di Mariele Scifo – Cettina Sangrigoli, affetta da glioma, una forma di tumore cerebrale che interessa le funzioni legate al linguaggio, è stata la prima paziente over 45 operata in condizioni di sedazione cosciente. Durante tutta la durata dell’intervento, avvenuto all’ospedale Cannizzaro di Catania, Cettina è rimasta sveglia e ha interagito con l’équipe medica, senza neanche la necessità di essere intubata.
“Il giorno prima dell’intervento l’anestesista mi ha spiegato che esistono tre tipi di anestesia: quella con paziente cosciente viene somministrata ai ragazzi di massimo 45 anni, non alla mia età. Allora io gli ho chiesto, anzi gli ho ordinato di eseguire l’intervento con l’anestesia da sveglia; ero molto sicura, decisa. Gliel’ho chiesto espressamente e sono stata la prima e l’unica”, racconta Cettina a B-Hop magazine.
Questa tecnica innovativa, chiamata “monitored anestesia care“, consente di svolgere l’intervento evitando che il paziente venga intubato e by-passando gli eventuali disagi derivanti da un’anestesia generale in presenza di altre patologie.
Cettina vive a Randazzo, in provincia di Catania, Sicilia. Un giorno di fine agosto, visto anche il caldo terribile, si era messa a letto per riposare un po’; ad un certo punto ha avvertito un’oppressione terribile al petto: “Come se tutto d’un tratto fossero arrivate delle sensazioni negative, malvagie, pensavo a delle musiche strane, a ricordi lontani…e ho provato una paura tremenda. Però io non faccio molto caso alle cose che mi succedono…”
Nonostante ciò Cettina si alza, racconta l’accaduto e sebbene avverta altri due attacchi simili, dice al marito di andare al mare per godersi un po’ di fresco e fare una passeggiata con il cane. “Tanto ora mi passa”.
Invece, mentre il marito faceva il bagno, Cettina ha avvertito improvvisamente un vuoto alla testa e poi non è stata più capace di parlare. A quel punto, una volta avvisata la figlia Lidia, viene portata subito al pronto soccorso dell’ospedale Cannizzaro.
“Sono rimasta una notte e un giorno al pronto soccorso, mi hanno fatto la TAC e il giorno dopo, una risonanza magnetica con contrasto”, continua a raccontare con una serenità invidiabile; tuttavia non riuscendo a individuare subito la causa del problema, Cettina viene trasferita al reparto di malattie infettive dove viene sottoposta ad ulteriori analisi e controlli.
Successivamente, visto che dai controlli fatti fino a quel momento non risultava nulla di anomalo, “signora, il suo corpo è perfetto, mi dicevano i medici”, Cettina viene portata al reparto di Neurochirurgia.
“Così ho affrontato il tumore cerebrale”
A questo punto Cettina viene sottoposta ad un’ulteriore risonanza magnetica che ha permesso di individuare e mappare subito il tumore. Rimane, quindi, altri otto giorni ricoverata in Neurochirurgia e viene fissata la data dell’intervento: il 6 settembre. Quel giorno Cettina sentiva di avere una forte energia:
avevo come una luce dentro di me,
prima le viene somministrato un farmaco “speciale” e dopo un’ora entra in sala operatoria. Durante l’operazione doveva semplicemente tenere gli occhi chiusi, per il resto interagiva e parlava con i medici che le hanno asportato il 90% del tumore. Dopo 48 viene dimessa, senza complicazioni e in buone condizioni di salute.
“I medici sono stati tutti bravissimi, non ho sentito nessun dolore, nessun problema”.
Affronto tutto quello che mi succede nella vita, anche se penso tante cose mi riempio di forza, di coraggio e cerco di superare anche le cose più brutte. Sono fatta così, anche mio padre aveva questo carattere.


Adesso Cettina è in attesa dei risultati della biopsia. “Mi sento un po’ stanca, però sto bene, sono tranquilla, la sera scendo a mare perché mi piace tanto camminare; io e mio marito due volte al mese facciamo delle passeggiate in montagna. E poi da due anni faccio pilates e credo che fare movimento mi abbia aiutato tanto. Adesso aspetto i risultati e vedrò il percorso che dovrò fare. Piano piano supererò anche questo”.
L’intervento è stato eseguito grazie alla collaborazione dei professionisti dei reparti di Neurochirurgia e Anestesia e Rianimazione, due strutture d’eccellenza del Cannizzaro e con l’ausilio di tecniche farmacologiche e macchinari innovativi che consentono di curare con precisione e in modo sicuro anche le patologie più complesse.





















