di Margherita Vetrano – Un compleanno tra storie, musica, libri e cultura per festeggiare i 10 anni di B-Hop magazine.
Si è svolto sabato 8 giugno presso la Libreria Eli di viale Somalia 50A, a Roma. Una serata celebrativa a cura dell’associazione stessa e un evento solidale di raccolta fondi per un progetto di reportage giornalistici in Lombardia e Piemonte che avranno al centro le donne artigiane e negli antichi mestieri, con il patrocinio della Fondazione Cariplo.
Nata nel 2014, da una idea di Patrizia Caiffa, giornalista professionista, direttrice della testata, B-Hop concretizza la volontà di creare un giornale che trasmetta bellezza e valori positivi in un panorama in cui l’informazione persegue il più delle volte obiettivi lucrativi o sensazionalistici.


“Sono felicissima per come è andata la serata ma anche solida e sicura: abbiamo costruito insieme una bella squadra, ognuno ha fatto o sta facendo la sua parte per quello che può, dando il suo piccolo o grande contributo. Questo per me è il regalo più bello”, ha dichiarato alla platea durante il suo intervento.
“Siamo una comunità viva e vitale in continuo movimento e cambiamento come la vita stessa, con i suoi alti e i suoi bassi”.
Patrizia Caiffa ha ripercorso i dieci anni di attività, dagli albori della prima riunione progettuale, con un gruppo di colleghi giornalisti ed esperti di varie discipline, ai primi successi, proseguendo nel racconto dell’esperienza della pandemia, fino alle battute di arresto che sono state preludio di questi ultimi due anni di rinnovato fermento ed exploit.
Ha illustrato, insieme a Giulia Segna, vice presidente di B-Hop, le attività dell’associazione di promozione sociale fra le quali i corsi di giornalismo costruttivo nelle scuole e il progetto in collaborazione con Azione contro la fame e ovviamente l’attività giornalistica che da 10 anni racconta le storie più varie.
Alcune di queste sono state raccontate durante la serata, direttamente dalla vibrante voce dei protagonisti. Sono intervenute tre associazioni: Il Cuore di Andrea, AIRP e Arcoiris.
Maria Lucia Formicola per “Il Cuore di Andrea” ha commosso con lacrime di gioia descrivendo il suo lutto per la morte del figlio Andrea a 27 anni per la sindrome cardiaca rara del QT corto: “La morte di un figlio non è un evento naturale e io ho dovuto dare un senso alla sua”. Perciò ha fondato l’associazione impegnata nella ricerca e prevenzione dei rischi legati a questo rarissima sindrome, con attività nelle scuole e nei centri sportivi. “Grazie per questa visibilità”, ha esclamato, “questa sera ho avuto nuovi contatti che ci permetteranno di salvare altre vite”.


Italo Santarelli, per l’Associazione AIRP ha catturato l’attenzione del pubblico col suo racconto autobiografico di lotta all’usura mentre ARCOIRIS ha raccontato il suo impegno per l’assistenza a piccoli pazienti e familiari dentro e fuori le corsie dell’ospedale Bambin Gesù.
Storie vere e intense, alternate a intermezzi musicali di talentuosi artisti dalla simpatia contagiosa.
Prima le atmosfere del gruppo neo-folk “The Sadness“, poi Giovanni Ripoli con il commento musicale di Mauro Giustini alla chitarra, seguiti dalla dolce eleganza di Alice Clarini, fino a Riccardo Romero con il suo swing travolgente.
L’alternanza tra storie ed intrattenimento musicale è stata il giusto equilibrio per regalare una serata spumeggiante.
Il gioco-quiz culturale di Daniele Poto, nell’insospettabile veste di mattatore, ha coinvolto il pubblico, premiato a suon di libri!


Tra i b-hoppers di nuova generazione, una giovanissima Silvia Curitti ha affiancato Maria Luisa Pagano, con eleganza e bellezza, all’accoglienza. “Sono stata davvero felice di aver potuto dare una mano”, ha detto Silvia.


Al termine delle esibizioni, la scena si è spostata nella grande sala degustazioni, dove è stato offerto l’aperitivo.
Attraverso un percorso affascinante, nella location della eccentrica libreria, gli ospiti si sono mescolati agli artisti, ai rappresentanti delle associazioni e ai b-hoppers in una vera commistione e scambio di idee.


La “comunità” era lì, in tutte le sue sfaccettature, in un’atmosfera serena.
“Mi ha fatto piacere essere venuta”, ha dichiarato Loredana, fra il pubblico: “Viviamo la nostra vita immersi in noi stessi e c’è gente che opera per gli altri o che si è trovata a sostenere sfide enormi anche nella bellezza di una vita pacifica“.
Come lei altri hanno voluto parlare di quella sera. Paolo Madaio che, insieme a Laura Proietti ha curato l’organizzazione della serata, così racconta: ” Sono b-hopper dell’ultima ora ma sento forte il senso di appartenenza ad un progetto comune, supportato da intenti belli e che scaldano il cuore. Mi rende orgoglioso aver potuto contribuire a questo risultato. Ho trovato persone splendide a supportarmi in questo percorso. Questo è lo spirito di B-Hop”.


“Sono d’accordo. Bello conoscersi, farsi conoscere e creare ponti tra persone e realtà differenti” gli ha fatto eco Laura Proietti.


L’evento di sabato sera è stato dunque un momento in cui si è trasmessa l’essenza di B-Hop: storie, emozioni e partecipazione ma anche tanta voglia di condividere un’esperienza che dura da 10 anni e che prosegue con lo stesso entusiasmo.





























