reportage di Daniele Poto – Un viaggio in caicco in Grecia è il perfetto e più economico surrogato dell’invenzione originale: la crociera cultural-turistica in Turchia. Più costosa per la maggiore distanza, più problematica per la logistica.
Invece per i nostri vicini di mare il trasferimento contempla un volo diretto da Roma a Corfù di un’ora e mezzo di durata. Lì comincia la scorribanda tra le isole Ionie, in un continuo rimbalzo tra queste e la terraferma, toccando Sivota, Mourtos, Paxos, Antipaxos, Parga.


E in alto mare su un’imbarcazione di 22 metri con tre uomini tuttofare di equipaggio a bordo e nove passeggeri (tre italiani, sei inglesi) ti rendi perfettamente conto che
non basterà una vita per visitare le isole greche che sono 9617 offrendo un fronte di coste enormemente superiore a quello italiano.
Sarà per questo che qui è tutto più friendly.
Occupi un lettino sulla spiaggia: non paghi anticipatamente, forse verrà l’esercente a chiederti il pagamento. Forse ma non è sicuro, forse non passerà.
Peraltro il costo della vita è similare a quello italiano: ristoranti, alberghi, spesa al mercato etc. A Atene si spende di meno per le leggi della concorrenza. Ma
sulle isole greche spendi sempre meno che a Ponza o alla Tremiti.


E ti chiedi come faccia la Grecia con un tasso di crescita negativo in capo agli ultimi cinque anni (-0,3) a viaggiare di comune accordo con l’Unione europea da quando ha rinnegato la dracma in favore dell’euro. Ti rispondi da solo: perché qui è tutto turismo.
Le risorse nazionali all’87% sono assorbite dalla valorizzazione dei mari.
Basti dire che a Santorini, abitata in inverno da 20.000 greci, si registrano un milione e mezzo di presenze.
E’ in questi luoghi alla moda (Mykonos, Rodi anche Paxos) che il il turismo diventa overtourism. Ma del resto non c’è altra scelta per sopravvivere e andare incontro alla gogna del prossimo riarmo proposto dalla Von der Leyen.


E parlando di prospettiva bellica ti chiedi come sia stato possibile per Mussolini risolvere così superficialmente la questione dell’invasione della Grecia all’altezza della seconda guerra mondiale, visto lo sviluppo delle isole e la loro impossibile controllabilità. Con i risultati che conosciamo.
Il piacere di un bagno in alto mare, in un mare ovviamente pulito perché l’industria non manda scorie nell’acqua, è sicuramente impagabile.
E ti senti un privilegiato sul tuo piccolo caicco rispetto ai giganti del mare come Costa crociere e Msc che fanno tappa a Corfù ma certo non possono concedere alle migliaia di abitanti che popolano le navi il gusto di un’incursione in un’insenatura come Blue Lagoon.
L’assenza di meduse (e anche di delfini) rende piacevole la navigazione. Prendi il sole, nuoti, scendi a terra e conosci. Colazione e pranzo a bordo, cena libera a terra. E per l’occasione rivedi i tuoi luoghi comuni sulla Grecia.


Gli italiani non sono più al primo posto nella frequentazione turistica della nazione.
Ci hanno ampiamente scavalcato gli inglesi che qui rispetto al loro tenore di vita trovano il Bengodi e ampio spazio per le loro abituali divagazioni alcoliche con la Metaxa (il Cognac greco), l’Ouzo, l’ormai universale Spritz.
Nella crociera difficile trovare interlocutori che parlassero italiano. Domina la lingua del Paese che è uscito dalla Brexit. E rivedi i luoghi comuni. E’ quasi introvabile ormai il sempre minaccioso vino resinato (la mitica Demestica) ed è obsoleta l’antica frase: “Italiani/greci: una faccia una razza”.
Che in linea con i tempi attuali si potrebbe virare sul versante italiano in “Italiani/greci: una faccia una razzia” visto il carattere rapace del turismo.
Il piacere della conoscenza si amplia se mentre viaggi leggi Petros Markaris lo scrittore che con l’invenzione dell’ispettore Charitos ci ha spalancato verità sul mondo ellenico.
La Grecia è dunque una nazione viva, un po’ frustrata per la “purga europea” ma comunque vitale e in cerca di rivincite.
A terra campetti da basket un po’ ovunque, come non ci sono in Italia. E poi ti ripaghi anche con il piacere del cibo, poco raffinato magari ma essenziale: moussaka, souvlaku, gyros (il parente del kebab), il pasticcio, varietà di pesce a prezzo modico.
Alla fine non ce la farai più a mangiare sardine (una porzione a dieci euro), quel piatto della cucina di pesce povera che i ristoratori italiani ti negano per mancanza di convenienza commerciale. In definitiva una crociera riuscita e particolare a un prezzo accessibile a molte tasche.
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