di Kenji Albani – Rosso di capelli e barba, classe 1990, Davide Cabiola è appena tornato da un lungo viaggio in America Latina, non a caso conosce bene il castellano, e se ha vissuto questa impresa, ci sono delle ragioni profonde.
Le ragioni
Davide faceva il tecnico informatico, aveva scalato la gerarchia aziendale ed era diventato quasi un manager. Non aveva problemi di soldi e lavorava già da dodici anni per una ditta in provincia di Varese. Reduce dai pochi viaggi fatti con gli amici in Grecia e a New York (luoghi molto turistici), è stata l’occasione della pandemia di Covid-19 che, rimanendo a casa da solo, si è interrogato su quello che voleva.
La sua vita non era un disastro. Aveva un lavoro dinamico, uno stipendio soddisfacente. E avrebbe continuato così fino alla pensione. Di questa occupazione Davide dice a B-Hop: “Lavoravo al computer tante ore, poi tornato a casa mi dovevo aggiornare. Era molto stressante”.
A seguito del confinamento generale a casa, si è accorto che quella routine non gli piaceva. Lui voleva viaggiare e così nel 2022 partì per un viaggio di nove mesi in Asia. La scelta lo attraeva dal punto di vista filosofico. Davide è stato in Cambogia, in Indonesia… Ma concentriamoci sul viaggio in America Latina.
L’inizio dell’avventura
La partenza il 9 novembre 2023. Davide arrivò in Guatemala, da lì scese a Panama e poi in Colombia, da dove visitò quasi tutto il Sud America a parte il Venezuela – pericoloso a causa dell’instabilità politica, i tumulti e la criminalità nelle metropoli – e il Paraguay. Per la precisione, non ha visitato l’intero continente, ma è stato nel nord del Cile, in parte dell’Argentina e nel sud del Brasile. Da lì e tornato nei Caraibi e, nella Repubblica Dominicana, ha approfittato di un’offerta di una crociera transatlantica che, dopo quindici giorni di viaggio, l’ha condotto dall’isola caraibica fino in Italia, dove è arrivato il 7 aprile scorso.


Davide è stato anche nell’arcipelago delle Galápagos, all’Isola di Pasqua (che sottolinea: “I nativi la chiamano Rapa Nui, Isola di Pasqua è un nome che non gradiscono”. Rapa Nui fu scoperta dagli olandesi un giorno di Pasqua del XVII secolo ed evoca il colonialismo occidentale). E infine l’Antartide, e Davide dice sempre Antartica, non Antartide, perché rimanendo a lungo in quelle contrade, qualcosa degli idiomi del posto gli è rimasto.
Alcuni momenti
Tra i momenti più emozionanti del suo lungo soggiorno in Sud America quello in cui fece un trekking vicino all’antica capitale del Guatemala, Antigua. Lui e altri viaggiatori salirono in cima a un vulcano e dormirono in tenda. Da lì poterono vedere il vulcano in eruzione, con le colate di lava, e ogni mezz’ora ci si svegliava a causa delle esplosioni. Dopo la notte, uno spettacolo mozzafiato è stata l’alba che ha illuminato tutta la vallata.
Nelle Galápagos ha visto le tartarughe giganti di terra, quelle di mare e ha fatto snorkeling ha avuto un incontro ravvicinato con uno squalo di un metro e mezzo. La pinna caudale del pescecane gli sfiorava il petto.


A proposito di animali, in Uruguay ha visto in una riserva naturalistica i capibara, considerati i più grandi roditori viventi al mondo. Davide li definisce affettuosi e simili a cagnolini, il cui unico interesse è farsi accarezzare e offrire lo stomaco perché i turisti li accarezzino.
In Perù, dopo un’escursione di otto giorni sulla Cordillera Blanca, ha fatto un tour di tre giorni per visitare un parco archeologico inca. Se Machu Picchu è famosa in tutto il mondo, e se dici Perù, dici Machu Picchu, l’antica città della civiltà precolombiana è il sito che l’ha meno impressionato di tutti perché troppo turistico.
Lui ha preferito la città di Choquequirao, il secondo sito per importanza del paese sudamericano (dove è rimasto tre mesi) che, se anche è grande quanto Machu Picchu, è più bello.
L’Antartide, o meglio: l’Antartica
Dopo è stato in Antartide, “un posto diverso da tutto quel che si è visto finora”. Davide è stato in nave da crociera nel Natale del 2024 e ha ammirato gli iceberg grandi quanto montagne. Lui voleva stare più tempo possibile sul ponte a guardare i pinguini e le balene, ascoltando il silenzio del continente in mezzo al ghiaccio. Ha visto le stazioni scientifiche dove, essendo in terra di nessuno, non esistono guerre ma solo cooperazione.
Ad esempio, la stazione ucraina si trova accanto a quella russa e, nonostante le ostilità fra i due paesi, il personale collabora tutti i giorni.
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