di Vincenzo Sorrentino – Capo Nord è il secondo punto più a nord dell’Europa continentale, ed è il posto ideale per ammirare il sole a mezzanotte, nei mesi estivi, e l’aurora boreale in altri periodi dell’anno.
Il sole a mezzanotte è un fenomeno atmosferico che si verifica nelle regioni polari nei mesi estivi in cui il sole resta al di sopra dell’orizzonte per tutte le 24 ore del giorno.
Capo Nord è il promontorio più estremo dell’isola di Magerøya, nel nord della Norvegia, anche se sarebbe più corretto dire della Lapponia, la regione del circolo polare artico che si estende in tre stati: Norvegia, Svezia e Finlandia.


Il modo più comune per andare a Capo Nord è arrivare in aereo a Tromso, la città norvegese considerata appunto la capitale della Lapponia, e da lì percorrere gli oltre 600 Km che la separano da Capo Nord.
Il viaggio, che prevede anche alcuni passaggi sui traghetti per attraversare i fiordi, si può fare in meno di 10 ore in macchina, camper o moto, ma non sono pochi coloro che preferiscono farlo con autobus di linea o perfino in bicicletta, affrontando le tante salite che caratterizzano il percorso.
Noi, invece, accogliendo la proposta del nostro tour operator di fiducia, siamo partiti da Rovaniemi, in Finlandia, ed abbiamo percorso in pullman un tratto di Svezia, prima di arrivare, sempre in pullman, a Tromso e da li a Capo Nord. Ciò ci ha consentito di attraversare e conoscere tanti angoli molto suggestivi della Lapponia.
Rovaniemi si raggiunge in poco più di un’ora di volo da Helsinki ed è famosa per essere il paese di Babbo Natale, al quale è dedicato un grande parco a tema che si trova proprio lungo la linea del circolo polare artico e che è aperto tutto l’anno anche se, evidentemente, il periodo clou è quello invernale.


Da Rovaniemi ci siamo diretti alle Isole Lofoten, attraversando le terre del leggendario popolo Sami che da oltre 5000 anni vive in queste regioni. Lungo la strada, in Svezia, si visita l’Ice Hotel di Jukkasjärvi, il primo hotel fatto completamente di ghiaccio, in cui si dorme ad una temperatura di meno 5 gradi. L’albergo, le cui stanze sono delle vere e proprie opere d’arte, è aperto tutto l’anno e ospita mediamente una decina di persone ogni notte.


Sempre in Svezia un’altra bella tappa è il Parco Nazionale di Abisko, dove la natura incontaminata regna sovrana e offre paesaggi mozzafiato caratterizzati da alte montagne, vallate spettacolari, pianure e foreste attraversate da fiumi.
Dopo un breve trekking di circa 6 Km, di nuovo in viaggio verso la Norvegia con tappa alle Isole Lofoten.
Le Isole Lofoten sono un arcipelago posizionato nel lato nord-ovest della Norvegia, che conta circa 25.000 abitanti, molti dei quali dediti alla pesca, soprattutto del merluzzo che poi viene lavorato e trasformato nelle sue diverse declinazioni: stoccafisso, baccalà, ecc.


La pesca del merluzzo richiama ancora molti pescatori stagionali provenienti da altre zone della Norvegia (e non solo), che si trasferiscono alle Lofoten nei mesi invernali, dedicati alla pesca del merluzzo.
Proprio per raccontare questa tradizione, una delle isole è stata trasformata in città-museo e consente di visitare diverse casette in legno in cui soggiornavano questi pescatori, di vedere le barche e le attrezzature utilizzate nonché gli ambienti usati per la lavorazione e conservazione del pescato in cui non poteva mancare un locale dedicato alla produzione di un suo famigerato derivato: l‘olio di fegato di merluzzo.
La tappa successiva, attraversando anche il fiordo di Gryllefjord – una tratta marina conosciuta anche come “la rotta delle balene” – è Tromso, la città più grande e popolata della Lapponia (ca 70.000 abitanti) di cui è considerata, come detto, la capitale.
Tromso è una città molto vivace, che ospita una chiesa luterana definita “la cattedrale dell’artico” ed il più alto numero di vecchie case in legno della Lapponia, la più antica delle quali è datata 1789. Apprezzabile il coraggio di alcuni ragazzi che dopo aver fatto la sauna in una struttura pubblica nei pressi del porto si sono tuffati in mare nonostante l’acqua decisamente fredda, considerando che la temperatura esterna arrivava a malapena a 10 gradi.
Da Tromso è iniziata la lenta e lunga salita verso Capo Nord, tra camper, moto e bici e molte renne, per niente disturbate dal grande traffico veicolare.

A Capo Nord bisogna avere la fortuna di un cielo senza nuvole, pioggia e vento per riuscire a vedere il sole a mezzanotte. La vista è comunque molto suggestiva, anche con il maltempo. Nel centro di accoglienza si possono vedere filmati molto ben fatti e visitare un piccolo museo.


Il sole a mezzanotte si può vedere anche a Saariselka, una importante stazione sciistica finlandese. Una esperienza molto emozionante. Lungo la strada del rientro ci si può fermare anche ad Inari, sempre in Finlandia, per visitare il Sami Siida Museum dedicato al popolo ed alla cultura Sami, l’ultimo popolo indigeno europeo che conta ancora circa 100.000 persone divise tra Norvegia (ca 60.000), Svezia (oltre 20.000), Finlandia (circa 7.000) e Russia (circa 2.000).
I Sami, sebbene ormai pienamente integrati, hanno ancora una loro lingua che si impegnano strenuamente a tutelare, e un Parlamento elettivo che si riunisce per discutere temi di loro interesse e fornire proposte e contributi ai governi dei rispettivi Paesi.


Il rientro in Italia da Rovaniemi consente di vedere per l’ultima volta l’emozionante spettacolo del sole a mezzanotte.
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