di Edoardo Caruso – ”Io oggi faccio per me stesso quello che ho fatto per gli altri. Mi sono spostato dal solo aiuto sociale al raccontarmi con la mia musica. Esprimere quello che ho dentro mi fa stare bene’: queste le parole di Emanuele La Guidara, 31 anni, laureato in Servizio sociale e Sociologia, con otto album musicali all’attivo e due concerti in televisione. Si considera il primo Artista Sociale, la cui arte nasce proprio dal voler utilizzare la musica con la finalità specifica di aiutare persone in difficoltà.
Le sue canzoni trattano tematiche sociali, di sensibilizzazione umanitaria e di salute mentale, con un focus sui disturbi di personalità e uno stile originale in continuo mutamento.
Durante il suo percorso di trasformazione come ”Artista Sociale” Emanuele ha vinto il Premio Originalità per il Sociale: gli è stato conferito per aver aiutato diverse persone senza fissa dimora e creato un album con loro, il primo nella storia.
Questo ha permesso ad alcuni degli homeless coinvolti, tramite delle raccolte fondi, di trovare lavoro, un’abitazione temporanea e di uscire da situazioni di difficoltà sociale.
Inizialmente, essendo laureato in servizio sociale e sociologia, La Guidara decide di unire la sua passione per la musica all’assistenza sociale, che sente come valore cardine. In un secondo momento si sposta solo sul canto.
Presto si accorge che il voler mettere sempre e solo gli altri al primo posto non gli fa bene.
Infatti, con il passare del tempo si accorge che la sua particolarità come persona è dovuta anche al suo disturbo borderline e alla depressione che, non affrontati in modo consapevole, lo hanno portato a un’esperienza estrema.
Viene infatti ricoverato in un reparto di psichiatria per un TSO nel marzo 2021. In quell’occasione si rende conto di non essersi preso abbastanza cura di sé stesso, come fa invece con le persone che aiuta.
Emanuele La Guidara è riuscito ad uscire da questa situazione complicata con una grande motivazione, anche con l’aiuto della sua psicologa: ha imparato a fare per sé stesso quello che voleva fare con gli altri, ovvero aiutarsi.
Oltre ad esprimere sé stesso attraverso la musica pratica anche un attivismo pacifico che mira ad aiutare gli altri, lanciando messaggi positivi.
Nelle sue canzoni si occupa di diversi temi sociali: di razzismo, guerra, violenza sulle donne, bullismo, cyberbullismo e abbandono degli animali.
Di recente ha partecipato alla campagna sui social dell’associazione Delya, proprio contro il cyberbullismo, collaborando con diversi influencer.


”Riguardo alla mia musica – spiega a B-Hop -, io la faccio per sentirmi bene e fare del bene alle persone che la ascoltano. È una cura ed uno sfogo terapeutico per me“.
Infatti la musica per Emanuele è curativa e il suo desiderio è che lo sia anche per gli altri.
Il suo messaggio è “che l’originalità di ognuno di noi è inestimabile e senza prezzo, ineguagliabile”.
L’Artista Sociale può essere quindi definito una persona originale, un creativo a trecentosessanta gradi, che fa della musica un aiuto concreto per il prossimo.
Attualmente è concentrato sul tema della salute mentale e ha organizzato insieme ad altri artisti, poeti e persone che hanno un forte tipo di vissuto psicologico e umano, una serata di beneficenza che si è svolta il 7 febbraio, al Freeda Mood, a Roma. L’ incasso sarà devoluto ad un reparto psichiatrico di un ospedale di Roma.
Si esibirà inoltre in concerto al Teatro Petrolini di Roma il 14 / 15/ 16 marzo 2025.
Le sue canzoni possono essere ascoltate su Spotify, Youtube, Amazon music, Deezer e tutte le piattaforme digitali.
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