di Agnese Malatesta – Pari opportunità per le donne con disabilità. Che come tutte le donne devono poter godere della piena inclusione e del rispetto dei diritti fondamentali, all’istruzione, al lavoro, alla salute, alla partecipazione piena ed attiva nella società. Nella Giornata Internazionale della donna 2024 vale la pena di riflettere sulle discriminazioni che subiscono le donne con disabilità.
Come ha tenuto a fare l’AIPD (Associazione italiana persone down) che rilancia per l’occasione il terzo Manifesto del Forum Europeo Disabilità (di cui AIPD è componente) sui diritti delle donne e delle ragazze con disabilità (25% della popolazione femminile europea), pubblicato di recente, a dieci anni di distanza dal secondo.


Rispondendo ad un sondaggio, in vista della messa a punto del Manifesto, è emerso che
in Europa il 58% delle donne con disabilità ha subito almeno una forma di violenza; il 22% è a rischio povertà
(rispetto al 20% degli uomini con disabilità e al 16% delle donne senza disabilità e al 15% degli uomini senza disabilità). Dato allarmante, è la pratica, ancora diffusa, della sterilizzazione forzata, in particolare per coloro che vivono in istituti residenziali e psichiatrici. E poi, solo il 48,3% delle donne con disabilità lavora in Europa ed appena il 24% lavora a tempo pieno. Ancora troppo difficile, inoltre, la loro partecipazione e il loro protagonismo politico.


Di qui, le principali richieste contenute nel Manifesto:
- PARTECIPAZIONE POLITICA (diritto di voto e di candidatura alle elezioni europee): le donne con disabilità devono avere il sostegno adeguato e necessario per candidarsi e fare politica a tutti i livelli.
- PORRE FINE ALLA VIOLENZA: criminalizzare la pratica della sterilizzazione forzata e dell’aborto forzato in tutti i Paesi europei.
- LEADERSHIP: le donne e le ragazze con disabilità possono condurre la loro vita come persone indipendenti, godere dei loro diritti nella società e prendere le proprie decisioni.
- VISIBILITA’ ED EMPOWERMENT in tutti gli ambiti della vita (accesso alla giustizia, capacità giuridica, istruzione, sanità, mercato del lavoro, diritti riproduttivi…).
Nell’obiettivo fondamentale di costruire una strategia europea per la piena inclusione e il rispetto dei diritti delle donne con disabilità, AIPD si unisce all’appello del Manifesto che evidenzia il ruolo imprescindibile delle associazioni:
occorre “consultare in modo significativo le organizzazioni di donne con disabilità nella progettazione e nella realizzazione di servizi sociali, infrastrutture pubbliche e sistemi di protezione civile.
Chiediamo a tutti i movimenti femministi di rafforzare le loro azioni, accogliendo le diverse esperienze delle donne con disabilità. In vista delle elezioni europee del 2024, chiediamo all’Unione Europea e ai nostri governi la piena partecipazione delle donne con disabilità come elettrici e candidate a tutte le elezioni, comprese quelle del Parlamento Europeo, nazionali e locali”.


“Le donne con disabilità – ha detto Gianfranco Salbini, presidente di AIPD – si trovano ad affrontare discriminazioni che limitano le loro possibilità professionali e personali. Eppure, noi familiari e noi associazioni, siamo testimoni ogni giorno che molte di loro hanno talenti e abilità uniche da offrire. È fondamentale sensibilizzare i datori di lavoro sull’importanza di offrire opportunità inclusive e di creare ambienti che accolgano e valorizzino la diversità. La lotta per l’uguaglianza e le pari opportunità per le donne con sindrome di Down non riguarda solo loro, ma riguarda l’intera società”.
“Siamo donne, oltre la sindrome c’è di più”:
sono le parole, prese in prestito dall’AIPD, per l’8 Marzo, di Martina Mencuccini; una frase semplice, ma che contiene il bisogno e il diritto fondamentale delle donne con sindrome di Down: essere riconosciute, appunto, in quanto donne, al di là della propria disabilità.





















