di Daniela Pastore – Sabato 23 maggio a Roma, presso il Cinema Teatro San Timoteo in zona Casal Palocco, si terrà il primo appuntamento di “Danzare Salgado”, un progetto artistico e partecipativo ispirato all’opera del fotografo brasiliano Sebastião Salgado, scomparso esattamente un anno fa, il 23 maggio 2025.


L’evento inizierà alle ore 18.00 con l’accoglienza del pubblico. Alle 18.30 è prevista la proiezione del docufilm “Il Sale della Terra” di Wim Wenders, dedicato alla vita e al lavoro del celebre fotografo.


La serata proseguirà poi all’aperto, tra gli alberi di Casal Palocco, con un’esperienza immersiva di musica e movimento aperta a tutti, pensata come spazio di ascolto, espressione e condivisione attraverso il corpo.
Il progetto unisce arte, danza e rigenerazione del territorio. Parte del ricavato della serata sarà infatti destinato alla realizzazione di un primo intervento di messa a dimora e cura di nuovi alberi, in collaborazione con associazioni attive sul territorio e ispirato all’esperienza dell’Instituto Terra, fondato in Brasile da Sebastião Salgado e dalla moglie Lélia Wanick Salgado, protagonista di uno dei più importanti interventi di riforestazione degli ultimi decenni.


Nato da una visione condivisa e promosso da un collettivo di quattro donne provenienti da ambiti diversi — dalla facilitazione corporea al giornalismo ambientale, dalla rigenerazione territoriale alle pratiche di consapevolezza — il progetto prende forma all’interno del percorso artistico Silent Waves, fondato da Cristina Crescenzi a Roma e connesso alla rete nazionale Conscious Dance Italy.
Al centro dell’iniziativa vi è l’idea di “danzare” l’immaginario di Salgado: non soltanto osservare le sue fotografie, ma entrare in relazione con esse attraverso il corpo e il movimento, lasciandosi attraversare dai temi che attraversano tutta la sua opera — la vulnerabilità e la dignità dell’esperienza umana, il rapporto con la natura, la fragilità e la capacità rigenerativa della vita.


“Le immagini diventano esperienza.
Il corpo diventa spazio di trasformazione.
L’arte diventa un’azione concreta di rigenerazione del territorio.”
Le quattro organizzatrici – Cristina Crescenzi, Daniela Pastore, Claudia Filipponi e Annalisa Bucchieri – spiegano come, nel momento storico attuale, l’opera di Sebastião Salgado assuma un significato ancora più profondo e simbolico, ricordandoci l’importanza di non distogliere lo sguardo dalla realtà che ci circonda e di trasformare il dolore in nuova bellezza.


Come affermava lo stesso Salgado:
“La cosa più importante è non distogliere lo sguardo.”
Per le promotrici del progetto questo significa imparare non soltanto a osservare la realtà, ma anche a sentire ciò che si muove dentro di noi davanti a ciò che vediamo. Osservare, sentire e trasformare.
“Tutto questo avviene attraverso il corpo: l’ascolto e il movimento permettono di accogliere, esplorare e dare forma alle emozioni, esprimerle per integrarle e condividerle.”
La danza diventa così un ponte tra esperienza individuale e collettiva, uno strumento per sviluppare partecipazione, empatia e consapevolezza, trasformando il nostro modo di stare in relazione con il mondo.
L’evento inaugurale del 23 maggio, chiamato “Evento Seme”, rappresenta il primo passo di un percorso itinerante che intende coinvolgere progressivamente persone, istituzioni e reti associative in
progetti che uniscono movimento, espressione personale e riforestazione urbana attraverso la cura di nuovi spazi verdi.


Secondo le organizzatrici, creare occasioni di incontro e partecipazione significa oggi dare vita a spazi di fiducia e spontaneità, nei quali riscoprire relazioni sane, nutrienti e costruttive.
In questa prospettiva, danzare significa lasciare emergere il potere rigenerativo che vive dentro ciascuno di noi e il legame profondo tra corpo, natura e relazioni umane, sviluppando una maggiore consapevolezza di sé, degli altri e dell’ambiente che abitiamo.
Il gesto di piantare nuovi alberi assume anche un forte valore simbolico e collettivo: imparare dagli alberi a essere comunità, sostenersi reciprocamente e sentirsi parte di una stessa rete di vita.
“Danzare Salgado” vuole essere non soltanto un evento artistico, ma una concreta occasione di incontro, partecipazione e rigenerazione condivisa, aperta a tutte le persone che desiderano vivere un’esperienza di ascolto, movimento e relazione con il territorio.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato sulle nostre belle notizie ti invitiamo a seguirci sui nostri social o a iscriverti alla newsletter mensile cliccando qui





















