di Patrizia Caiffa (da Palermo) – Per chi sta progettando una vacanza in Sicilia, in particolare a Palermo, un appuntamento gustoso e solidale da non perdere è l’esperienza nel bistrot “Al fresco”.
Il nome è già tutto un programma: qui lavorano infatti ragazzi del carcere minorile Malaspina. Il bellissimo giardino dove potrete assaporare menù raffinati e vivaci è un incanto, allietato da piacevoli spruzzi di acqua vaporizzata che cadono sopra i tavoli (rimanendo, appunto, al fresco).
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Dietro al ristorante c’è un ampio progetto che coinvolge i ragazzi del carcere minorile Malaspina ma anche ragazze con situazioni di fragilità, giovani che abbandonano la scuola e detenute del carcere Pagliarelli.
Per loro è una grande occasione di riscatto sociale.


Il bistrot è stato inaugurato nel 2019 e fa parte del complesso di un ex convento dei Frati minori Cappuccini. Ha 100 posti al chiuso e 140 all’aperto, con pizze e piatti della cucina siciliana a base di grani antichi, ingredienti stagionali e a km zero ideati da uno chef. I prezzi sono onesti, adatti al territorio. Funziona e i conti non vanno mai in rosso.
Tutto è nato nel 2016 con il biscottificio “Cotti in fragranza”, che sforna profumati biscotti dai nomi stravaganti (tutti scelti dai ragazzi, compreso lo slogan: “Se non li assaggi non puoi giudicare”). È gestito dalla giovane cooperativa sociale Rigenerazioni Onlus.
Un successo, finito su tutti i media. Lo scorso 17 aprile “Cotti in Fragranza” ha ricevuto anche il Premio Bilancio di Sostenibilità 2023 da Corriere Buone Notizie a Milano.


Alcuni anni fa l’Opera Don Calabria ha acquistato un ex convento dei Frati minori cappuccini in totale abbandono. Prima il giardino era una discarica, ora è un’oasi. Si tratta di 4000 metri quadrati nel quartiere dell’Albergheria, a pochi passi dalla cattedrale e da Palazzo dei Normanni. Accanto alla Questura e alla Squadra mobile.


Ora si chiama “Casa San Francesco” e dopo una bella ristrutturazione è un albergo che può accogliere fino a 25 persone in 14 camere.
Nello stesso stabile c’è una delle due sedi del biscottificio. Tutta l’impresa sociale costa 4 milioni di euro l’anno, finanziati da Opera Don Calabria, Fondazione Con il Sud, imprese e banche, 5 x 1000, convenzioni statali.
In tutto sono una trentina i ragazzi e le donne impiegate con contratti regolari, almeno 18 lavorano al ristorante. Prendono un salario medio di 1300 euro al mese per 38 ore di lavoro e sono seguiti da tutor nella formazione. Il 30/40% sono italiani.
La bella notizia è che dopo aver lavorato qui più del 90% dei ragazzi non torna a delinquere, anche se il percorso verso l’autonomia richiede molto più tempo del previsto.
Uno dei segreti del successo del ristorante è anche il coinvolgimento del territorio: “Diamo da mangiare alla gente con cibo di alta qualità. Il bistrot è sempre pieno”, ci racconta don Ivo Pasa, coordinatore del progetto, dell’Opera Don Calabria.
I ragazzi alloggiano in appartamenti in affitto (i costi ricadono sul progetto) o in famiglia. Altri tornano a dormire in carcere. Alcuni fruiscono di misure alternative. Altri sono ex tossicodipendenti che hanno vissuto almeno due anni in comunità. Chi deve ancora finire di scontare la pena è seguito dal Tribunale di Sorveglianza.
Nel frattempo qui si fanno riunioni di formazione, si impara un mestiere che potranno poi spendere fuori. “Stiamo anche cercando di aumentare le possibilità di lavoro, ad esempio con il giardinaggio, in collaborazione con il Comune di Palermo”, aggiunge don Ivo.


“Pensavamo che in due o tre anni diventassero autonomi ma così non è. Molti sono già in un processo di libertà. Però hanno ancora impegni con il carcere: dietro a loro ci sono assistenti sociali, psicologi. Finché sono con noi tutto va bene. Invece se vanno a lavorare in un’impresa, questa vuole produzione. E se non va, perdono il lavoro”.
I responsabili e i tutor fanno continue verifiche. Da quando è iniziata l’attività di ristorazione “finora nessuno è tornato a delinquere e i ragazzi sono contenti.


Il rapporto con loro è bellissimo. Quando si sentono amati cambiano atteggiamento”. Don Pasa conclude annunciando una novità:
“Faremo qualcosa di simile nel carcere minorile di Casal del Marmo a Roma, a Ferrara e Napoli. Stiamo già coinvolgendo gente del territorio”.





















