Acquista i Gadget
SOSTIENI B-HOP
martedì, Agosto 25, 2026
B-Hop Magazine
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • Chi siamo
  • Rubriche
    • Se ne parla
    • Si può fare
    • Buenvivir
    • E-volver
    • L’altrove
    • B.I.N. – Bellezza Interna Netta
    • Un minuto per riflettere
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti
  • Chi siamo
  • Rubriche
    • Se ne parla
    • Si può fare
    • Buenvivir
    • E-volver
    • L’altrove
    • B.I.N. – Bellezza Interna Netta
    • Un minuto per riflettere
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti
SOSTIENI B-HOP.IT
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
B-Hop Magazine
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Home L'altrove

I Magnin di Piasco: il Carnevale che custodisce la montagna

Le tradizioni del carnevale italiano: dal paese di Piasco in Valle Varaita (Piemonte) la storia delle maschere dei Magnin, nate per servire la comunità

di Erika Mattio
12 Febbraio 2026
in L'altrove
Tempo di Lettura: 3 mins read
82 2
A A
I Magnin di Piasco al gran completo. Foto: gruppo dei Magnin

I Magnin di Piasco al gran completo. Foto: gruppo dei Magnin

Condividi su FacebookCondividi su Twitter

di Erika Mattio – A Piasco, nel cuore della Valle Varaita in Piemonte, il Carnevale non è una parentesi folklorica, ma un gesto collettivo che si rinnova da secoli.

Le maschere dei Magnin non servono a nascondere, bensì a rivelare: raccontano una comunità montana che ha trasformato la fatica in rito, la memoria in presenza viva, la festa in responsabilità condivisa.

Ascolta “I Magnin di Piasco: il Carnevale che custodisce la montagna” su Spreaker.

Il carnevale montano: patrimonio italiano

Tra le pieghe della Valle Varaita, dove l’inverno sa essere ancora una cosa seria e le comunità montane hanno imparato a “tenere insieme” passato e presente, a Piasco sopravvive un patrimonio che non chiede di essere imbalsamato, ma vissuto: le maschere dei Magnin. Non sono solo un oggetto folklorico da cartolina. Sono un linguaggio, un gesto collettivo, un modo per raccontarsi quando le parole sembrano insufficienti, osservando il Monviso e respirando la tradizione di un paese che resiste nel tempo.

Il nome stesso rimanda a un mondo di mestieri e identità locali. Nelle valli piemontesi, come in molte aree alpine,

le maschere carnevalesche non nascono per intrattenere: nascono per servire la comunità.

Servono a rovesciare per un giorno le gerarchie, a ironizzare sulle paure, a trasformare la fatica in gioco, a segnare una soglia: l’inverno che finisce, la primavera che promette.

Il Magnin e la Magnina 2026. Foto: gruppo Magnin di Piasco
Il Magnin e la Magnina 2026. Foto: gruppo Magnin di Piasco

Nel racconto dei Magnin di Piasco la montagna non è uno sfondo romantico, ma un luogo che insegna la resilienza: qui la tradizione non è nostalgia, è strategia. Le maschere storiche, tramandate e imitate, hanno un valore doppio. Da una parte sono memoria materiale: costumi, volti, accessori, dettagli che cambiano poco e proprio per questo diventano riconoscibili, “di casa”. Dall’altra sono memoria sociale: perché una maschera esiste davvero solo quando qualcuno la indossa e quando altri la riconoscono. È un patto: io divento personaggio, tu accetti il gioco e ti lasci coinvolgere. E in quel patto si sedimentano generazioni di racconti.

È un momento in cui la comunità si guarda allo specchio senza troppa formalità: ci si prende in giro, ci si riconosce, ci si perdona.

La storia dei Magnin: fra tradizione e realtà

La storia dei Magnin affonda le radici in una leggenda che parla di ingegno e riconoscimento. Si racconta che, durante il passaggio di una carrozza reale, una ruota si ruppe proprio a Piasco. Furono i magnin — artigiani e riparatori — a intervenire con rapidità, permettendo al viaggio di proseguire. In cambio, ottennero un privilegio destinato a segnare l’identità del paese: diventare custodi della città durante il Carnevale. Da allora, i Magnin incarnano una funzione precisa: garantire l’ordine della festa, mediare tra regola e trasgressione, dare forma a un caos controllato che consente alla comunità di riconoscersi e raccontarsi.

Il carnevale di Piasco si celebra da secoli e ha attraversato trasformazioni profonde senza perdere il suo senso. Qui, le maschere non sono mai state semplici costumi: sono ruoli riconosciuti, carichi di significato. Essere Magnin o Magnina è considerato un onore, perché significa rappresentare il paese, conoscerne le storie, rispettarne gli equilibri. Le maschere entrano negli spazi quotidiani, osservano, ironizzano, mettono in scena una sospensione delle gerarchie che permette di dire ciò che normalmente resta sottotraccia. In questo modo,

il Carnevale diventa uno strumento di coesione e una forma di educazione civica radicata nella tradizione montana.

