di Agnese Malatesta – Il più piccolo ha appena otto anni. Si chiama Matteo Zago e vive a Bolzano. E’ riuscito a fermare in tempo un veicolo in movimento che rischiava di schiantarsi a causa del malore che ha colpito il padre mentre era alla guida. Una bell’esempio di prontezza. Matteo è uno dei 29 ‘Alfieri della Repubblica’ 2024, il riconoscimento che viene assegnato ogni anno dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, a ragazzi e ragazze che si distinguono per atti di generosità.
Ventinove storie, tutte significative ed emblematiche di coraggio, impegno, senso di comunità; spese fra volontariato, voglia di altruismo e solidarietà spontanea. Come quella – tanto per fare qualche esempio – della romana Giulia Andreasi Bassi, 19 anni, che – cita la motivazione – “ha saputo trasformare la sua passione per la tecnologia e le scienze in progetti di utilità sociale. Ha ideato una soluzione per ottimizzare la gestione dei rifiuti pericolosi in una prospettiva di sviluppo sostenibile”.
O di Selim Ayach, residente a Gatteo (Forlì-Cesena), 16 anni, che “senza esitazione, ha praticato manovre di rianimazione su una persona in arresto cardiaco salvandole la vita” e del 14/enne Abderrahim Ben Rhouma, di Cesena, che in occasione dell’alluvione in Emilia Romagna ha avuto “senso civico nel prestare soccorso alla sua comunità, alla terra e alle persone che lo hanno accolto quando è arrivato in Italia dalla Tunisia con la sua famiglia”.



(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Tutte “espressioni di generosità, di amicizia, di passione sociale, di impegno civile; atteggiamenti – ha detto il Presidente Mattarella durante la cerimonia di consegna degli attestati al Quirinale – che per fortuna sono diffusi tra i nostri ragazzi. Le esperienze di cui siete protagonisti, infatti, non sono eccezioni. Testimoniate una realtà di comportamenti esemplari molto vasta. Le vostre storie, i riconoscimenti che oggi riceverete, la rappresentano.
La solidarietà è un presupposto indispensabile del benessere di una comunità.
La vita sociale non si svolge soltanto sulla base del rispetto delle regole che si è data: questo è il minimo. Per vivere davvero bene insieme, per raggiungere una condizione di vita sociale realmente appagante, in cui sentirsi davvero inseriti con vera e piena soddisfazione, è necessario che via sia, oltre alla consapevolezza dei propri diritti, quella delle proprie responsabilità nei confronti degli altri”.
“È l’esercizio di questa responsabilità che fa sentire realizzati, che rende sereni e, ancor di più vorrei dire, rende anche felici”.


Fra gli Alfieri c’è Emanuele Nicola Affaticati, 16 anni, di Fiorenzuola D’Arda (Piacenza) che ha “sventato, con coraggio, il piano di un uomo intenzionato ad uccidere la sua ex compagna. Grazie alla sua prontezza e al suo senso civico si è potuto scongiurare un epilogo potenzialmente drammatico”.
Apprezzata l’iniziativa di Francesco Colasanti, 19 anni di Pofi (Frosinone) che ha valorizzato il patrimonio culturale ed archeologico locale ideando riproduzioni in 3D per persone ipovedenti utilizzando materiali a basso impatto ambientale.
Attraverso la musica Sofia Gentile, 19 anni, residente a Vittoria (Ragusa), ha saputo veicolare l’importanza della cultura della legalità: “il suo coro è diventato strumento di coesione sociale”.
Originale l’azione del sedicenne Damiano Toniolo, di Villa del Conte (Padova): dalla passione con cui accudisce le sue galline ha tratto l’ispirazione per scrivere un libro, il cui ricavato è stato devoluto interamente in beneficienza.
Per aver costruito una piattaforma informatica che ha permesso di organizzare oltre 6 mila volontari nei soccorsi a seguito dell’alluvione in Emilia Romagna, Guido Betti (2005) di Ravenna è stato premiato da Mattarella.



(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Ed ancora. Marta Camelo, 15 anni di Rivarolo Canavese (Torino), è una volontaria che si occupa di bisognosi e lo fa con la tenacia con cui ha affrontato una malattia che l’ha colpita da bambina: “è la testimonianza di come la sofferenza possa trasformarsi in accoglienza e impegno verso la vita”.
Di Irene Marabini, quasi ventenne, di Loreto (Ancona), è stato apprezzato lo spirito di accoglienza con cui ha aiutato un coetaneo ucraino in fuga dalla guerra ad ambientarsi nel nostro Paese.
Alfiere della Repubblica anche Elisa Palombo, 14/enne, “per aver ridato voce, attraverso la sua penna, a una giovane vittima di mafia: una giovane uccisa per aver avuto il coraggio di allontanarsi da ambienti criminali, rompendo la logica di omertà e di intimidazione”.
Lorenzo Sassaro, di Valdagno (Vicenza), 17 anni, ha scoperto una nuova stella: “il suo esempio può aiutare altri giovani studenti a coltivare la passione per la scienza e la ricerca”. Così come è stato ritenuto significativo il libro di Alfonso Stigliani, 19/enne di Matera, che ha saputo parlate con maturità ed è stato capace di chiedere aiuto, grande tema generazionale: “discuterne può servire anche a tanti coetanei che vivono momenti di disagio”.





















