Spin Time, il laboratorio sociale dell’Esquilino rischia lo sgombero
Petizione nazionale e assemblea pubblica il 10 gennaio: dopo Askatasuna e Leoncavallo, anche Roma teme un nuovo sgombero. La storia dell'occupazione e l'appello per salvare questa esperienza unica
di Paolo Madaio – Il palazzo Spin Timea Roma, in via Santa Croce in Gerusalemme, costituisce un esempio emblematico di riqualificazione urbana e rinnovamento sociale ma oggi è a rischio sgombero.
In questi giorni è stata anche lanciata una petizioneper chiedere al ministero dell’Interno “di non cancellare una realtà vitale per centinaia di persone e per l’intera città”, firmata anche da molti nomi noti. E per il 10 gennaio è stata indetta una assemblea pubblica.
A seguito dei recenti sgomberi del centro sociale Askatasuna a Torino e del Leoncavallo a Milano, anche le storiche occupazioni di Roma stanno attraversando un periodo di profonda incertezza. Tra queste emerge Spin Time, un progetto che rappresenta una preziosa risorsa civica.
Credits: pagina Facebook Spin Time
Questo imponente edificio, che si sviluppa su dieci piani per una superficie complessiva di 21.000 metri quadrati, si trova nel cuore del quartiere Esquilino a Roma. In passato sede degli ex uffici INPDAP, la struttura, ora appartenente al fondo immobiliare Investire SgR, era rimasta per anni in stato di abbandono. La sua storia più recente è segnata da significativi cambiamenti, tendenti alla trasformazione in uno spazio aperto alla cittadinanza.
L’occupazione, avvenuta il 12 ottobre 2013 su iniziativa del movimento Action per il diritto all’abitare, ha dato il via a un percorso di recupero dello stabile, ormai inutilizzato dopo la cessazione delle sue funzioni pubbliche. Nei mesi successivi, i tre piani inferiori sono stati riorganizzati diventando Spin Time Labs, un animato centro socio-culturale, mentre i sette piani superiori sono stati adattati per accogliere famiglie, con stanze disposte secondo un modello abitativo cooperativo. Ogni piano è dotato di bagni e cucine comuni, favorendo uno stile di vita collaborativo e inclusivo.
In pochi anni, Santa Croce /Spin Time ha assunto un ruolo ben più ampio rispetto alla semplice funzione abitativa: il luogo è divenuto un vero e proprio laboratorio sociale e creativo, contribuendo alla rigenerazione urbana del quartiere ed emergendo come un innovativo punto di riferimento per tutta la città.
Attualmente ospita circa 400 persone provenienti da 27 paesi diversi ed è anche un polo per servizi e attività produttive,
capace di rispondere a una varietà di necessità in modo concreto ed efficace.
Uno studio realizzato dall’Università Bicocca di Milano nell’ambito del progetto Open Impact ha messo in evidenza il valore della struttura come esempio significativo nella tutela del diritto all’abitare e come modello di integrazione sociale.
La ricerca ha sottolineato come questa realtà riesca a interagire positivamente con il territorio circostante, offrendo un contributo concreto al benessere sociale e al sostegno di chi vive situazioni di emergenza abitativa. I risultati dello studio, presentati in Campidoglio nel 2022, hanno spinto il Comune di Roma a valutare l’opportunità di acquisire la proprietà della struttura dal Fondo attuale proprietario, con l’intento di regolarizzare la posizione degli occupanti, sulla scia dell’esperienza del Porto Fluviale e del progetto “Metropoliz” riguardante l’ex salumificio Fiorucci occupato e il museo Maam.
Tuttavia la proprietàha respinto l’offerta, manifestando la propria intenzione di proseguire con un piano di trasformazione della struttura in un albergo.
