reportage di Patrizia Caiffa – Il nome di questa città, Fianarantsoa, porta con sé una promessa: in malgascio significa “la città dove si impara il bene”. Per arrivare fino a qui, nel sud del Madagascar, servono due giorni di viaggio dalla capitale Antananarivo, sfidando strade con buche talmente grandi da sembrare crateri lunari tra indaffarati villaggi.
Un Paese ricchissimo di risorse ma impoverito
In Madagascar il 75% della popolazione è al di sotto della soglia della povertà, e sopravvive coltivando risaie o allevando zebù. La sanità pubblica è praticamente inesistente e quella privata è inaccessibile per chi vive alla giornata per portare a casa il cibo quotidiano. Chi lavora ha uno stipendio medio di 40/50 euro al mese.
La corruzione a tutti i livelli è un malcostume diffuso e nonostante il Paese sia ricchissimo di oro, coltan, zaffiri, la popolazione non ne beneficia minimamente. Agiscono intermediari di politici o imprenditori locali che rivendono le preziose risorse all’estero- in Giappone, Thailandia – a dieci volte il prezzo originario. Paesi come la Russia, la Francia, la Cina, gli Stati Uniti hanno diversi interessi in Madagascar.


La “pazzia” che porta avanti i sogni
È qui che la cronaca della povertà si trasforma in una narrazione di possibilità grazie all’opera del dottor Francesco Cimino, medico chirurgo ortopedico, e della sua Ong “La Vita per te”. Il visionario dottor Cimino conosce e ama profondamente il Madagascar: anni fa ha addirittura deciso di lasciare il suo impiego negli ospedali modenesi per trasferirsi e lavorare a tempo pieno tra Fianarantsoa e Antananarivo.
“Una scelta che rifarei altre cento volte”,
confida a B-Hop.


Tutto è nato, racconta, “25 anni fa da un momento di pazzia” e poco dopo l’adozione di due bellissimi bambini malgasci, oggi due giovani trentenni. “Mi sono sentito subito in debito nei confronti di questo Paese. L’attività di ortopedico in Italia mi faceva sentire fuori posto. Ero più uno psichiatra che si confrontava con malattie somatizzate.
Qui i bisogni sono enormi e reali: si salvano veramente delle vite. Anche se è una realtà molto povera e difficile ci si sente veramente utili”.


Oltre le incertezze della politica
Intanto il Paese cerca faticosamente di voltare pagina dopo le proteste di ottobre della “Generazione Z” e il colpo di stato soft che ha mandato in esilio dorato il presidente André Rajoelina, che governava da anni.
Ora è alla guida del Paese il colonnello Michael Randrianirina, che dopo cinque mesi ha deciso di destituire il precedente primo ministro e nominare al suo posto Mamitiana Rajaonarison, capo dell’autorità antiriciclaggio e anticorruzione del paese. Randrianirina ha promesso nuove elezioni.
I giovani non sono ancora rappresentati nel nuovo governo e il clima che si respira è sospeso. Molti pensano che non sia cambiato nulla, solo le facce al potere, mentre i problemi del Paese permangono.
In questo scenario di incertezza, l’Ong continua la sua azione incisiva e silenziosa, rivendicando una preziosa indipendenza politica che permette di essere liberi, anche a costo di sacrificare alcuni programmi quando i fondi scarseggiano.
Le missioni chirurgiche ortopediche
Oggi “La Vita per te” coordina tre centri e impiega 200 dipendenti, tutti malgasci. L’obiettivo è che i progetti possano camminare con le proprie gambe. La vera “magia” avviene durante le missioni chirurgiche ortopediche, due o tre volte l’anno.
Qui arrivano bambini con malformazioni gravi, spesso orfani o che vivono in strada, che non hanno mai potuto camminare. Il percorso non è un semplice intervento chirurgico: è una presa in carico totale che dura almeno due anni, includendo fisioterapia, scolarizzazione e alimentazione corretta.
“Vedere un bambino con i piedi completamente deformati e poi, dopo l’intervento, raddrizzati, è un’esperienza fortissima”, raccontano Maria, Eugenio e Sara, tre dei cinque giovani che stanno svolgendo qui il servizio civile internazionale per un anno grazie al Coordinamento nazionale di 34 Ong Cipsi.


Prevenzione oncologica: una speranza per le donne
Un altro fronte di questa battaglia per la vita è il Centro medico Rex, un edificio bianco e azzurro con l’ingresso rosa, simbolo di accoglienza per le donne. In Madagascar, il tasso di tumori femminili è altissimo, spesso a causa di gravidanze precoci e scarsa igiene.
Ci accoglie Felana Rabotomanasa, responsabile delle missioni sanitarie, spiegando che la sfida più grande è l’ignoranza: “Molte donne pensano che tutto possa essere curato con le piante e la medicina tradizionale. Che è utilissima per situazioni come la febbre o il mal di pancia, ma difficilmente può sfidare il cancro”.
Attraverso missioni che possono durare anche un mese,con un truck e strumenti per la mammografia e i pap test, nelle zone più remote del Paese, l’Ong ha eseguito in 16 anni un milione di screening.
Sono state raggiunte 16 su 23 regioni del Madagascar, quest’anno se ne aggiungeranno altre tre.
“Spesso i tumori vengono individuati in fase precoce e basta una piccola rimozione per curarli”,
spiega Felana, trasformando quella che sarebbe una condanna a morte in una storia di guarigione possibile.


Un modello di comunità
L’approccio di “La Vita per te” si estende anche al sociale con il progetto Miaraka, che accoglie minori vulnerabili e ragazzi di strada, seguendoli fino all’autonomia e, in alcuni casi, fino all’università. C’è poi la coltivazione della moringa, una pianta altamente nutritiva usata per combattere la malnutrizione, e il progetto Ilena per migliorare le condizioni di vita della comunità locale con agricoltura sociale, allevamento, sanità ed educazione. . Tra le altre iniziative, un laboratorio di analisi gratuito che sarà inaugurato a breve e programmi radiofonici su emittenti locali – la radio è il mezzo più utilizzato dalla popolazione – per sensibilizzare e informare sulla prevenzione oncologica.
Il dottor Cimino non cerca eroi, ma collaboratori, a cui delega molte responsabilità. Il suo appello – rivolto anche a medici ortopedici disposti a partecipare alle missioni chirurgiche – è un invito a rompere l’isolamento di un Madagascar dimenticato da tutti:
“Non ha importanza cosa si sa fare, è sufficiente avere cuore e fiducia che tutto è possibile se si lavora insieme”.
In questa città “dove si impara il bene”, la lezione più grande è che, anche se si riesce a salvare un solo bambino, ne vale sempre la pena.
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