di Patrizia Caiffa – Guardare a Sud per cambiare prospettiva e visione del mondo e della realtà. E’ questo il filo conduttore della XVII edizione del Festival della Letteratura di Viaggio, un appuntamento delle estati romane oramai consolidato e amato da viaggiatori e lettori. La manifestazione si terrà come tutti gli anni a Villa Celimontana a Roma davanti Palazzetto Mattei, sede della Società Geografica Italiana, dal 7 al 14 giugno, con l’organizzazione dell’associazione Cultura del Viaggio.
Qui si svolgeranno gran parte dei circa quaranta appuntamenti previsti tra incontri, mostre, reading, laboratori e passeggiate urbane. Tra gli ospiti figurano scrittori, giornalisti, fotografi e studiosi come Igiaba Scego, Nicola Lagioia, Telmo Pievani, Cecilia Sala, Lorenzo Tondo, Monica Maggioni, Alberto Negri, Brunori Sas, Carmine Abate e Antonella Anedda.
Il tema scelto per il 2026 è appunto “Sud!”, un’esclamazione che prova a tenere insieme realtà molto diverse:
il Sud globale, il Mezzogiorno italiano, la prospettiva decoloniale, le comunità indigene, la questione ambientale e le nuove geografie delle disuguaglianze.
Il festival utilizza il viaggio come strumento per leggere il presente.
Non il viaggio come consumo di luoghi, ma come esperienza di attraversamento, incontro e racconto.


Per questo il programma mette in dialogo linguaggi differenti – letteratura, giornalismo, fotografia, teatro, musica, podcast, fumetto e ricerca scientifica – nella convinzione che nessuna disciplina, da sola, riesca a interpretare la complessità del mondo contemporaneo.
“Con questa edizione – spiega Antonio Politano, direttore artistico del Festival della Letteratura di Viaggio – abbiamo tentato un esercizio di decentramento dello sguardo. Orientandolo verso sud, non solo una direzione geografica, ma un’alterità e pluralità di prospettive rispetto a quelle consuete, “La divaricazione tra i Nord e i Sud in questo mondo (e in questo Paese) non solo non accenna a ridursi, ma continua ad aumentare: lo abbiamo sotto gli occhi”, aggiunge Claudio Cerreti, presidente della Società Geografica Italiana: “E non solo dal punto di vista della distribuzione della ricchezza, che non è mai stata così sbilanciata. C’è un più generale problema di potere, sempre più concentrato nei Nord globali e locali, che si manifesta nelle decine di guerre in corso, nelle prevaricazioni continue, nelle prepotenze fatte al diritto e alle regole della buona convivenza”. Uno dei nuclei centrali dell’edizione sarà la mostra dedicata proprio al tema del Sud.
Si spazierà dall’Antartide, studiata dal Programma Nazionale di Ricerche in Antartide ai diritti dei cosiddetti popoli incontattati sostenuti da Survival International; dalle mappe conservate negli archivi della Società Geografica Italiana alle immagini provenienti da Sicilia, Marocco, Messico ed Etiopia. Un percorso che prova a costruire connessioni tra luoghi apparentemente lontani, mostrando come le sfide ambientali, sociali e culturali abbiano spesso radici comuni.
La crisi climatica attraversa diversi appuntamenti del programma. Tra questi, l’incontro “Il mondo al tempo della crisi climatica”, che vedrà dialogare l’attivista Marica Di Pierri e lo scrittore Bruno Arpaia sugli scenari futuri generati dalle trasformazioni ambientali.


La dimensione geopolitica sarà affrontata attraverso il lavoro di reporter e analisti che da anni raccontano conflitti e trasformazioni globali. La lezione di geopolitica del giornalista Alberto Negri offrirà una lettura delle tensioni internazionali contemporanee, mentre Ucraina e Palestina saranno osservate anche dal punto di vista della condizione dell’infanzia, una prospettiva spesso marginale nel dibattito pubblico ma essenziale per comprendere gli effetti di lungo periodo delle guerre.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alle eredità del colonialismo e alle memorie rimosse. Il tema emergerà attraverso la presentazione del graphic novel “Figli della foresta. Due vite africane rapite dal colonialismo italiano”, con la partecipazione di Igiaba Scego, e nella Passeggiata decoloniale guidata dall’attivista Kwanza Musi Dos Santos. Iniziative che invitano a osservare lo spazio urbano come un archivio vivente, dove monumenti, toponimi e luoghi raccontano storie che continuano a influenzare il presente.


La letteratura rimane naturalmente al centro del festival, ma quasi sempre in dialogo con altri linguaggi. Lo dimostra il reading dedicato a Eduardo Galeano e al calcio come fenomeno sociale globale, a trent’anni dalla pubblicazione di “Splendori e miserie del gioco del calcio”. Oppure la performance “La signora Meraviglia” di Saba Anglana, che intreccia musica, identità e memoria coloniale. Accanto a queste proposte trovano spazio il racconto della spedizione Endurance di Ernest Shackleton e una riflessione multimediale su Chernobyl nel quarantennale del disastro nucleare.
Le giornate conclusive allargheranno ulteriormente lo sguardo. Si parlerà di viaggi in Siria, Anatolia, Iraq e Kashmir, di sentieri, natura e cammini, ma anche dei grandi immaginari letterari del viaggio. Leopardi, Calvino, Piovene, Camilleri e Pennacchi saranno riletti come autori capaci di costruire mappe culturali e simboliche dell’Italia e del mondo. A chiudere il percorso sarà un appuntamento dedicato ai fumettisti Hugo Pratt e Corto Maltese.
Accanto agli incontri, il festival propone una rete di attività partecipative: laboratori gratuiti sul racconto di viaggio e sulla fotografia in contesti umanitari, attività per bambini curate dall’Unicef e passeggiate urbane accessibili anche a persone con disabilità. Un’attenzione che si ritrova anche nei due appuntamenti dedicati al turismo contemporaneo: il Forum dei Cammini e delle altre velocità e il focus su overtourism e patrimonio immateriale diffuso.
Centrali, nella proposta del Festival, sono gli appuntamenti legati ai due premi istituiti in occasione del Festival: il Premio Navicella d’Oro Società Geografica Italiana (nel 2026 alla XVII edizione) e il Premio Kapuściński per il reportage (alla XII edizione), in memoria del più importante autore di reportage giornalistici e letterari del Novecento.
Tra i premiati con la Navicella d’Oro 2026 vi sono Brunori Sas per la musica, Carmine Abate per la letteratura e Antonella Anedda, per la poesia. Tra i premiati del Premio Kapuściński – con la presenza della figlia Rene Maisner – Monica Maggioni, Cecilia Sala, Lorenzo Tondo, Alessio Mamo, Fada Collective.
Il progetto del Festival della Letteratura di Viaggio, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno” in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Tutti gli eventi sono a partecipazione gratuita, fino a esaurimento posti (prenotazione consigliata: culturadelviaggio@gmail.com, festival@culturadelviaggio.it e info e programma su www.festivaletteraturadiviaggio.org).
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