reportage di Erika Mattio – Nonostante la crisi agricola, causata dal blocco dello stretto di Hormuz e dalla carenza di fertilizzanti, la Tanzania crea la sua forma di resilienza partendo proprio dalla sostenibilità. Dal Kilimangiaro alle coltivazioni bio del Lago Vittoria, la Tanzania si apre al turismo e promuove iniziative che uniscono conservazione, lavoro dignitoso e resilienza climatica.
Tanzania: un Paese ricco di natura e futuro
La Tanzania è spesso associata ai grandi parchi naturali, al Kilimangiaro e alle spiagge di Zanzibar. Ma oltre alla bellezza paesaggistica, il Paese sta costruendo un percorso originale verso il turismo sostenibile. Negli ultimi anni, il governo ha favorito politiche ambientali, sostegno alle comunità rurali e una visione del turismo più etica e partecipativa.
In un contesto africano segnato da sfide ambientali e sociali, la Tanzania si distingue per l’approccio equilibrato tra conservazione e inclusione economica.
Il turismo responsabile che coinvolge le comunità
In diverse aree del Paese, le comunità locali sono diventate protagoniste attive dell’accoglienza turistica. I cosiddetti Community-Based Tourism Projects (CBT) permettono a villaggi Maasai, Chagga e Hadzabe di offrire esperienze autentiche, valorizzando le culture e garantendo un ritorno economico diretto agli abitanti.
Nel villaggio di Mto wa Mbu, vicino al Lago Manyara, guide locali conducono i visitatori tra mercati, coltivazioni e scuole. Gli incassi vengono reinvestiti in infrastrutture, borse di studio e sanità.
“Il turismo è cambiato: non è più solo safari, ma incontro – spiega Peter Mollel, guida comunitaria – Chi arriva qui ascolta, impara, partecipa. E noi, con dignità, costruiamo il nostro futuro.”
Agricoltura smart e resilienza climatica per la Tanzania del futuro
Accanto al turismo, l’altro pilastro dello sviluppo tanzaniano è l’agricoltura. Il 70% della popolazione vive di attività rurali, spesso colpite da siccità, erosione e crisi alimentari. Per questo, negli ultimi anni sono nati numerosi progetti di agricoltura rigenerativa, formazione agro-ecologica e uso delle tecnologie solari.
Nel nord del Paese, vicino al Lago Vittoria, cooperative giovanili coltivano mais, pomodori e fagioli utilizzando serre solari, compost naturale e sensori a basso costo per l’irrigazione intelligente. Il progetto è sostenuto anche da startup locali e fondi internazionali.
“Non vogliamo dipendere dagli aiuti. Con la terra possiamo innovare e vivere bene – afferma a B-Hop Nasra Juma, 25 anni, agronoma e formatrice rurale – Le nostre coltivazioni non solo nutrono, ma rispettano la terra e generano lavoro. Nonostante la crisi causata dal blocco dello stretto di Hormuz, siamo riusciti a produrre più compost ed avere una buona sussistenza per i prossimi mesi: credere in questo progetto ha creato una grande forza collettiva, che ha dimostrato che solo insieme possiamo cambiare il paese e la mentalità”.
Donne e giovani protagonisti del cambiamento
In Tanzania, le nuove generazioni stanno diventando motore di cambiamento. In particolare, molte giovani donne stanno sfidando stereotipi e assumendo ruoli attivi nell’agricoltura, nel turismo sostenibile, nella conservazione ambientale e nella micro-imprenditoria legata al turismo.
A Zanzibar, gruppi femminili gestiscono escursioni eco-marine, laboratori artigianali e attività di snorkeling educativo, con attenzione alla salvaguardia della barriera corallina.
L’iniziativa “Women for the Reef” ha formato più di 300 ragazze in due anni.
“Il mare è la nostra eredità. Proteggerlo significa proteggere anche le nostre figlie – dice Asha Said, leader di un gruppo di donne pescatrici – Il turismo può essere una forza positiva, se guidato da chi vive qui.”


Educazione, clima e cooperazione internazionale: il futuro è in Africa
La Tanzania è anche parte attiva di diversi accordi sul clima e progetti educativi regionali. Le scuole primarie e secondarie stanno includendo programmi sull’educazione ambientale e sul turismo sostenibile, mentre nelle università si formano i nuovi esperti in agricoltura sostenibile e gestione delle risorse naturali.
Con il sostegno della FAO, della Banca Africana di Sviluppo e di partner asiatici e europei, il Paese punta a ridurre del 30% le emissioni agricole entro il 2030, aumentando allo stesso tempo la produttività e la sicurezza alimentare.
Tanzania, un’Africa che cresce con cura
In un mondo che cerca nuovi modelli di crescita, la Tanzania offre un esempio concreto di sviluppo integrato: cultura, ambiente e persone sono al centro delle politiche locali.
Lontano dalle immagini stereotipate dell’Africa come continente in difficoltà, questo Paese racconta una storia diversa: quella di comunità che si rialzano, innovano e proteggono la propria terra. Un’Africa che non aspetta salvataggi, ma costruisce ponti – una zappa alla volta, un turista consapevole alla volta.
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