aggiungerà un respiro internazionale a una mostra che durerà tre mesi. Un collettivo che celebra la bellezza dell’arte femminile, capace di raccontare cicli naturali e interiori.
Un ecosistema creativo: arte e musica
Garance e Marion non si accontentano di esporre: sognano, intrecciano, costruiscono. Hanno avviato collaborazioni per dare vita a un’agenzia di illustratori, che ha selezionato talenti per accompagnare due cicli di concerti di musica romantica francese del XVIII° secolo presso il Palazzetto Bruzzane. È l’abbraccio tra Venezia e Parigi, tra note e immagini, tra due città che da sempre dialogano con la bellezza. Un progetto che non è solo esposizione, ma sinfonia di arti. La galleria si distingue anche per la capacità di portare l’arte oltre i confini tradizionali. Non solo illustrazione, ma ceramica, locandine, etichette di birra: linguaggi quotidiani che diventano poesia visiva.
E poi un’idea nuova e preziosa: decorare le stanze degli hotel italiani con opere originali, trasformando il soggiorno dei viaggiatori in un incontro intimo con l’arte. Un servizio che unisce estetica e ospitalità, e che rende la galleria parte viva del tessuto nazionale. Garance e Marion hanno portato a Venezia, e non solo, una visione giovane e internazionale. Le loro mostre sono finestre aperte sul mondo, ma sempre radicate nella città lagunare. Puntano sulla qualità dei materiali, sulla cura artigianale, sulla scelta di illustratori che sappiano emozionare e parlare al cuore. La loro forza è la capacità di creare un ecosistema creativo: residenze d’artista, collaborazioni, progetti collettivi. Ogni iniziativa è occasione di incontro, ogni esposizione è dialogo.
La Venezia che resiste e rinasce
In una città dove spesso si parla di spopolamento, la storia di Garance e Marion è un atto d’amore e di resistenza. Due giovani donne che lasciano la Francia per costruire un futuro in laguna e portare arte accessibile in Italia. Una scelta poetica e coraggiosa che racconta una Venezia diversa: non museo immobile, ma città viva, giovane, capace di rinascere attraverso l’arte.
E così, tra illustrazioni e ceramiche, tra colori e parole, tra concerti e stampe fine art, la galleria Garance e Marion continua a crescere. Un salotto che è rifugio e finestra sul mondo, dove ogni visitatore può trovare un frammento di sé.
Perché l’arte, a Venezia, è ancora un ponte: tra lingue, generazioni, città e cuori.
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