Dalla Valle Varaita a Venezia: il carnevale che cammina

Nel 2026, questa tradizione ha trovato una nuova traiettoria simbolica. I Magnin hanno raggiunto Venezia seguendo idealmente il corso del Po, celebrando uno scambio che unisce montagne e pianura, interno e costa. Un viaggio che si lega al motto del Carnevale 2026 e al tema delle Olimpiadi invernali: non solo sport, ma riconoscimento delle montagne come spazi abitati, vissuti e custoditi.

I Magnin a Venezia: scambi di tradizioni. Foto: gruppo Magnin
I Magnin a Venezia: scambi di tradizioni. Foto: gruppo Magnin

Le stesse montagne che circondano la Valle Varaita diventano così simbolo di continuità e apertura, capaci di dialogare con il mondo senza perdere le proprie radici. Così i Magnin 2026 portano la loro gioia ed energia nel Belpaese.


 

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato sulle nostre belle notizie ti invitiamo a seguirci sui nostri social o a iscriverti alla newsletter mensile cliccando qui

Condividi131Tweet82Condividi23CondividiInviaInvia
Erika Mattio

Erika Mattio

Antropologa, archeologa e scrittrice. Nata nel 1989 nelle vallate cuneesi, mi sono trasferita per lavoro nella laguna veneziana, dove, fra moeche e barche a remi mi occupo di scavi archeologici e giornalismo. Ho studiato in Iran e mi sono dottorata a Madrid. La scrittura è il mezzo per unire ciò che la geografia separa. Raccolgo storie e suoni da porti, deserti, discariche e città invisibili. Mi muovo tra scavi archeologici e rotte contemporanee, inseguendo le tracce dell’umano tra passato e presente. Il mio sguardo è etnografico, il mio passo lento, il mio taccuino sempre aperto. Scrivo su B-Hop perché credo in un giornalismo che scava, ascolta e restituisce complessità con cura.

Articoli Correlati

Il sole a mezzanotte - Credits: V. Sorrentino

Viaggio a Capo Nord per vedere il sole a mezzanotte

5 Agosto 2026
Fonte: wikipedia

Parco Nemorense, il giardino storico di Roma dove natura, arte e memoria si incontrano

31 Luglio 2026
Giro del Monviso: le valli occitane attorno al Re di Pietra. Foto: Erika Mattio

Valli Occitane: viaggio tra tradizioni e memoria ai piedi del Monviso

28 Luglio 2026
credits: Anna Attolico

Armenia, esempio mondiale di resilienza geopolitica

21 Luglio 2026
Prossimo Articolo
Giovani donne d'Etiopia: la rinascita dopo la guerra. Foto Erika Mattio

Dopo la guerra civile l'Etiopia prova a rialzarsi

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati

Iscriviti alla Newsletter

Articoli recenti

  • Calcio di Strada, alla riscoperta del gioco nei cortili e nelle piazze
  • Il museo del giocattolo povero di Massicelle
  • La vendetta dell’impepata di cozze
  • Finalmente in vacanza!
  • Oltre il test di gravidanza: il cambiamento della coppia senza l’ansia da controllo

Podcast

Sostieni B-Hop.it

B-hop magazine è una testata giornalistica con autorizzazione del Tribunale civile di Roma n. 179 del 25 ottobre 2018.

Direttrice responsabile: Patrizia Caiffa
ISSN 2724-2528

__________

Associazione di promozione sociale B-hop

Sede legale: via G.Angelini 16 00149 Roma

CF. 97975180585

Privacy Policy e Cookie Policy

B-Hop Magazine è la testata giornalistica delle belle notizie: sulle nostre pagine troverai storie vere, belle ed emozionanti e notizie che fanno riflettere per portare bellezza e consapevolezza nelle tue giornate
Leggi la mission di B-Hop

__________

Tutti gli articoli pubblicati da B-hop magazine sono originali e tutelati dal diritto d’autore. Per chiedere l’autorizzazione alla pubblicazione contattare info@b-hop.it e citare l’autore con link interattivo alla fonte (B-Hop magazine – www.b-hop.it)

Iscriviti alla Newsletter

Partner

Copyright © 2022 B-hop webmagazine. Tutti i diritti riservati

  • Chi siamo
  • Rubriche
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • Chi siamo
  • Rubriche
    • Se ne parla
    • Si può fare
    • Buenvivir
    • E-volver
    • L’altrove
    • B.I.N. – Bellezza Interna Netta
    • Un minuto per riflettere
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti

Copyright © 2022 B-hop webmagazine. Tutti i diritti riservati

SOSTIENI B-HOP
ACQUISTA I GADGET