di Margherita Vetrano – Ogni primo venerdì di febbraio si celebra la “Giornata dei calzini spaiati”. Nata per sensibilizzare grandi e piccoli sul tema dell’autismo, è stata poi estesa ad altre disabilità.
Ascolta “La Giornata dei calzini spaiati: oggi si celebra la bellezza della disabilità” su Spreaker.
E’ una giornata di riflessione comunitaria e sociale con una data indefinita e mutevole di anno in anno proprio per evidenziare il concetto di diversità e unicità che la caratterizzano.
Proprio come quei calzini spaiati che le danno il nome e che, pur diversi, se accoppiati, funzionano ugualmente.


Il moderno concetto di disabilità prevede un’inclusione a tutto tondo dell’individuo: parte dal presupposto che poiché unico ed irripetibile, l’essere umano è “diverso” per definizione e le sue caratteristiche sono di arricchimento per chiunque ne condivida il percorso.
Disabili o no, si è unici e sono le proprie caratteristiche in connessione con quelle del prossimo a portare arricchimento e crescita.
D’altra parte, il concetto di normalità è un concetto strettamente legato a quello di diversità e quindi di disabilità.
Ma cosa può essere definito normale?
Se normale è tutto quanto possa essere definito usuale e consueto, non è necessariamente l’unica versione possibile ed obbligatoriamente percorribile.
Così scriveva Giuseppe Ungaretti nel lontano 1963:
Ogni uomo è fatto in un modo diverso, nella sua struttura fisica, fatto anche in un modo diverso nella sua combinazione spirituale. Tutti gli uomini sono a loro modo anormali, tutti gli uomini sono in un certo senso in contrasto con la natura. E questo sin dal primo momento: l’atto di civiltà, che è un atto di prepotenza umana sulla natura, è un atto contro natura.
e negli stessi anni, un altro grande intellettuale gli faceva eco:
la diversità che mi fece stupendo / e colorò di tinte disperate / una vita non mia, mi fa ancora / sordo ai comuni istinti, fuori dalla / funzione che rende gli uomini servi / e liberi.
Perché la disabilità spaventa e disturba.
Come spaventano e disturbano tutti i concetti sconosciuti e tutto ciò che può mandare in crisi il proprio equilibrio.
A maggio 2023 così dichiarava il Ministro Alessandra Locatelli: “Siamo passati dal concetto di integrazione a quello più adeguato di inclusione e l’Italia è uno dei pochi Paesi europei che ha una legge sull’inclusione scolastica, anche se da aggiornare. Dobbiamo fare un salto ulteriore; investire e vedere nelle persone disabili competenze e qualità sulle quali tutta la comunità può crescere. Ci vuole uno sforzo comune, ma il cambiamento è in atto ed è il momento giusto per fare di più. Ma le norme non bastano: serve l’impegno di tutti”.
Inclusione sì ma solo a patto di tener conto delle reali difficoltà della persona da includere e delle relative strategie da mettere in atto.
Abbracciare la diversità vuol dire riconoscere gli elementi di debolezza e trovare una strategia per potenziarne il superamento, fluendo in armonia con l’altro.
Da questo incontro ci si potrà arricchire delle reciproche differenze. Non esiste un solo modo ma infiniti modi di esprimere il proprio essere.
E di accettarlo.





















