di Irma Castelli – Nel mezzo dell’oceano Atlantico, più vicine all’Europa ma non lontane dall’America, le Isole Azzorre sono un arcipelago portoghese composto da nove isole di grandezza variabile.
Si arriva a Sao Miguel e si riparte da Terceira, o viceversa. Una volta stabiliti punto di arrivo e di ripartenza, l’intermezzo è a libera scelta del viaggiatore.
Ecco un itinerario puramente esemplificativo di due settimane in queste isole uniche.


Prima tappa: Terceira.
Qui si viene catapultati in un luogo lontano dal caos del continente ma senza ancora avere un senso di “isolamento” troppo forte, essendo questa la seconda isola più grande dell’arcipelago.
Se si pensa a Terceira la prima cosa che viene in mente è il paesaggio incredibilmente verdeggiante: pianure, boschi, strade costeggiate da muretti in pietra e circondate da decine di mucche al pascolo.
L’entroterra è reso incantevole dalle Furnas do Enxonfre e dal Lagoa das Patas.
Le Furnas, ovvero fumarole, sono un vero monumento naturale in cui grazie all’emissione di gas e vapori sulfurei, si percepisce che la Terra è viva e “respira”.
Il Lagoa das Patas è un lago immerso in un bosco pavimentato con il muschio più morbido e del verde più acceso che è possibile trovare in natura. Qui è presente anche un’area picnic.
Lo splendido paesaggio di Terceira è decorato da case coloratissime con un intonaco impeccabile come fossero sempre appena ridipinte, il tutto incorniciato da piscine naturali presenti in tutti i lati della costa e rese accessibili magistralmente dagli abitanti.
Ultima chicca, ma non per importanza, Angra do Heroísmo. Cittadina patrimonio Unesco con cattedrali color pastello e affaccio sull’oceano.


Seconda tappa: Faial.
Qui la storia è segnata profondamente dalla caccia alle balene, attorno a cui ruota l’essenza della pittoresca Horta, la capitale. Tuttavia, seppur in parte, ad essa viene inevitabilmente rubata la scena dalla vista sul mastodontico vulcano Pico, il più alto del Portogallo, che si erge sull’omonima isola di fronte.
Il luogo più suggestivo di Faial è il vulcano Capelhinos, la cui ultima eruzione è durata per ben 13 mesi, finendo per creare un istmo di lava rossa che oggi si affianca ad un paesaggio tra i più verdi al mondo.


Terza tappa: Flores.
Flores è l’essenza delle Azzorre; è come un concentrato di cultura azzorrina tutto nella seconda isola più piccola dell’arcipelago. Un’isola dove mille sfumature di verde si incontrano con il blu dell’oceano che le circonda, mentre il nero delle rocce laviche irrompe nella delicatezza di questo posto surreale.
Un luogo tappezzato dal giallo e dall’azzurro di fiori che non dovrebbero essere qui, ma che per qualche motivo si trovano ad occupare ogni angolo di questa terra e che donano al tutto un pizzico (o forse più) di magia.
Qui le nuvole si specchiano nell’oceano per poi spostarsi rapidissime sulla terraferma, contribuendo a rendere il paesaggio osservabile sotto decine di luci diverse nel corso di una sola giornata.


A dominare il paesaggio sono però le cascate:
- Poço do Bacalhau, situata su una montagna di fronte all’oceano, con un laghetto balneabile sul fondo;
- Poço da Ribeira do Ferreiro, un muro verde che “piange” attraverso più di venti cascate;
- Ribeira Grande, con un salto di 180 metri che la rende la più alta di Flores.
Non ci sono parole sufficientemente belle per descrivere le sensazioni che si provano davanti a questi spettacoli naturali.
Qui la natura sovrasta ogni cosa, ma lo fa in maniera accogliente, pacifica. Non ci sono prede né predatori, tutto si muove in un equilibrio privo di tempo.


Quarta tappa: Sao Miguel.
Possiamo definirla una tappa “preparatoria” al ritorno nel continente. Non per questo però, meno degna di nota. I paesaggi sono altrettanto spettacolari ma, essendo l’isola più grande, è anche quella più dispersiva e frequentata, dunque bisogna assicurarsi di riservargli una bella fetta di giorni disponibili per godere a pieno di ciò che offre.
Tra le mille cose da fare e vedere, qui è possibile camminare nel paesaggio labirintico dell’unica piantagione di tè in Europa, perdersi nello spettacolo della riserva naturale di Sete Cidades e fare surf sulle potenti onde dell’immensa spiaggia di Santa Barbara.
Le Azzorre sono un luogo a cui non tutti sono pronti, adatto a chi è in grado di farsi accogliere e di accogliere a sua volta pacificamente la natura gentile che definisce questi piccoli ma immensi lembi di terra.
Si potrebbe descrivere questo luogo come paradisiaco, perché siamo soliti credere che luoghi del genere esistano solo in esperienze ultraterrene o fittizie. Siamo così abituati a cercare il bello nel futuro o nell’immaginario che ci dimentichiamo di quanto meraviglioso sia il presente e quello che ci circonda.
Ma quello che ogni secondo speso su queste isole ricorda, è che la bellezza, la magnificenza, esistono davvero: esistono nel qui ed ora, e in quanto tali vanno riconosciute, protette e preservate.





















