La mimosa dell’8 marzo, da 75 anni simbolo dei diritti delle donne

di Agnese Malatesta – Il luminoso fiore della mimosa, che richiama l’8 marzo, sta per compiere 75 anni. Risale infatti al 1946, la nascita per questo primaverile e gioioso fiore a simbolo della celebrazione dei  diritti delle donne. Il compleanno 2021 è comunque un passaggio da condividere anche per altre ricorrenze, come i 110 anni della Giornata internazionale della donna e i 75 anni del voto alle donne in Italia.

Come fu scelta la mimosa?  Lo racconta la stessa ideatrice Marisa Rodano – femminista, antifascista, parlamentare – che pochi giorni fa ha compiuto 100 anni.

Ne parla in un’intervista  tratta da un libro, di prossima uscita, ‘Mimosa in fuga’ (ed. Carthusia): “Era il primo 8 marzo che si celebrava nell’Italia ormai libera e la scelta della mimosa come fiore della Giornata Internazionale della donna venne da sé”.

La mimosa nacque durante una riunione del Comitato direttivo dell’Udi (Unione donne italiane) che aveva all’ordine del giorno proprio la scelta di un fiore-simbolo per l’8 marzo.

“Rammento – ricorda Rodano a Vittoria Tola, già responsabile nazionale dell’Udi – che passammo in rassegna diverse possibilità:

scartato il garofano, già legato al Primo maggio, esclusi gli anemoni perché troppo costosi, la mimosa sembrava convincente, perché almeno nei dintorni di Roma, fioriva abbondante

e poteva esser raccolta senza costi sulle piante che crescevano selvatiche. Fu così, questo il fotogramma che rivedo, che disegnai un approssimativo rametto di minosa con l’apposito punteruolo che incideva la cera, sul cliché, con il quale sarebbe stata ciclostilata la circolare per i comitati provinciali”.

Da allora, 75 anni dopo, la mimosa è ancora un’immagine potente e significativa.

E anche se negli anni è diventato oggetto di semplici omaggi,  anche da parte degli uomini più o meno consapevoli, va ribadito il suo senso vero e profondo: un regalo fra donne per ricordare le lotte comuni.

Insieme alla mimosa,  nel 2021,

compie 75 anni anche il diritto di voto alle donne italiane.

L’occasione furono le elezioni amministrative, il 10 marzo 1946. Fino ad allora le italiane non erano mai entrate nella cabina elettorale, un diritto mancato nel nostro paese ma oramai acquisito in gran parte del mondo già in quegli anni.

110 anni (e più) della Giornata internazionale della donna. Questa celebrazione riprende nel nostro Paese dopo la Liberazione, essendo stata vietata durante il fascismo e la guerra. La giornata internazionale, che come tale – ricorda l’Udi – sarà sancita dall’Onu solo nel 1977, era già stata richiesta nel primo decennio del ‘900, e posta come esigenza emersa dalle manifestazioni delle donne negli ultimi decenni dell’800.

A Copenaghen, nel 1910, una giornata ad hoc sui diritti alle donne fu proposta nei lavori dell’Internazionale socialista da Clara Zetkin, l’esponente socialista tedesca impegnata per l’emancipazione delle donne. Una proposta che però non fu messa ai voti ma fu rilanciata a seguito dell’incendio della fabbrica Triangle, avvenuto a New York il 25 marzo 1911, in cui morirono 123 donne (146 le vittime in totale) che protestavano per le condizioni di sfruttamento.

Solo dopo questa tragedia la Giornata internazionale della donna diventa un riferimento mondiale.

La data dell’8 marzo fu poi fissata da eventi successivi e da celebrazioni che in quel giorno si tennero in Germania, Inghilterra e in Russia e che fissarono definitivamente in questa data la Giornata internazionale della donna, così com’è riconosciuta a livello mondiale.

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Agnese Malatesta
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Agnese Malatesta

Giornalista professionista. Per trent’anni cronista all'Ansa, mi piace raccontare fatti e persone ‘comuni’. Scrivo su B-hop perché quelle storie, forse semplici ma non scontate, e comunque vitali e positive, di solito non fanno la storia del momento ma arricchiscono le vite di tutti. Mi piace pensare che questo sia un modo per contribuire al vivere civile. Sempre attratta dai temi sociali – laureata, più o meno consapevolmente, in Sociologia – guardo con passione alle novità in questo ambito. Ho una predilezione per i fiori, le rose in particolare, e per le scrittrici donne.