di Patrizia Caiffa – Un grido di aiuto silenzioso trapela dai social usati da adolescenti e giovani. Spesso non viene percepito da genitori, insegnanti, adulti di riferimento. Una generazione che manifesta un disagio psicologico e una sofferenza crescente, a cui però non riesce a dare motivazioni e risposte.
Cercare di riflettere su questo fenomeno per sensibilizzare la società è lo scopo del nuovo docu-film del regista indipendente Thomas Torelli, intitolato Punto&Virgola; un’altra storia. In questi giorni sta entrando nel vivo la campagna di crowdfunding su Produzioni dal basso.


I riferimenti di cronaca sono purtroppo numerosi. Come la recente, triste vicenda di Nicolò Fraticelli, 21enne creator di Tiktok, che si è tolto la vita dopo aver parlato in un lungo video del dolore che provava, nonostante avesse abituato i suoi tanti followers a contenuti ironici e leggeri.
“Sono una persona sola e triste – aveva detto – temo il peggio perché io quando sto male, sono in grado di fare tutto contro me stesso. sono in grado di farmi veramente tanto tanto male. Adesso sono disperato… sono una persona vuota, non saprei cosa offrire a qualcuno che magari vuole stare con me o non lo so, anche con gli amici… non so più dove sto andando ed ho paura”.
L’ultimo progetto del regista Torelli – noto al grande pubblico soprattutto per il docu-film Un altro mondo (2014), ma anche per Food ReLovution, Choose Love, Il sentiero della gioia, Si può fare e per la web tv indipendente Uam.tv -, prende l’avvio proprio da una piccola vicenda personale, familiare. Lui padre in ascolto della figlia adolescente.


“Era un pomeriggio apparentemente come tutti gli altri quando ad un certo punto mia figlia Isabella mi chiama e mi mostra sul telefono video con ragazzi che raccontavano il loro disagio e la loro sofferenza – ricorda -. Mi sono reso conto di una serie di cose: questi ragazzi non usano i social solo per raccontare cose futili e balletti ma anche per raccontare quello che provano dentro; la seconda considerazione è il fatto che se questi ragazzi lo raccontino allo schermo vuol dire che forse non riescono a raccontarlo ad adulti, genitori o professori. La terza, che più mi ha ferito, è stato un modo indiretto per dirmi che anche lei stava vivendo quelle emozioni. Da lì è iniziato
un percorso molto doloroso che dura ancora oggi e mi ha fatto riflettere sul fatto che c’è tanta sofferenza tra questi ragazzi”.
Quando la figlia gli ha chiesto il perché di tanto disagio ha ribattuto così: “Amore mio non lo so, non lo so perché. Forse la tecnologia, forse il benessere, forse tante cose insieme, ma non lo so. Noi siamo cresciuti in un mondo diverso”.
Forse i nativi digitali non conoscono il mondo in cui sono cresciuti i boomer? Il mondo dei giochi in strada, delle corse sui prati o nei vicoli, delle ginocchia sbucciate, del muretto o della piazza dove ritrovarsi e ridere spensieratamente. Forse oggi si sentono soli, ripiegati su telefonini, social, like e cuoricini. Forse è (anche) una conseguenza della pandemia.
Torelli non si è dato per vinto ed è andato a cercare le risposte rivolgendosi ad esperti come psicoterapeuti, filosofi, insegnanti, ascoltando i ragazzi stessi. Tra gli intervistati spiccano nomi come Paolo Crepet, Umberto Galimberti, Silvano Agosti, Paolo Mai, Matteo Gracis, Francesca Picozzi, Elisabetta Frezza.


“Attraverso i film – confida – sento il bisogno di capire meglio, e da padre, come aiutare mia figlia e tanti ragazzi, i genitori, gli insegnanti, le istituzioni.
Dobbiamo comprendere che questa adolescenza è totalmente diversa dalla nostra, è nuova e noi genitori non abbiamo gli strumenti per comprenderla al meglio.
Quello che vogliamo fare è contribuire a dare queste spiegazioni. È importante che il film non sia la visione di un regista anarchico barbuto ma di un collettivo di persone. Vorrei mettere un punto a questa sofferenza e una virgola per ricominciare”.
Torelli ha sempre prodotto i suoi progetti tramite crowdfunding e i film sono stati proiettati nelle sale indipendenti di tutta Italia.
“Stavolta vogliamo portare il film gratis in tutte le scuole”.
“Ora serve diffondere la campagna di raccolta fondi per avere la benzina per continuare. Un altro mondo è il film che ha cambiato il mio percorso, ma questo è sicuramente la sfida più grande di tutta la mia vita”, conclude.


Secondo le stime del progetto, che ha coinvolto più di 1.700 studenti italiani, il 71% degli adolescenti prova un disagio, mentre solo il 31% dei genitori si accorge dei problemi del proprio figlio. Il 54% ha fatto o ha visto fare uso di sostanze dai loro compagni; il 38% racconta di avere problemi alimentari; il 63% soffre di disturbo del sonno, ma solo il 19% dei genitori ne è consapevole.
Secondo lo State of Children in the European Union, nel 2023 circa 931 giovani in Europa sono morti per suicidio: circa 18 vite a settimana. In Italia il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani, dopo gli incidenti stradali. Nel 2023, al solo Bambin Gesù Roma si sono registrati 387 ricoveri per tentato suicidio e ideazione suicidiaria. L’età media è di 15 anni.
Tutte le info per contribuire alla produzione del film (e fruire di ricche e originali ricompense): https://www.produzionidalbasso.com/project/punto-virgola-un-altra-storia-il-film/





















