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Home L'altrove

Ad Agrigento sulle tracce di Luigi Pirandello

Itinerario di una giornata alla scoperta dei luoghi del grande scrittore e drammaturgo e degli spazi scenici agrigentini: la Casa Museo in contrada Caos, il più noto Teatro Pirandello e il Teatro della Posta vecchia

di Patrizia Caiffa
13 Novembre 2024
in L'altrove
Tempo di Lettura: 6 mins read
47 3
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Luigi Pirandello - foto: P.Caiffa

Luigi Pirandello - foto: P.Caiffa

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di Patrizia Caiffa – “Persone si muore. Personaggi si vive in eterno”: le parole di Luigi Pirandello risuonano nei pensieri e fanno da sfondo a questo tour sulle tracce del grande drammaturgo e scrittore nell’antica Girgenti, oggi Agrigento, sua città natale.

Nella città della Valle dei templi si respira l’aria degli antichi greci ma anche le memorie dei suoi letterati più illustri del XX secolo: il Nobel per la Letteratura (nel 1934) Luigi Pirandello e Andrea Camilleri, anche se la sua vera città di origine è la vicina Porto Empedocle.

Ascolta “Ad Agrigento sulle tracce di Luigi Pirandello” su Spreaker.

L’opera di Camilleri è altamente ispirata a Pirandello, tanto da aver scritto anche un libro bellissimo ma poco noto, “Biografia del figlio cambiato”, che ne racconta la vita. Lo stesso Pirandello scrisse una novella e una composizione favolistica “La favola del figlio cambiato”, rappresentata per la prima volta con la musica di Gian Francesco Malipiero nel gennaio del 1934 a Braunschweig.

Il “figlio cambiato” – come descrive bene Camilleri – è proprio Luigi Pirandello: guidato dal suo cuore inquieto e ribelle nei confronti dell’autorità paterna fuggì a 18 anni in Germania, per poi tornare a Roma, e non accettò il lavoro di contabile nelle miniere di zolfo del padre.

Ebbe invece il coraggio di seguire la sua indole artistica e la sua passione per il teatro e la letteratura, il suo daimon, verso una vita ricca di successi e gloria ma anche fallimenti (come la prima al Teatro Valle di Roma del suo dirompente dramma “Sei personaggi in cerca di autore“), difficoltà finanziarie e immense sofferenze.

La moglie Antonietta soffriva infatti di seri disturbi mentali che turbavano enormemente la vita familiare (l’adorata figlia Lietta cercò di uccidersi con una pistola dopo l’ennesima crisi della madre) tanto che fu costretto a ricoverarla in una clinica psichiatrica. Perso tra i suoi fantasmi Pirandello ritrovò un po’ di gioia con l’amore platonico senile nei confronti della sua musa ispiratrice e attrice preferita, la giovane Marta Abba. 

foto: P.Caiffa

La tappa obbligata in questo itinerario di una giornata è quindi la Casa Museo Luigi Pirandello in contrada Caos, tra verdi valli che affacciano sull’argenteo mare agrigentino.

E’ la casa natale dello scrittore, che visse qui infanzia e adolescenza, in un edificio di fine ‘700 oggi ristrutturato. La famiglia vi si trasferì nel 1867, anno di nascita di Luigi, perché costretta a fuggire dal colera.

Casa Museo Luigi Pirandello
Casa Museo Luigi Pirandello – foto: P.Caiffa

Il giovane Luigi pranzava con i familiari sotto le fronde del famoso pino, colpito anni fa da un fulmine e di cui ora rimangono due soli tronchi che si ergono a monumento accanto alla tomba di Pirandello.

Pino di Pirandello
Ciò che rimane del pino di Pirandello – foto: P.Caiffa

La maggior parte dei turisti che vengono ad omaggiarlo forse non sa che le sue ceneri, contrariamente alla sua volontà testamentaria che le voleva disperse in mare oppure murate in una pietra a Girgenti, erano state invece conservate al cimitero Verano di Roma.

Camilleri narra in un video il misterioso (e paradossalmente divertente) episodio della traslazione delle ceneri ad Agrigento, che alla fine risultano comunque disperse “davanti al mare africano”.

Famoso è il suo testamento in cui Pirandello chiese, deludendo il regime fascista che voleva per lui funerali di Stato, di essere trasportato in

“un carro funebre d’infima classe, quello usato per i poveri. Nudo. E nessuno m’accompagni, né parenti né amici. Solo il carro, il cavallo, il cocchiere e basta. Bruciatemi”.
Vista sul mare dalla casa museo Luigi Pirandello
Vista sul mare dalla casa museo Luigi Pirandello – foto: P.Caiffa

La tomba agrigentina è in realtà un monumento a cui è piacevole accedere attraverso un bel percorso tra ulivi, agavi, piante mediterranee, lucertole e farfalle.

Tomba di Luigi Pirandello
Tomba di Luigi Pirandello – foto: P.Caiffa
La Regione siciliana ha realizzato nel 2021 un bel progetto di riallestimento multimediale che rende ancora più emozionante e viva l’esperienza di trovarsi nei luoghi di Pirandello.

