di Fabiola Bonghi – Organizzare un viaggio che tenga conto delle esigenze dei bambini ma non si trasformi in un tour de force tra giostre e parchi divertimenti non è impresa facile, soprattutto per il genitore che, esausto dall’anno lavorativo, cerca nella vacanza anche un tempo in cui rifocillare la mente e sperimentare nuovi percorsi e paesaggi. Non si tratta tuttavia di una missione impossibile: anche un itinerario tra Bretagna e Normandia, se ben pianificato, può offrire occasioni di svago e divertimento sia per i piccoli sia per i loro genitori.
Uno dei primi punti da tenere in considerazione è quello di proporre anche le mete più impegnative veicolandole ai bambini in un modo che possa interessarli, ed offrire loro anche momenti e luoghi di gioco e di relax.
E’ inoltre consigliabile, in un viaggio a tappe, fare in modo che queste ultime non comportino tragitti troppo lunghi, che giocoforza diverrebbero noiosi e pesanti: è il caso di questo itinerario, dove le singole mete distano al massimo due ore o poco più l’una dall’altra.
Dirigendosi da Parigi, raggiunta in aereo, verso la costa della Normandia, è possibile raggiungere in poco più di un’ora Giverny, dove visitare la casa di Claude Monet e gli smaglianti, freschi giardini, e proseguire verso Rouen, dove ammirare la cattedrale che ospita non solo le spoglie di Rollone, vichingo primo conte della Normandia, ma anche il cuore di Riccardo Cuor di Leone.


Un altro po’ di strada e si raggiunge finalmente la costa, a Deauville: la ridente cittadina, con una lunghissima spiaggia dove lasciamo i bambini liberi di correre e giocare, ospita di fianco ad essa un piccolo parco giochi in cui si trova un’enorme scultura – una testa con lo sguardo rivolto verso il mare.
A poca distanza si trova Honfleur, dove ammirare le famose case a graticcio, per poi spostarsi ad Etretat, famosa per le falesie più iconiche di Francia.


La tappa successiva prevede una sosta a Bayeux, dove è conservato il famosissimo arazzo, risalente più o meno all’anno mille e lungo circa 70 metri, che ritrae la conquista dell’Inghilterra da parte di Guglielmo. Per gli amanti del Medioevo la suggestione è fortissima: ammirarne una testimonianza così diretta fa sentire catapultati in un altro affascinante mondo.
Una breve passeggiata lungo il fiume Aure, dove sorgevano le antiche case dei tintori, e si raggiunge la cattedrale della città, con le mura traforate da vivide vetrate.


Una delle tappe più significative di questa parte del viaggio è Saint Malo: l’antica città portuale è stata ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, ma il suo spirito antico rimane intatto ed immediatamente percepibile. Il camminamento delle mura è liberamente accessibile e consente di godere una vista dall’alto sia della zona entro le mura che delle acque circostanti, e da esso si può in più punti scendere nelle viuzze della città, concludendo la visita con un giro in trenino per vedere ciò che ancora ci era sfuggito. La cattedrale gotica è impreziosita da quadri contemporanei in stile figurativo che riecheggiano l’atmosfera del mondo cortese. Perché non si è né normanni né francesi se si è nati qui, recita un antico proverbio del luogo, ma maluini!
Poco distante da Saint Malo si trova Dinan, piccolo gioiello medievale, dove una suggestiva passeggiata per una lunga strada acciottolata fiancheggiata da casette e botteghe di artisti conduce fino al fiume.


E finalmente si arriva a Mont Saint Michel. La cittadina, con la sua stupefacente abbazia, non ha bisogno di presentazioni: il suo fascino fa passare sopra alla folla che la invade in ogni dove. Nell’abbazia è possibile ammirare un vero scriptorium: è facile immaginare i monaci amanuensi che vergavano le loro opere d’arte in questi spazi ampi e luminosi.
Il chiostro che introduce alle prime sale è una poesia ricamata in pietra, le terrazze offrono una vista impareggiabile sulla costa spazzata dal vento, dove lo sguardo può spaziare liberamente per centinaia di metri.


Il giorno successivo si raggiunge Nantes: anche qui la cattedrale è meritevole di una visita approfondita.
Per concedere un po’ di divertimento ai bambini Nantes offre delle rinomate giostre, dove un elefante meccanico alto 16 metri trasporta turisti grandi e piccoli sul dorso, inondando quelli rimasti a terra con getti d’acqua. Dopo un giro al Carosello Marino poco distante, in stile steam punk, una cena a base di moules (cozze) da Leòn e si è pronti per proseguire l’itinerario.
A meno di un’ora di distanza da Nantes si trova Angers, cittadina di origine degli Angiò. Presso il palazzo ducale è attualmente allestita una singolare mostra sulle sirene e sulla interpretazione che ne hanno dato tanti valenti artisti. Quindi è nuovamente la volta di un arazzo, noto come la Tapisserie, lungo circa 100 metri e realizzato su commissione del re di Francia alla fine del XIV secolo, con soggetto l’Apocalisse. Un sogno, anche se diversissimo da quello di Bayeux. D’altronde li separano circa 400 anni!
La visita si conclude con un giro alla cattedrale di Saint Maurice, con un grande pulpito ligneo intarsiato in noce, e un altare barocco, sormontato da un baldacchino sorretto da colonne di marmo rosso.
Il giorno dopo si può dedicare a Tours, percorrendone le viuzze fino a raggiungere Place Plumerau, circondata dalle tipiche case a graticcio. A poca distanza si trova Amboise, dove morì Leonardo da Vinci, unica tappa dell’itinerario nella zona dei Castelli della Loira. Qui un ampio viale lastricato di pietra bianca porta al maniero, che domina la cittadina dall’alto.
In circa un’ora e mezzo di auto si raggiunge quindi Orleans, dove morì Giovanna d’Arco. La fine del viaggio si avvicina: nella cattedrale, in stile gotico le vetrate di età diverse raccontano il processo alla santa, e nella piazza centrale – dove bambini accaldati si rincorrono – una fontana che zampilla dalla pavimentazione in pietra offre ai piccoli sollievo dal caldo.
Congiungendo la fine del viaggio con l’inizio si torna a Parigi. Le attrattive di questa città sono innumerevoli, anche se visitarla durante le Olimpiadi restringe il campo di ciò che è possibile fare. La Tour Eiffel, anche se vista solo dall’esplanade (negli ultimi anni ambientazione di un famoso cartone animato), cattura anche l’interesse dei piccoli.
Da qui è possibile arrivare a piedi, con una passeggiata di circa tre chilometri, alla chiesa di Saint Sulpice, la più grande della città, forse l’unica in stile classico. Sulla piazza su cui da la cattedrale una brasserie offre riposo e riparo ai turisti.


In un viaggio con bambini l’ultima tappa sarà Disneyland! Consigliamo di arrivare presto – il parco apre alle 9.30 – e cominciare dalle attrazioni più lontane dall’ingresso, per evitare la calca. Il castello della Bella Addormentata, il labirinto di Alice nel paese delle meraviglie, la casa dei Pirati e il Volo di Peter Pan, seconda stella a destra e poi dritto fino all’Isola che non c’è, offrono inesauribile fonte di divertimento anche ai grandi. Con un giro a Small World si conclude il viaggio, e si è pronti per il ritorno.
Mettendo in conto qualche imprevisto, viaggiare con i bambini è possibile e gratificante, anche in un viaggio con mete interessanti per tutti: nonostante la pianificazione, il contrattempo può essere dietro l’angolo. Ma un’esperienza così è destinata a rimanere una fonte di bei ricordi per gli anni a venire!





