Credits: Paolo Madaio Museo d’Arte Contemporanea Roma
Spin Time si distingue per la varietà di attività e servizi offerti: uno sportello per supporto su pratiche legali/amministrative a favore degli occupanti e della cittadinanza (Legal Aid), una barberia, una falegnameria focalizzata sulla produzione e recupero di arredi per il palazzo, una serigrafia e corsi di formazione per adulti. Per bambini e ragazzi ci sono laboratori educativi e ludici, mentre gli adulti possono usufruire di uno spazio co-working. La struttura include anche una biblioteca, un auditorium per eventi, un’osteria e la redazione della rivista Scomodo.
Centrale è il ControCoro di Spin Time, fondato dal pianista Giordano De Nisi e diretto da Alberto Annarilli, etnomusicologo dell’Università di Tor Vergata. Il coro riflette lo spirito inclusivo del centro con un repertorio che spazia dalla musica afroamericana ai madrigali rinascimentali, dai canti popolari italiani alla musica pop.
“ControCoro è all’interno dell’occupazione abitativa e del progetto culturale del centro. Un’insieme musicale sociale aperto”,
spiega a B-HopLaura Tiberi, membro del coro, co-fondatrice dello stesso ed attivista Spin Time.
ControCoro di Spin Time – Citazione Corriere della Sera 23 giugno 2025
Spin Time promuove un’atmosfera vivace e dinamica, alimentata dai tavoli di lavoro dedicati alla programmazione delle attività.
La struttura accoglie circa 100 bambini completamente integrati nel tessuto scolastico del quartiere Esquilino, senza alcun segnale di dispersione scolastica. Tante le attività, come corsi, laboratori e iniziative artistiche.
All’interno del complesso si trova inoltre MAd’O – Museo dell’Atto di Ospitalità, un progetto innovativo che collabora con diverse comunità migranti, un modello significativo a livello nazionale nel campo dell’accoglienza.
In passato, la struttura è salita alla ribalta per un importante gesto di disobbedienza civile compiuto dal cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio: l’11 maggio 2019, in seguito al distacco della corrente elettrica per morosità pregressa, il cardinale è intervenuto personalmente per riattivare l’energia, restituendo simbolicamente vita al luogo. L’azione così forte e simbolica dell’elemosiniere di Papa Francesco ha scosso le coscienze e rafforzato l’ispirazione ad un impegno costante da parte di numerosi volontari.
Tra le figure più rappresentative emerge Adriana Dominici, sorella laica missionaria che vive e opera nella struttura. Coniugando la sua vocazione al servizio degli emarginati, dei senzatetto e degli studenti, è divenuta un simbolo di solidarietà nella lotta per il diritto alla casa. Al suo fianco si distingue anche don Mattia Ferrari, giovane sacerdote di 30 anni, che collabora attivamente con il centro sociale occupato, promuovendo l’inclusione e offrendo supporto ai migranti.
“Dentro queste mura ci sono ragazze e ragazzi che mettono tempo, energie e soprattutto amore. Amore vero, non urlato. Un amore che si vede nei dettagli, nell’organizzazione, nella cura, nel rispetto”,
La comunità di Spin Time si distingue per la sua visione di sovranità partecipativa, proponendosi come un modello esemplare per costruire una città ideale basata sulla solidarietà e sul coinvolgimento collettivo.
Credits: pagina Facebook Spin Time
In vista dell’assemblea pubblica fissata per il 10 gennaio 2026, si sollecita un impegno concreto per preservare e valorizzare tutto ciò che è stato realizzato nel tempo attraverso questa esperienza sociale pionieristica.
L’invito rivolto all’intera cittadinanza di Roma, alle realtà solidali che ne fanno parte con particolare ed accorato appello al Comune di Roma, chiedendo uno sforzo diretto a salvaguardare non solo i luoghi fisici, ma anche i valori e le idee che promuovono una visione di società più equa, inclusiva e solidale.
Tutti sono invitati a partecipare, anche i nostri lettori che credono nel progetto di integrazione sociale condotto in questi 12 anni da Spin Time.
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Perseveranza e resilienza sono due elementi che mi caratterizzano. Sono nato e cresciuto a Roma. Di formazione tecnica ed appassionato di arte e cultura, amo viaggiare e vivere relazioni sociali sincere e stabili.
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