All’ingresso si può scaricare con il QR Code una App che guida il visitatore nelle varie sale, tra parole, quadri, lettere, immagini interattive. Una serie di brevi podcast con brani di opere pirandelliane rende ancora più coinvolgente l’esperienza interattiva.

Un’altra tappa significativa – ma poco visitata – è il bellissimo Teatro Pirandello, nello stesso edificio del Municipio, a piazza Pirandello, a fianco della chiesa di San Domenico.

L'ingresso del Teatro Pirandello e del municipio, a sinistra la chiesa di San Domenico
L’ingresso del Teatro Pirandello e del municipio, a sinistra la chiesa di San Domenico – foto: P.Caiffa

Venne realizzato nell’ex convento dei Domenicani dall’ingegnere Dioniso Sciascia, con l’aiuto del famoso architetto Giovanni Battista Basile (lo stesso del Teatro Massimo di Palermo, che in effetti è molto simile).

Basile progettò la modifica dell’arco armonico e decise alcuni cambiamenti rispetto al progetto originario.

Nel 1877 alcuni docenti di disegno (Luigi Sacco, Antonio Tavella e Giuseppe Belloni) curarono le decorazioni del soffitto, delle sculture, dei palchi e il messinese Luigi Queriau realizzò insieme a loro la pittura di dodici scene e il sipario che rappresentava Esseneto in trionfo dopo la vittoria riportata allo stadio di Elea.

Il teatro comunale fu inaugurato il 24 aprile 1880 da due compagnie liriche. Aveva a disposizione 700 posti. Oggi sono 600, perché i 100 del loggione sono inagibili. Una più solenne inaugurazione si svolse il 12 gennaio 1881 con la visita del re d’Italia Umberto I e della regina Margherita; perciò il teatro venne chiamato per un periodo “Regina Margherita”.

Teatro Pirandello Agrigento
Teatro Pirandello – foto: P.Caiffa

La compagnia di Luigi Pirandello vi mise in scena “Così è (se vi pare)” il 15 aprile del 1924. Nel 1946 il teatro venne a lui intitolato, e dopo un periodo di chiusure, vendite a privati e ristrutturazioni tornò all’amministrazione comunale. Per la riapertura il 29 aprile del 1995 accolse il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e il teatro fu restituito alla città con una rappresentazione della commedia pirandelliana “Il berretto a sonagli”.

Teatro Pirandello
Teatro Pirandello – foto: P.Caiffa

Oggi la stagione teatrale con abbonamento è sempre sold out – le rappresentazioni sono solo il sabato e la domenica – e arrivano spettatori da tutta la provincia.

Il percorso teatrale nel cuore antico della città, che sarebbe bellissimo se non fosse deturpato da aberranti speculazioni edilizie degli anni ’70, si conclude nell’altro luogo culturale di Agrigento, il Teatro della Posta vecchia, a pochi passi da una statua di bronzo che raffigura Andrea Camilleri.

E’ un teatro off che ha all’attivo 30 anni di attività. Per un periodo è stato collegato al Teatro Pirandello, proponendo una stagione teatrale insieme.

il direttore artistico Giovanni Moscato, a sinistra Fausto Bruccoleri
A destra il direttore artistico Giovanni Moscato, a sinistra Fausto Bruccoleri – foto: P.Caiffa

“E’ sempre stato il mio sogno avere un teatro”, racconta a B-Hop il direttore artistico Giovanni Moscato, che ha ricavato lo spazio scenico da un palazzo storico della sua famiglia.

Una volta ospitava le carrozze delle poste e telegrafi, da cui il nome.

“Ho lavorato a Roma come attore – precisa Moscato -. In questo modo posso portare avanti la mia passione per il teatro”.

“Proponiamo spettacoli di cabaret, prosa, musica, danza, teatro dei pupi, facciamo matinée per le scuole”, aggiunge il suo collaboratore, Fausto Bruccoleri.

Locandine
Locandine – foto: P.Caiffa

Una intera parete nell’atrio ospita le locandine dei comici palermitani Ficarra e Picone, che qui erano di casa.

Un’altra stanza contiene la storia del teatro con i titoli degli spettacoli, di compagnie e attori locali e nazionali. La stagione 2024/2025 è appena iniziata, il 9 novembre.

Teatro della Posta Vecchia
Teatro della Posta Vecchia – foto: P.Caiffa

Una curiosità finale per appassionati cinefili: le nostalgiche sedie in legno del teatro provengono dal set del film cult di Giuseppe Tornatore “Nuovo cinema Paradiso”, che era stato girato a Palazzo Adriano, in provincia di Palermo.


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Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Founder e Direttrice responsabile di B-hop magazine. Giornalista professionista, lavoro dal '98 all'agenzia Sir dove mi occupo di temi sociali e umanitari, migrazioni, esteri. Laureata in Lingue e letterature straniere moderne, ho scritto romanzi, testi teatrali e saggi e viaggiato (tanto) nel Sud del mondo. Instancabilmente curiosa di nuove avventure, dentro e fuori di me, ho voluto B-Hop per portare bellezza, fiducia e consapevolezza nel mondo dell'informazione e nella società.

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