Troppe notizie tossiche e ansiogene, troppo spesso la sensazione di uscire da una lettura più scoraggiati di prima. Non sorprende che, secondo il Digital News Report 2025, il 40% delle persone intervistate dichiari di evitare le notizie “a volte” o “spesso”: un dato che segna il livello più alto mai registrato.
Le ragioni? Per il 39% pesa l’impatto negativo sull’umore, mentre il 31% parla apertamente di sovraccarico informativo. A questo si aggiungono l’eccesso di contenuti concentrati su politica e conflitti internazionali e, soprattutto, una sensazione diffusa di impotenza davanti a problemi percepiti come irrisolvibili.
In un ecosistema mediatico dominato dalla velocità e dall’iperproduzione di contenuti, la questione non riguarda più soltanto “quante” informazioni riceviamo, ma come ci vengono raccontate. È proprio qui che il giornalismo costruttivo prova a inserirsi: non come narrazione edulcorata della realtà, ma come tentativo di restituire contesto, complessità e possibilità di comprensione.
A Roma il Constructive Day 2026
Di questi temi si discuterà il 15 maggio a Roma, a Palazzo Valentini, durante la quarta edizione del Constructive Day, organizzato da Constructive Network APS insieme a EconomiaCircolare.com, Italia Che Cambia e B-Hop Magazine, media partner dell’iniziativa, con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale.
Per la prima volta l’iniziativa sarà aperta anche a professionisti esterni al network, comprese aziende e organizzazioni interessate a capire come applicare un approccio costruttivo alla comunicazione quotidiana. Non solo giornalismo quindi, ma anche un laboratorio di confronto su linguaggi, fiducia e credibilità.
“Il giornalismo non è solo contenuto, è relazione”, sottolinea Assunta Corbo, presidente di Constructive Network APS . “È nel confronto tra persone che nascono le storie capaci di generare fiducia”.


Dalla comunicazione alla fiducia
Il punto, oggi, sembra essere proprio questo: distinguersi non attraverso il volume della comunicazione, ma attraverso la sua qualità e riconoscibilità.
Un approccio costruttivo prova a farlo mettendo al centro dati, contesto e trasparenza, affrontando temi complessi — dall’intelligenza artificiale alla crisi climatica — senza cedere né all’allarmismo né alla superficialità. Un cambio di prospettiva che interessa sempre di più anche le aziende, chiamate a comunicare in modo credibile in uno spazio saturo di messaggi e storytelling.


Intelligenza artificiale, ecoansia e informazione di comunità
Il programma del Constructive Day toccherà alcune delle sfide più urgenti dell’informazione contemporanea: IA, crisi climatica, ascolto e comunità.
A condurre l’evento sarà Marianna Esposito, giornalista ed Event Manager del Constructive Network APS.
Tra gli ospiti ci saranno Giulia Bezzi, CDO di Floox sb srl, che guiderà una riflessione sull’uso dell’intelligenza artificiale per produrre contenuti di qualità, e Valentina Coradeghini, che lavorerà sul rapporto tra tecnologia e processi operativi.
Spazio anche all’informazione ambientale con Daniel Tarozzi e Andrea degl’Innocenti di ItaliaCheCambia.org, mentre Marco Merola e Camilla Gamba affronteranno il tema dell’ecoansia e della psicologia climatica.
Nel programma anche l’intervento di Stefano Pigolotti dedicato al concetto di “antieroe” nell’informazione contemporanea: un percorso tra vulnerabilità, consapevolezza e nuove forme di narrazione.
Tra gli altri relatori Raffaele Lupoli, Nina Fasciaux, Vincenzo Varagona, Francesca Ghezzani, Teresa Potenza e Isa Grassano.
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