di Filippo Passantino, in collaborazione con Il Mediterraneo 24 – Una notte d’estate, un treno da Palermo a Roma, bagagli sparsi e quel viaggiatore che attraversa il mondo portando la Sicilia nel cuore, pur non essendo siciliano. Luis Maenza, provocazione per qualsiasi siciliano che parte. Con la sua “immigrazione al contrario”.
Lascia due-tre volte l’anno la sua casa nella provincia di Buenos Aires, l’università dove insegna, per seminare speranze e investimenti su Alimena, comune di circa 2.000 abitanti in provincia di Palermo. Lì ha risposto a un bando del Comune e ha avviato il risanamento di un’area in disuso. Poi, l’idea di promuovere un turismo diffuso nel piccolo centro. L’arrivo anche di altri argentini, la ricostruzione di una villa, la scommessa per contribuire all’economia di un’area interna, dalla quale i giovani vanno via. Lui, invece, cerca di costruire opportunità di lavoro per i ragazzi del territorio.
Portando anche il contributo della sua cultura, facendo conoscere i cibi della sua terra.
È così che sul cellulare sfoglia le foto di un “asado”, rito culinario e sociale, che equivale alla grigliata italiana. Momento che ha raccolto tante persone del Paese all’interno della struttura ricostruita da Luis e dalla sua famiglia.
“Abbiamo voglia di fare un progetto di turismo tutto l’anno, è un turismo di inserimento, dove i gruppi vengono a vivere, a conoscere l’Italia, a imparare la lingua“, spiega.
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