di Agnese Malatesta – A Roma nasce l’Asilo della Gentilezza, un luogo che propone a bambini e bambine un linguaggio più attento all’etica e a modi cortesi nel relazionarsi con gli altri.
Un progetto educativo che vuole anche sperimentare corsi dedicati all’ambiente, alla nutrizione, alla musica e ai silenzi, alla poesia, alla lettura responsabile e all’educazione all’immagine. E poi, provare anche a stabilire un rapporto più garbato con la tecnologia.
L’asilo gentile si trova nel quartiere Città Giardino della capitale (in via Passo del Furlo, 63) e sarà allestito a partire dal prossimo settembre nella struttura scolastica Beata Vergine Ada e Silvio.


“Con questa iniziativa – dice a B-Hop magazine Marzia Giglioli, responsabile del progetto, giornalista esperta di etica del linguaggio – si vuole sperimentare
un nuovo vocabolario di comportamento, più responsabile, che riscopre il valore etico della gentilezza come riferimento essenziale e come antidoto all’individualismo.
In questo percorso educativo, è importante puntare ad una “gentilezza complessa che tenga conto delle vaste interconnessioni delle nostre società. Ci vuole appunto più complessità ed occorre aggiornare i nostri comportamenti per affrontare il presente ed il nuovo futuro. È certo che siamo in una nuova era che si trova di fronte ad una scelta difficile, quella di determinare come sarà il proprio sviluppo, perché per la prima volta l’evoluzione dipende anche dalle nuove tecnologie che possono andare anche oltre l’uomo come potrebbe accadere con l’intelligenza artificiale che, se male amministrata, potrebbe espandere i nostri errori e confermare visioni distorte e divisive”.
“Ecco la necessità allora – osserva ancora Giglioli – di una coscienza profonda e di un’educazione conseguente. Anche il linguaggio e le parole dovranno ritrovare la loro etica, perché la conflittualità è nemica del benessere e deriva moltissimo dall’uso insano delle parole e dal dualismo acritico dell’uno contro l’altro”.





















