di Paolo Madaio – La costante ed inesorabile ascesa dell’Intelligenza Artificiale (AI) sta suscitando grandi dibattiti e generando timori tra i lavoratori.
Secondo un sondaggio condotto dal social network Linkedin su un campione di 10.000 lavoratori di età superiore ai 18 anni, circa il 45% degli intervistati prevede un cambiamento impattante nel proprio lavoro già durante il 2024 e tra questi un terzo si sente sopraffatto dal cambiamento e non in grado di poterlo sostenere.
La metà dei lavoratori intervistati vuole cogliere le opportunità offerte dalla IA ma per il 60% di essi non è stata fornita formazione specifica dalla propria azienda.
Da questo quadro emerge, nei confronti del fenomeno che avanza, forte curiosità e voglia di adattamento da parte dei lavoratori.
Ma, come spesso accade, il mondo del lavoro sconta un atavico ritardo nell’adeguarsi al cambiamento.


Da uno studio realizzato da EY, ManpowerGroup e Sanoma Italia,
da oggi al 2030 aumenterà la domanda di professioni tecniche ed ad alta qualifica (non solo informatiche) e quelle dedicate alla cura ed ai servizi alla persona, orientamento ed inserimento socio-lavorativo.
Di contro caleranno le richieste per gruppi professionali con qualifica più bassa e settori con minore crescita (beni primari, industrie tradizionali).
La domanda di lavoro, secondo lo studio, resterà in crescita per tutto il decennio.
Gli scenari non sono affatto nefasti ma bisogna rendere possibile far incontrare la disponibilità al cambiamento dei lavoratori con le nuove strategie di utilizzo della AI nelle professioni, favorendo l’adattamento della forza lavoro.
E’ cronaca quotidiana (Ai European Act e Commissione Ai per l’informazione in Italia) la necessità di regolamentazione che supporti e metta al riparo da rischi etici che l’AI può comportare nella sua evoluzione futura, soprattutto se pensiamo agli algoritmi di machine learning ed al sempre maggior utilizzo predittivo nei campi di utilizzo più vari.


E’ auspicabile supportare con ogni risorsa la domanda di professioni e competenze nel decennio in corso, al fine di fornire a pubblici decisori, operatori dell’istruzione e della formazione e alle aziende gli strumenti per gli investimenti necessari per cogliere le opportunità e contrastare i rischi connessi alla AI. (articolo di Paolo Madaio)





















