di Massimo Lavena – Nella Cina Meridionale, là dove storie di pirati, trafficanti d’oppio, tecnocrati e mercanti hanno creato leggende sulle navi che solcavano il Mar Cinese meridionale, cariche di spezie, di tessuti, di computer e automobili, tra Canton, Macao, e Hong Kong, nella metropoli da 13 milioni di abitanti di Shenzhen, una donna forte e coraggiosa ha guidato, domenica 21 settembre, il suo piccolo gruppo di eroine alla conquista, per la seconda volta consecutiva, del più importante trofeo femminile tennistico a squadre, la Billie Jean King Cup.
Questa guerriera si chiama Tathiana Garbin.
E nella sua esperienza e capacità tecnica di capitana non giocatrice della nazionale italiana, racchiude tutti quei trionfi che le donne d’Italia hanno conquistato in questa luminosa e folgorante estate.


Nel sorriso di Tathiana Garbin, nei suoi salti festanti, nelle sue parole di conforto e di sprone per le tenniste italiane (Jasmine Paolini, Sara Errani, Elisabetta Cocciaretto, Lucia Bronzetti e Tyra Grant), nei suoi consigli tecnici e nella lucidità delle scelte di campo, ha saputo condensare quella forza indemoniata e dominante che ha caratterizzato così tanti successi per lo sport italiano, come forse solo nelle annate olimpiche e paralimpiche recenti si ritrovano.
Combatte contro il cancro Tathiana Garbin, e non si è arresa davanti al suo avversario più temibile. Nel suo spirito combattivo rivediamo i passi ritmici e bloccati di Antonella Palmisano, medaglia d’argento nella 35 km. di marcia ai mondiali di atletica di Tokyo. Rivediamo la lotta gagliarda di Nadia Battocletti, argento e bronzo nei 10mila e 5mila metri sempre a Tokyo.


Andiamo a schiacciare palloni oltre la rete con Paola Egonu, Myriam Sylla, Moki De Gennaro e compagne campionesse mondiali thailandesi di pallavolo.
E la squadra nazionale paralimpica femminile di sitting volley ha vinto gli europei per la seconda volta consecutiva.
Scaliamo passi alpini con Elisa Longo Borghini, trionfatrice del Giro d’Italia di ciclismo. Entriamo in acqua come delfini con Chiara Pellacani, oro nel trampolino 3 metri sincro in coppia con Matteo Santoro ai mondiali di tuffi di Singapore. Sogniamo con Sofia Raffaeli, a Rio de Janeiro, oro nel cerchio ai mondiali di ginnastica ritmica, in un anno tormentato dalle lotte intestine e dalle inchieste all’interno della nazionale.
La quindicenne Kelly Doualla, trionfatrice nei 100 metri piani agli europei under 20 di atletica, ci fa restare coi piedi per terra scegliendo di non partecipare ai mondiali “dei grandi” di Tokyo La squadra italiana di softball, in Repubblica Ceca si conferma campionessa d’Europa e prosegue il cammino verso i Giochi olimpici di Los Angeles nel 2028. E il fioretto di Andreea Mogos ha infilzato tutte le avversarie ai mondiali paralimpici di scherma in Corea.
Non son tutte le vittorie, tante altre ce ne son state. Altre ancora ne arriveranno, in questo 2025 carico di successi per lo sport italiano.
Speriamo ora per i maschi del volley, impegnati nei mondiali nelle Filippine e sospiriamo tremebondi per le sorti della nazionale di calcio. Forse un po’ di forza e di esempi potrebbero prenderli da queste indomite campionesse; forse la speranza che proviene dalla testimonianza di Tathiana Garbin potrebbe essere l’esempio vincente per tante ragazze che non vedono futuro intorno a loro.
La capitana del tennis azzurro invece indica la strada: non arrendersi mai, perché le donne d’Italia son forti.
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