di Valerio Carbone – Spesso si abusa, anche nel linguaggio comune, delle espressioni “attacco d’ansia” e “attacco di panico”. Ma come riconoscerli? Come distinguerli? E, soprattutto, cosa possiamo fare per evitarli?
La buona notizia di oggi è che si possono superare e stare sin da subito molto meglio.
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Tra i sintomi psicologici più comuni degli attacchi d’ansia possiamo trovare: timore, tensione, apprensione, preoccupazioni, angoscia. Ci possono essere molteplici sintomi però anche di natura fisica, spesso ricorrenti. Tra i più comuni: tachicardia, problemi di concentrazione, senso di oppressione, sudorazione, vertigini, sensazione di stordimento, mal di pancia, vampate di calore.
Molti hanno sperimentato queste sensazioni e i pensieri legati a questi stato d’animo. Non sempre sfociano nel panico. E non sempre dipendono soltanto dall’ansia.


Per iniziare a fare un buon lavoro è importante cominciare a distinguerli. Perché mentre gli attacchi d’ansia si manifestano con una certa costanza, gli attacchi di panico sono improvvisi e si accompagnano alla paura di morire o d’impazzire. Il panico è spesso preceduto da una sensazione diffusa e continuativa di ansia anticipatoria e seguito da comportamenti di evitamento delle situazioni in cui il panico si è manifestato in precedenza.
Se ci chiediamo quanto tempo dura un attacco d’ansia o di panico, la risposta non può essere generalizzata per tutti, perché l’intensità, la durata e la frequenza degli attacchi hanno una specificità personale, possono dipendere da diverse cause, soprattutto da fattori di vulnerabilità individuale (condizioni di particolare suscettibilità o predisposizione ad andare incontro a stati di sofferenza ansiosa).
In alcune occasioni la vulnerabilità è genetica e temperamentale, eppure gli attacchi d’ansia o di panico sono molto più spesso causati dall’influenza e dalle aspettative dell’ambiente (familiare, di sviluppo, lavorativo, ecc.).


Ci sono, inoltre, esperienze specifiche di vita (legate a situazioni peculiari, a particolari prove o performance, come gli esami, o l’ansia prestazionale in generale) in cui l’ansia disfunzionale è più probabile che si manifesti.
Gli attacchi possono anche essere legati a fattori sociali che dipendono dal momento storico in cui si vive: pensiamo all’ansia da Covid di qualche anno fa o, ahimè, l’ansia bellica crescente di questo ultimo periodo.
Anche la ricezione continua di cattive notizie e l’esposizione al catastrofismo producono un aumento di pensieri stressogeni e predispongono agli attacchi di ansia o di panico.
Molto dipende dalle proprie caratteristiche personali. Una brevissima poesia, composta dallo scrittore indiano Tagore, Nobel nel 1913, recita:
“La farfalla non conta gli anni ma gli istanti: per questo il suo breve tempo le basta”.
È una metafora che ci ricorda quanto la percezione individuale sulle cose fa spesso tutta la differenza del mondo.
Ma cosa possiamo fare quando l’ansia e il panico sembrano prendere il sopravvento?
Nell’immediato sarà utile, utilissimo… respirare. Imparare a ristabilire un respiro diaframmatico regolare ci aiuterà a fare spazio all’emozione spiacevole senza reprimerla. È una pratica molto utile, a portata di mano, che fa più “miracoli” di quanto non si creda!
La respirazione diaframmatica è solo il primo consiglio per affrontare adeguatamente e “prendere di petto” l’ansia. Ve ne lascio altri cinque:
- il rilassamento muscolare;
- il training autogeno;
- le meditazioni (meglio se derivate da protocolli mindfulness);
- l’utilizzo di rumori bianchi;
- il contatto con la natura.
Sono cinque strategie molto utili per affrontare e gestire la propria ansia.


In ogni caso è importante e, in molte circostanze addirittura fondamentale, individuare prima ciò che dentro di noi ha scatenato l’attacco di ansia o il circolo vizioso ansia-panico-ansia al fine di superare definitivamente gli attacchi e tornare a vivere più serenamente. Magari imparando a contare gli istanti, come fa la farfalla.
Se hai necessità di un aiuto o di un supporto psicologico professionale per superare gli attacchi di ansia e di panico, non esitare a contattarmi.
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