di Irma Castelli – Zanichelli lo definisce come “il progressivo trascolorare delle foglie dal verde a varie tonalità tra giallo e marrone” e negli ultimi anni, con l’arrivo dell’autunno, la parola “foliage” sembra essere sulla bocca di tutti.
Ma come è nata quella che sembra essere una vera e propria moda di inseguire le foglie che cadono in autunno?
È l’ennesimo frutto della società degli influencer in cui tutti ci muoviamo seguendo consigli sempre uguali di cui i social sono gremiti?
Potrebbe darsi; oppure potrebbe anche darsi che questo sia l’aspetto più superficiale della questione, ma che l’origine di questo fenomeno vada ricercata più in profondità.
Estendendo la domanda ad un livello più ampio, ad esempio, ci si potrebbe chiedere dove risiede l’origine del nostro
bisogno di uscire dalla città, di viaggiare, di fare gite ed escursioni, specialmente nella natura.
Da dove nasce il bisogno di “evasione”?
Secondo molti studi, il viaggio rappresenta un modo per rilassarsi, evadere dal quotidiano, allentare le tensioni psico-fisiche di tutti i giorni e ricaricare le energie.
Più in particolare, le ricerche effettuate in diverse parti del mondo indicano la natura come un antidoto alla tensione mentale dovuta alla vita urbana.
La maggior parte della popolazione, infatti, vive in città e trascorre gran parte del proprio tempo in spazi chiusi, spesso davanti a degli schermi che diventano delle vere e proprie “finestre sul mondo”.
Ed è da queste evidenze che nasce (o meglio ri-nasce) il bisogno dell’uomo di essere in contatto con l’ambiente circostante, con la natura e ciò che essa ha da offrire.
Ogni stagione ha le proprie particolarità naturalistiche: la neve d’inverno, il sole e il mare d’estate, i fiori in primavera, le foglie colorate in autunno.
Queste ultime potrebbero essere più poeticamente definite un vero e proprio “tesoro stagionale”:
sfumature dal verde al rosso, passando per il giallo che alla luce del sole assume le sembianze dell’oro.
Quali sono i benefici del contatto con la natura?
Essere in contatto con la natura fa bene non solo a noi, ma anche alla natura stessa. Tale connessione, infatti, può motivarci a mettere in atto stili di vita e comportamenti più sostenibili.
Se sei connesso con la natura, sarai anche più accorto nei suoi confronti.


Tra i luoghi più gettonati per fare una gita fuori porta all’insegna della natura e ammirare il foliage ci sono senza dubbio le faggete, che per tutto l’autunno regalano una pioggia di foglie colorate e permettono di immergersi in un’atmosfera unica, quasi magica.
Ne sono un esempio le splendide faggete nei pressi del Lago di Vico: Monte Venere e Monte Fogliano.
Pranzo al sacco e ci si dirige al Belvedere di Poggio Trincera per un picnic fronte lago davanti ad un panorama mozzafiato. Dopodiché, a seconda che siate mattinieri o amiate di più la luce del crepuscolo, prima o dopo il picnic potete raggiungere in pochi minuti di auto la vicina faggeta del Monte Fogliano.
Qui si intraprende un sentiero sterrato contornato da foglie cadute, per poi deviare a destra seguendo le indicazioni per il suggestivo eremo di San Girolamo.
Il silenzio è il vero protagonista di questo posto, ancor più delle foglie e dei colori autunnali;
il consiglio è quello di fermarsi di tanto in tanto ad apprezzarlo, magari mentre ci si sofferma a guardare le singole foglie che cadono e si ascoltano i rumori bianchi che creano.


In sintesi, la connessione positiva con l’ambiente migliora il benessere psicologico delle persone e crea comunità più sostenibili.
Perciò, seppure sia una moda quella di inseguire i colori dell’autunno e definirli con termini francesi per un “effetto più chic”, la risposta più plausibile a tutto questo è una sola: e moda sia!





















