La ricerca scientifica in ambito oncologico fa un altro passo in avanti: è stato scoperto infatti da alcuni ricercatori uno dei meccanismi di resistenza alle terapie da parte del tumore del pancreas, fatto che costituisce un grave ostacolo alle cure.
Questo tipo di tumore colpisce ogni anno circa 500 mila persone nel mondo ed è la settima causa di morte per cancro. Le possibilità di guarigione riguardano soprattutto i pazienti che possono essere operati (circa il 20-30% del totale).
La notizia positiva viene da uno studio diffuso ieri e pubblicato sulla rivista ”Cell Reports Medicine”, coordinato da Claudio Sette, professore ordinario di Anatomia umana dell’Università Cattolica e direttore della ”Organoids Facility” alla Fondazione Policlinico universitario Gemelli Irccs.
“Abbiamo scoperto un meccanismo basato sulla regolazione degli Rna messaggeri che contribuisce alla resistenza alla chemioterapia
– spiega Sette -. Esistono già dei farmaci a Rna, usati con altre indicazioni mediche, per contrastare questo tipo di regolazione, che potrebbero dunque essere sviluppati anche come agenti antitumorali con test ad hoc sui pazienti resistenti”.
Secondo lo studio quando il codice genetico viene trascritto in Rna per poi procedere alla sintesi proteica può avvenire quello che si chiama ”splicing alternativo”, ovvero dallo stesso gene si possono produrre trascritti diversi a seconda delle ‘carte genetiche’ (esoni, ovvero la parte del gene codificante per gli amminoacidi delle proteine) che vengono scelte ‘per essere giocate’. Lo splicing quindi porta a produrre proteine diverse che svolgono ruoli diversi, attraverso l’assortimento alternativo di esoni presenti nel gene di partenza. Lo splicing è generalmente alterato nei tumori, compreso quello del pancreas.
”Paragonando tumori pancreatici di sottotipi diversi – sottolinea Sette – abbiamo visto che la neoplasia resistente alle cure si associa a una regolazione dello splicing ben precisa, che porta appunto alla sintesi di proteine associate alla chemioresistenza”.
Lo studio, finanziato dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, ha anche identificato un regolatore dello splicing, chiamato ‘Quaking’, presente nei tumori del pancreas più aggressivi: “con la sua azione promuove la sintesi delle proteine che innescano la chemioresistenza”, conclude.
Attualmente – evidenziano i ricercatori – esistono già farmaci regolatori dallo splicing che potrebbero dunque essere impiegati anche per questo tumore. ‘
‘La nostra scoperta apre dunque a nuove possibilità di cura per una tipologia di tumore che generalmente non risponde alle terapie esistenti”.





















