di Valerio Carbone – La post-vacation, conosciuta anche come holiday blues, è una forma para-depressiva legata a un disturbo dell’adattamento. Viene comunemente definita “sindrome da rientro” e, secondo i dati ISTAT, coinvolge il 35% degli italiani.
Si presenta come un malessere fisico e psicologico generalizzato, che viene accentuato soprattutto negli individui che soffrono di work aholism (work addiction), cioè dire “dipendenza dal lavoro”.
Il più delle volte la sindrome da rientro coincide con il ritorno ai ritmi lavorativi, anche se per alcuni può manifestarsi addirittura negli ultimi giorni di ferie.
Il ritorno alla “normalità” dopo le feste (soprattutto quelle estive) può infatti essere difficoltoso e comportare più di qualche cruccio. Se la vacanza conserva l’agognata funzione di poter mettere tra parentesi i problemi, le difficoltà, gli stress della vita quotidiana, la ripresa da questo stato di sospensione può causare un incredibile stress da rimbalzo.


Agosto è appena terminato, di certo molti sono ancora abbronzati e le immagini delle ferie rimangono impresse vivide nella mente. Il tempo libero e dilatato è però già un ricordo perché i ritmi della “vita reale” ci richiamano ai consueti impegni fatti di scadenze e responsabilità, di clienti ammusoniti e di vecchie bollette non saldate. Lo stress del riadattamento fortunatamente porta con sé sintomi generalmente transitori: dopo circa una o due settimane, l’abitudine ai nostri stili di vita spegne o affievolisce la sintomatologia da rientro.
Ma quali sono questi sintomi?
- L’ansia, solitamente, la fa da padrone, con il suo carico di inquietudine, preoccupazioni e disagio;
- L’irritabilità e il nervosismo sono presenti, spesse volte accompagnati dalla difficoltà di concentrarsi rispetto ai ritrovati impegni lavorativi;
- L’apatia e la demotivazione denotano una marcata mancanza di entusiasmo nel riprendere la routine di sempre, a volte accompagnata da un umore deflesso e tendenzialmente basso;
- L’insonnia e/o la difficoltà a dormire indicano una difficoltà a riassestarsi definitivamente sui propri tempi;
- La disbiosi intestinale e/o la cattiva digestione, come il mal di testa, spesso accompagnano la sindrome da rientro insieme a una lieve riacutizzazione delle personali sintomatologie fisiche psicosomatiche;
- La spossatezza e la stanchezza generalizzata sono il sottofondo fisico e psicologico che completano il quadro.
Naturalmente la comparsa dei sintomi dipende molto dalle caratteristiche di ognuno, ma tanto più veloce sarà il rientro, ovvero il viraggio dalla situazione di relax alla rimessa operativa, quanto più si è esposti alla holiday blues.


Tornare alla normalità gradualmente, attraverso un breve periodo di riadattamento (a volte bastano appena un paio di giorni, fosse anche un rientro anticipato dalla ferie) ed evitare di sovraccaricarsi immediatamente con troppi compiti da svolgere tutti insieme, sarebbero pertanto due buonissime prassi, utili per evitare la repentina immersione negli impegni lavorativi e familiari.
Di seguito 9 piccole strategie (alcune che abbracciano il buonsenso, altre più creative) che possono essere adottate per alleviare i sintomi della sindrome da rientro:
- curare l’alimentazione e il sonno, magari concedendosi un primo periodo detox di una settimana per ciò che concerne la dieta e, qualora possibile, permettersi piccole pause lavorative;
- praticare sport e tornare in palestra: l’attività fisica consente di tenere attivo l’organismo diminuendo lo stress mentale del ritorno attraverso la produzione di endorfine (gli studi dimostrano che circa tre ore settimanali di attività aerobica hanno effetti analoghi a quelli di una blanda terapia sul tono dell’umore);
- mantenere hobby e interessi ritrovati durante il periodo di ferie: il tempo a disposizione ora è esiguo ma sarebbe importante non rinunciare del tutto a quei piccoli piaceri che una vacanza spesso ci fa riscoprire (fosse anche ricominciare a leggere un bel libro non appena rientrati);
- coltivare le relazioni: restare in contatto con le persone conosciute in vacanza ma anche ritrovare quelle della vita quotidiana, magari per scambiarsi le esperienze delle ferie appena vissute;
- trascorrere più tempo possibile all’aria aperta, magari alla luce naturale del sole;
- praticare la meditazione, lo yoga e la mindfulness per imparare a connettersi al qui e ora e a godersi le piccole e grandi cose che già possediamo. Esercitare la gratitudine ci aiuta ad avere una percezione più soddisfacente della nostra qualità di vita;
- fare qualcosa di nuovo che non abbiamo mai fatto e che magari abbiamo in mente da un po’. Programmare una qualche novità al rientro o introdurre una qualche nuova abitudine ci predispone a vivere il ritorno dalle ferie con curiosità e non soltanto con il pensiero all’inevitabile immersione lavorativa. Questo è un suggerimento fondamentale, a mio avviso;
- organizzare/riorganizzare lo spazio della propria comfort-zone: prima della partenza, è buona norma ordinare la casa per assicurarsi un ambiente domestico accogliente al momento del ritorno. Al rientro potrebbe essere stimolante (ma non per tutti!) sistemare o migliorare alcuni ambienti domestici: rimettere a posto gli armadi o comprare un mobile nuovo in cui poter mettere cose nuove;
- programmare dei fine settimana di piccoli viaggi o piccole gite… o perché no direttamente le prossime vacanze o ferie estive!
BUON RIENTRO! ☺︎
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