di Agnese Malatesta – Da ‘abbraccio’ a ‘zattera’, passando per ‘ascolto’ e ‘commuoversi’, ‘disubbidienza’ ed ‘equilibrismo’; ed ancora, ‘imene’, ‘manifestazione’, ‘orizzonte’, ‘puttana’, ‘resistenza’, ‘sorellanza’, ‘teatro’, ‘voce’: 130 parole per indicare – spiegandolo – un emblematico universo femminile in un dizionario scritto dalle lettrici del giornale femminista NoiDonne (www.noidonne.org), frutto di una call, in occasione degli 80 anni dalla sua nascita, nel 1944.
“Ottant’anni dalla A alla Z. le parole di oggi e di ieri. Il dizionario delle lettrici delinea un mosaico originale e affascinante di storie, idee, denunce, sogni, speranze. Restituire valore alle parole delle donne è di per sé un progetto politico che, tra i tanti significati, vuole rappresentare la capacità tutta femminile e femminista di voler essere protagoniste, soprattutto in un passaggio cruciale della storia come quello che stiamo vivendo” ha sottolineato Tiziana Bartolini, direttrice da 25 anni della testata. Il dizionario al femminile vuole anche essere un “cantiere destinato a rimanere attivo per immaginare ulteriori sviluppi”.
Ecco qualche esempio. La parola “Cambiamento” di Aliria è così spiegata: “Forza positiva e attiva nei confronti di se stessi e della propria vita. Fermati e domandati come stai, se sei felice… è il primo passo per cominciare a farlo, non c’è limite d’età!”.
O “Botte” di Alma Saporito: “Vorrei che fosse solo parola femminile singolare, che contiene vino o altre bevande, magari un po’ inebrianti, e mai parola plurale”.
“Cultura” di Rosa Angela Mondelli: “Strada da percorrere per ottenere la Libertà”. “Nonne” di Ilaria Scalmani: “A loro devo tanto, perché senza molte parole mi hanno insegnato tanto. Erano femministe anche se non lo sapevano (…)”. “Pietas” di Maria Inversi: “Va oltre qualsiasi sentimento affettivo poiché accoglie qualsiasi diversità, differenza, offesa che consente di guardare all’altro/a come parte di noi. Ci aiuta ad essere migliori e superare con serenità il valore di leggi inique. Pensare ad Antigone”.
“Riflessione” di Emanuela Irace: “Specchio del mondo e pensiero sul mondo”. “Zattera” di Alma Saporito: “Mezzo di salvataggio, che possa navigare in acque tranquille, per ogni donna in fuga dal dolore”. “NoiDonne” di Renata Papi: “Arrivavo a giugno casa di zia Laura e trovavo ad aspettarmi un anno di copie di ‘NoiDonne’, mi immergevo nella lettura degli articoli e delle lettere delle lettrici. Sono cresciuta anche grazie a questo giornale e ora a 75 anni vi ringrazio”.
Ottant’anni fa quindi la nascita del giornale che vide la luce clandestinamente durante la Resistenza contro l’occupazione nazifascista e distribuito dalle staffette partigiane, porta ora a termine un importante lavoro: l’archivio digitale disponibile gratuitamente (www.noidonnearchiviostorico.org), responsabile è Costanza Fanelli.
Oltre 2200 fascicoli sfogliabili, ossia tutti i numeri a partire dal 1944, per un totale di 120 mila pagine.


Il percorso della digitalizzazione, iniziato nel 2017 dopo una complessa fase di messa in sicurezza dei materiali cartacei, è stato realizzato in collaborazione con il Dipartimento Studi Umanistici di Roma Tre, che ha anche permesso di valorizzare scientificamente i tanti contenuti pubblicati nel periodico, contenuti che possono essere, come già è successo, oggetto di studi specifici di particolari figure o tematiche.
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