di Kenji Albani – Fantasy. Il genere fantastico per definizione. Quello fantasy, è un modo di creare, inventare e scrivere mondi che ha delle particolarità. Oltre che mostrare un mondo diverso al lettore, gli autori fantasy devono indugiare sulle descrizioni anche a costo di scrivere “spiegoni” in altri tipi di letteratura indigeribili. Il fantasy va a braccetto con la fantascienza e l’horror, prendendo un po’ da uno, un po’ dall’altro. La sua particolarità è che è il regno del sovrannaturale, riprende molto dai miti e dalle leggende perlopiù irlandesi.
Infatti, è una sarabanda di draghi, troll, folletti.
Quali sono (secondo noi) i cinque migliori romanzi fantasy pubblicati finora? Vediamoli insieme.
Il Signore degli Anelli


Narra la leggenda che un professore di inglese nato in Sudafrica e reduce della Grande Guerra doveva correggere i compiti in classe dei suoi studenti. S’imbatté in una verifica lasciato in bianca e bastò come stimolo perché la fantasia dell’insegnante si scatenasse.
Il docente, John Ronald Reuel Tolkien, iniziò la stesura di un romanzo che sarebbe entrato nell’immaginario collettivo per la sua immersività ma soprattutto per le trasposizioni cinematografiche di Peter Jackson. Degli autentici kolossal che hanno segnato la storia di Hollywood di inizio secolo.
Il romanzo, una trilogia costituita da “La compagnia dell’anello”, “Le due torri” e “Il ritorno del re”, è un high fantasy che parla della lotta fra bene e male nella Terra di Mezzo. Ci sono nani, cavalieri, maghi e creature magiche di ogni tipo… Ma quel che mette soggezione è la ricchezza di dettagli. L’autore inventò lingue con le quali scrisse canzoni e poesie, inventò genealogie intricate. Non è un libro per tutti, bisogna avere molta pazienza per leggerlo e se non lo sopportate non temete: “Il Silmarillon” è ancora più ponderoso.
Harry Potter


Dalla pesantezza della trilogia si passa a una saga più lunga, ma dalla lettura più facile. Un’insegnante, nel 1990, prese un treno per Edimburgo e guardando fuori dalla finestra inventò un mondo magico che coesiste con quello dei babbani ma che è allo stesso tempo magico. Nell’arco degli anni ‘90, l’autrice, una sconosciuta Joanne Rowling, scrisse e confezionò “Harry Potter e la pietra filosofale” per poi pianificare i dettagli dei sei libri successivi.
Dopo un periodo travagliato, Rowling (con aggiunta la K. di Kathleen, il nome di sua nonna, perciò J. K. Rowling) firmò un contratto con la piccola casa editrice Bloomsbury (l’editore prese la sua decisione perché il romanzo piacque a sua figlia). Da lì è iniziata un’ascesa alla celebrità di Harry Potter e di Rowling che ha conquistato il pianeta.
Film, merchandising, libri che analizzano il mondo magico creato dall’autrice, Harry Potter è stato un fenomeno di costume. Anche se si è un po’ perso negli ultimi anni, gode di molto affetto da parte dei Potterheads che leggendo e rileggendo le pagine dei romanzi sognano la dolce campagna inglese che cela qualcosa in più.
Dei sette romanzi, una saga che può essere un solo romanzo (e ciononostante merita di essere annoverato tra i cinque migliori romanzi fantasy), a parte quello citato ci sono: “Harry Potter e la camera dei segreti”, “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”, “Harry Potter e il calice di fuoco”, “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, “Harry Potter e il principe mezzosangue” e “Harry Potter e i doni della morte”. Il migliore è il quinto, “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, dove il protagonista affronta un’insegnante tirannica e soffre rendendosi umano ed empatico al lettore.
Le Cronache del ghiaccio e del fuoco (Un gioco di troni)


Anche l’America si fa sentire. Un signore grasso e barbuto, dall’aspetto da nerd, fu suggestionato da alcuni episodi ricorrenti della sua infanzia. Cresciuto nelle case popolari perché povero, aveva un acquario con un castello giocattolo in cui vivevano le sue tartarughe. I piccoli rettili morivano spesso e lui immaginava che si assassinassero le une con le altre in “trame sinistre”.
George R. R. Martin ha sempre immaginato cosa fosse potuto succedere e diede l’avvio a una saga fantasy dal nome altisonante (e meritato) di “Le Cronache del ghiaccio del fuoco”, titolo poi modificato in “Game of Thrones” quando la saga è stata promossa a serie TV per il canale via cavo HBO.
I romanzi sono un florilegio di personaggi dai nomi bizzarri che si combattono per il potere nel continente di Westeros. Ispirata alla Guerra delle Due Rose che si disputò in Inghilterra nella seconda metà del XV secolo. La saga mostra un dipanarsi di intrighi il cui fine è il potere. Abbandoniamo l’idealizzato high fantasy de “Il Signore degli Anelli” e il sotto certi aspetti ingenuo “Harry Potter”, i libri di Martin illustrano un’umanità che farebbe di tutto per il comando. In Italia, i libri sono stati tradotti da Alan D. Altieri.
Il ciclo di Shannara


Ahi ahi ahi, brutta storia. Quando un autore pubblica un best seller deve mettere in conto che qualcuno può soffiarglielo. Questa non è la sede corretta per un processo a Terry Brooks, inventore del ciclo di Shannara, un testo che può essere ugualmente uno dei cinque migliori romanzi fantasy (anche se è una saga), ma molti fan accaniti di Tolkien hanno accusato lo statunitense di aver rubato l’idea al loro beniamino.
Il ciclo, composto da trentotto libri divisi in saghe e romanzi autoconclusivi, parla di un mondo post apocalittico che, a seguito di alcune guerre rovinose combattutesi nel 2062, hanno fatto regredire il pianeta Terra a un medioevo popolato da nuove razze… Oltre che quella degli elfi che ha sempre vissuto accanto alla civiltà umana senza essere vista. Nel 2016, è stata data l’avvio a una serie TV, “The Shannara Chronicles”, ma a fronte del materiale da trasporre in televisione non è stata una serie longeva. Resta la domanda: Brooks ha rubato le idee a Tolkien? Decidetelo voi leggendo i suoi romanzi.
La storia infinita


Negli anni ‘70, in Germania ovest, un autore volle abbandonare i pensieri sulla Germania spezzata in due dalla Cortina di ferro e scrisse un romanzo che ha segnato una generazione. Michael Ende scrisse “La storia infinita”, dove un bambino perseguitato dai bulli, Bastian, scopre e può interagire con un mondo parallelo. In questo mondo l’Imperatrice Bambina è minacciata assieme al regno di Fantàsia dal Grande Nulla. Bastian riesce a collaborare con il suo coetaneo di questo luogo, Atreyu, e sconfigge il Grande Nulla salvando il regno e così anche i suoi sogni.
Il libro è stato trasposto al cinema nel 1984 con un film dall’omonimo titolo e ha colpito l’immaginazione di molti futuri sognatori. Particolarità del testo: è scritto in colori diversi. In rosso le scene ambientate nel nostro mondo, verde acqua quelle nell’altra ambientazione.





















