di Giulia Segna (da Domodossola) – Nomi, cose e città. Lettera D. Il pensiero non può che andare a lei: Domodossola! Arriviamo nella cittadina piemontese per incontrare Valentina Celada, milanese, ingegnere biomedico e proprietaria nel negozio “Segreti Walser”, specializzato in cosmesi naturale.
Il profumo di fieno, lavanda e mirtillo è inebriante, gli arredi in legno sono rilassanti, l’atmosfera è piacevole. “Siamo una piccola realtà artigianale – esordisce – i cosmetici che vendiamo sono prodotti proprio da noi e le materie prime che utilizziamo sono le stesse che il popolo Walser usava in passato”.
Scopriamo che questa popolazione nomade di origine germanica ha abitato le Valli Ossolane per millenni. “Stanno scomparendo”, aggiunge Valentina, “sono rimasti davvero in pochi e una di loro è la zia di mio marito. Mi sono ispirata a lei, alle sue tradizioni. Quando le ho chiesto quali materiali usavano per vivere mi ha risposto “niente”, ma ho capito che quel niente era in realtà il poco che bastava a fare tutto”.
Il fieno, le bestie e i frutti del bosco. Mentre racconta, ci mostra un libro intitolato “Stiamo scomparendo – Viaggio nell’Italia in minoranza“, un reportage narrativo e fotografico su cinque minoranze linguistiche, tra cui i Walser.


Attratta dalla bellezza di queste antiche tradizioni, qualche anno fa Valentina ha deciso di lasciare la routine frenetica di Milano per trasferirsi in montagna e dedicarsi a questo ambizioso progetto imprenditoriale.
“Sono letteralmente scappata da Milano. Vita ripetitiva, sempre di corsa, tanto stress e intere giornate passate nel traffico. Sono riuscita ad aprire questa piccola attività non senza difficoltà. E’ faticoso riuscire a portare avanti un business così in Italia, ma tengo duro e guardo avanti perché mi dà soddisfazione, sono contenta.
Quello che prima facevo in modo stressante e competitivo, oggi lo faccio con calma, conciliando la mia professione con la vita familiare. Cani, gatti, pappagalli e… figli! Riesco a stare dietro a tutti”.
Anche se ha lasciato un lavoro più remunerativo a Milano dice: “Non tornerei mai indietro”.
Non stentiamo a crederle. A farle compagnia in negozio ci sono i figli Tommaso e Rebecca, 6 e 9 anni. Curiosano tra i prodotti del magazzino, giocano, la assistono per le piccole commissioni.


La giornata di questa giovane mamma imprenditrice grintosa si divide tra il punto vendita e il laboratorio di produzione, nella vicina Villadossola. Trascorre tanto tempo insieme ai suoi bambini, trasmettendo loro i valori della bellezza, della cura e soprattutto – ci dice – della pazienza.
“La chiave è l’attesa. Non abbiamo macchinari né linee di produzione, lavoriamo tutto a mano, con pentole e frullini. I processi sono lenti ma in un certo senso è anche rilassante”.
Sempre più attente all’ecosostenibilità, Valentina e la sua collaboratrice promuovono la policy del vuoto a rendere tra i clienti, almeno per le candele e i profumatori per ambiente. E’ possibile quindi restituire i barattoli in vetro che, una volta disinfettati, daranno dimora a nuovi prodotti. Inoltre, materie prime a km zero e biologiche, confezioni riciclabili e materiali Made in Italy.
- Questo reportage rientra nel progetto “Belle notizie in viaggio: alla scoperta delle donne artigiane e imprenditrici che mantengono in vita antiche tradizioni e mestieri“, patrocinato dalla Fondazione Cariplo.




















