di Margherita Vetrano – Non è immediatamente facile rispondere alla domanda “Cosa sono i luoghi del cuore?” perché non esiste una sola risposta.
Ascolta “I luoghi del cuore: cosa sono e perché sono importanti?” su Spreaker.
Si può genericamente indicare come luogo del cuore, il posto nel quale il cuore riposa e trova pace.
Un luogo legato a dei ricordi, che colpisca l’emotività o che sia un obiettivo al quale tendere.
Il luogo del cuore può essere un luogo fisico oppure uno stato mentale o emotivo.
Fra i luoghi più belli al mondo, sono stati citati la grande distesa desertica del Salar de Ujuni in Bolivia, le Grotte di Waitomo in Nuova Zelanda e i Monti Zanghye Danxia in Cina.


Luoghi talmente particolari da non poter essere altro che attraenti e magici per ogni visitatore.
Luoghi affascinanti, atavici e profondi dai quali non vorremmo andar via e per i quali sentiamo un’attrazione particolare.
Viaggiando è possibile esplorare nuove terre e rimanere affascinati da ciò che si visita: un panorama, una chiesa o una costruzione.
Il deserto spazzato dal vento, una casetta in montagna o una spiaggia bagnata dalle onde del mare.
Ma si può trovare il luogo del cuore anche in posti più vicini. Può capitare di trovarsi per la prima volta in un luogo e sentirlo nostro, come se lo avessimo sempre abitato e sentire di trarne energia rigenerativa.
I luoghi del cuore sono un richiamo di appartenenza a volte collegati all’impatto emotivo della scoperta ma a volte sono tali per la storia che ci lega a loro.
Per chi è lontano da casa, il luogo del cuore può essere il paese natale.
Un ritorno alle origini, agli affetti che ci hanno cullati e visti bambini; luoghi nei quali la nostra versione adulta non entra perché sconosciuta.
Un nido al quale tornare quando c’è bisogno di silenzio intorno a noi, quando la vita ci chiede il conto e ci sentiamo in gabbia ma, solo in quel preciso luogo, ci sentiamo ancora al sicuro.
Che sia vicino o lontano molti chilometri, il nostro El Dorado intimo promette ristoro e rinascita quando tutto intorno ci nega spazio.
La casa dei nonni, il cortile in cui si giocava, le mura scrostate della scuola. Il ritorno può essere un bagno nella propria storia per ricordare chi siamo e da dove veniamo. Ed ecco che il luogo fisico diventa ricordo, malinconia, emozione.


Diventa le persone che sono rimaste e ci parlano di noi. Che ci ricordano dei tempi dei quali noi stessi non abbiamo più memoria e con i quali basta uno sguardo per recuperare la distanza degli anni che ci hanno cambiati, lasciandoci uguali a noi stessi.
Quando quel luogo non esiste più, resta il ricordo e l’immagine che ne serbiamo nella mente.
Il cinema ha spesso tratteggiato i luoghi del cuore.
Giuseppe Tornatore in Nuovo Cinema Paradiso racconta una Sicilia perduta attraverso il ritorno e il ricordo del piccolo Totò. Ancor prima Victor Fleming raccontava del legame fatale fra Rossella O’Hara e la sua piantagione Tara in Via col vento.
Eppure, lo stesso sentimento che ci lega a quel luogo può essere attrazione ma anche distacco.
Allontanarsi e poi tornare può tracciare una distanza siderale tra l’io presente e quello passato.
“Non c’è niente come tornare in un luogo che non è cambiato, per rendersi conto di quanto sei cambiato”.
diceva Nelson Mandela.
Non sempre il luogo del cuore è un luogo fisico; esso può essere abitato in noi stessi, in ciò che siamo diventati e in ciò che proviamo.
Può essere un’emozione alla quale tornare, una persona che ci ispira o un sentimento che ci fa sentire a casa ovunque andiamo.
Se la frase “casa è il luogo dove il cuore tace” è vera, è altrettanto vero il suo significato. Il luogo in cui troviamo rifugio, quello in cui possiamo essere noi stessi e relazionarci con le persone che amiamo, lontani dalle costrizioni e dai cliché.
La famosa pittrice messicana Frida Kahlo così si esprimeva in merito: “Sento che siamo stati insieme fin dal nostro luogo di origine, che siamo della stessa materia, delle stesse onde, che portiamo dentro lo stesso istinto”.


Ognuno ha il suo luogo del cuore, in cui meditare, riposare ed abbandonarsi alla pace. Basta trovarlo.
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