di Roberta Tito – Si chiama Erika Mattio, è piemontese di origine ma veneziana d’adozione da quindici anni, ed è una giornalista e autrice di B-Hop magazine. In questi giorni ha avuto l’onore di diventare Tedofora, trasportando la fiaccola olimpica a Venezia: un incarico prestigioso che per lei rappresenta molto più di un gesto simbolico.
Archeologa specializzata in scavi per il restauro, Erika conosce Venezia nel suo intimo, sotto la superficie, là dove la storia sostiene il presente. Arrivata per lavoro, ha scelto di restare, innamorandosi della città e della sua complessità.


La candidatura è nata raccontando una storia semplice sul sito ufficiale dei XXV Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026: quella di chi ha incontrato la realtà veneziana e non l’ha più lasciata. Una storia che è stata ascoltata.
Cresciuta in una famiglia di sportivi, vive questo momento con un’emozione speciale: mentre un cugino sta correndo il Giro d’Australia in bicicletta, lei ha portato alto il simbolo dello sport per eccellenza, come parte di un ideale cerchio.
“La fiaccola rappresenta il mio legame con Venezia”,
ci ha raccontato Erika. Un onore che unisce sport, identità e appartenenza.
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