di Margherita Vetrano – Si è inaugurato il 7 novembre a Roma, presso gli spazi del Museo d’arte moderna MAXXI, il MedFilm Festival.
Giunto alla 30esima edizione, il festival dedicato alle pellicole del Mediterraneo, è in corso dal 7 al 17 novembre, alternandosi tra gli spazi del MAXXI, Casa del cinema, Teatro Palladium e Cinema Moderno.


“Sono felicemente emozionata per questo lavoro che dura da trent’anni”, ha detto a B-Hop* la direttrice artistica Ginella Vocca. “Siamo riusciti ad unire tante realtà e gli incroci fra artisti, studenti, autorità e pubblico, hanno portato a questo ottimo risultato – ha aggiunto in pubblico -. La sigla di quest’anno, realizzata da Gianluca Abbate, rappresenta un portale attraverso il quale passano le storie di semidei. Questo festival ci darà la possibilità di vedere ed ascoltare la loro voce, attraverso ciò che proietteremo”.
In sala era presente il regista Matteo Garrone, ospite d’onore che ha ritirato il premio Koinè per “Io capitano“.
Applaudito dal pubblico, Garrone ha raccontato che la pellicola è stata proiettata in tutto il mondo, insieme ad un documentario sul tour stesso grazie alla fondazione Cinemovel.
“La tappa più importante è stata la proiezione in Senegal – ha raccontato -.
Quando uscì il film in Italia, alcuni criticarono il lieto fine.
In realtà ho scelto di non tradire le storie che sono state raccontate, perché dietro ad ogni fotogramma ce n’è una.
Fofanà ha davvero tratto in salvo centinaia di persone sul barcone. Ho solo scelto di non raccontare che dopo quel gesto eroico è stato incarcerato.


In Senegal è stato toccante vedere come gli spettatori si sono rapportati a quella realtà – ha proseguito -.
Vedendo il film molti hanno scoperto i pericoli ai quali sarebbero andati incontro partendo e hanno cambiato idea.”
Il regista ha parlato del paradosso in cui viviamo, dove i “capitani coraggiosi” come Fofanà sono incarcerati, mentre i trafficanti sono pagati e liberi.
Due settimane fa “Io capitano” è stato proiettato alla Camera dei Deputati. Alla proiezione erano presenti due classi di Liceo mentre il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha illustrato l’importanza del film per la politica.
“Ho fatto notare al Presidente come davanti a noi non ci fosse alcun deputato ma solo ragazzi. Il problema è che la politica queste cose le sa ma fa finta di non saperle”.
“Quando io e Massimo Gaudioso abbiamo scritto il film – ha ricordato – non lo abbiamo fatto pensando di cambiare le cose ma sperando che potesse sensibilizzare il pubblico. Il cinema può farlo, facendo vivere in soggettiva il dramma dei migranti. Speriamo che gli spettatori possano umanizzare i numeri che sono dietro i continui sbarchi perché dietro dietro ci sono persone”.
“Abbiamo collaborato con le scuole per portare al cinema i ragazzi che non l’avrebbero mai fatto per scelta – ha proseguito -. Speriamo che i giovani possano toccare con mano queste esperienze e fare qualcosa di meglio di quanto abbiamo fatto noi”.
Dopo la premiazione è stato proiettato il primo film in concorso per il premio “Amore e Psiche”,“Everybody loves Touda“.


Presentato dal regista Nabil Ayouch e dell’attrice protagonista Nisrin Erradi, il film narra la storia di Touda, ragazza madre di un bambino sordo, che sogna di diventare sheikha, una rispettabile cantante tradizionale marocchina che porta in scena i testi delle poetesse che l’hanno preceduta, con le loro canzoni di resistenza ed emancipazione.
Candidato marocchino agli Oscar 2025, ha catturato l’attenzione della platea, fino allo scroscio di applausi al termine della proiezione.
Il film è vero, duro, dolente, una disperata ricerca di un futuro per Touda, per suo figlio e per quelli che, come loro, cercano di opporsi al destino.
- B-Hop è tra i media partner del MedFilm Festival





















