di Mariele Scifo – Il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma ospita dal 22 maggio 2026 e fino a giugno 2027, la mostra Asmat: scultura custode dell’anima. Una collezione di circa quaranta opere tra lance, scudi, sculture e maestosi pali a testimonianza dell’eccezionale arte dell’intaglio del legno, arte millenaria che gli Asmat, popolo originario dell’isola di Papua (Nuova Guinea), hanno saputo conservare e tramandare nel corso del tempo.
L’esposizione mette in luce le trasformazioni che hanno attraversato la cultura tradizionale e i cambiamenti accorsi; pratiche rituali come la caccia alle teste sono state ormai abbandonate e la rivalità tra clan ha trovato sfogo nella competizione artistica, favorendo ulteriormente la produzione di manufatti unici che custodiscono e comunicano gli aspetti più intimi e ancestrali di questa civiltà.


Il direttore del museo, padre Enzo Oliviero Verzeletti, spiega: “La società Asmat ha sviluppato nei secoli un sistema simbolico complesso, in cui arte, rito e rapporto con gli antenati erano strettamente intrecciati. Alcune pratiche del passato, oggi non più presenti e non condivisibili nella sensibilità contemporanea, appartenevano a quell’orizzonte culturale. Nel corso del XX secolo l’apertura verso il mondo esterno ha determinato una trasformazione profonda della comunità e delle sue espressioni rituali. Le sculture lignee esposte testimoniano questa evoluzione e la vitalità di una tradizione artistica capace di parlare al presente”.
Secondo la cultura Asmat, l’universo è caratterizzato dalla separazione tra visibili (i vivi) e invisibili (i morti). Ora, la necessità di mantenere il giusto equilibrio tra la comunità umana e il regno degli spiriti si manifesta appunto nella produzione artistica, plasma ogni gesto e ogni simbolo.
Le sculture sono il modo attraverso cui gli antenati entrano in contatto con i vivi, ne incarnano lo spirito ancestrale.


“Uno degli aspetti più interessanti riguardo agli Asmat – spiega il curatore e archivista del museo, Maurizio Salvarani – è che nell’arco di soli cinquant’anni si è andata formando all’interno della comunità una vera intellettualità locale, che include anche antropologi capaci di indagare approfonditamente la propria cultura dall’interno”.
“Asmat: scultura custode dell’anima”- Museo d’Arte Cinese ed Etnogtafico di Parma, dal 22 maggio 2026 al 6 giugno 2027. Tutte le informazioni sul sito www.museocineseparma.org
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