di Valerio Carbone – L’autostima è l’insieme dei giudizi soggettivi e delle valutazioni che l’individuo dà di se stesso. Rappresenta il grado di apprezzamento, rispetto e fiducia che una persona nutre nei confronti della propria identità, capacità e valore personale. Pertanto, essa influisce sul modo in cui ci si percepisce, in cui affrontiamo le nostre sfide quotidiane e interagiamo con gli altri.
Il senso di autostima deriva dal nostro bagaglio di conoscenze, dalla conoscenza di sé e delle situazioni vissute, dagli elementi affettivi che vanno ad influenzare la nostra sensibilità nel provare e ricevere sentimenti, dagli elementi sociali che condizionano l’appartenenza a qualche gruppo e la possibilità di ricevere o meno l’approvazione dai suoi membri. Essa si lega maggiormente a ciò che ognuno sente e pensa a proposito di se stesso più che a quello che gli altri pensano di noi.
Avere una sana autostima ci fa sentire più apprezzati, aumenta la fiducia nelle nostre capacità, così come le nostre prestazioni, il benessere e la salute psicologica generale. Implica un equilibrio tra l’accettazione delle nostre debolezze e la consapevolezza delle proprie qualità da mettere in campo nelle difficoltà e nelle sfide della vita.
La caratteristica fondamentale dell’autostima è di essere una percezione prettamente soggettiva e, in quanto tale, mutevole e dinamica nel tempo. Il senso di autostima deriva dalle relazioni che ognuno interiorizza e rielabora sin dalla più tenera età.
Quando i bambini sviluppano infatti una buona autostima, questo facilita la loro crescita come individui anche nella vita adulta. I bambini con scarsa autostima tendono invece a essere più timidi e ad avere, col tempo, meno interessi, amicizie e interazioni.


Coltivare l’autostima dei bambini non significa tuttavia proteggerli dalle difficoltà e dagli eventuali insuccessi, ma insegnare loro a non aver paura di agire e di sperimentare nuove strategie anche di fronte agli insuccessi per sviluppare competenze che potranno essere preziose nel proseguo della vita.
I bambini con scarsa autostima sono generalmente quelli che hanno sperimentato qualcosa che ha fatto interiorizzare loro il fatto di essere di poco valore o di non essere abbastanza degni d’amore. Sono bambini con un vissuto di deprivazione affettiva o di trascuratezza all’interno di famiglie problematiche dove l’affetto non viene espresso in modo supportivo e accogliente, oppure bambini con esperienze consuete metabolizzate però in maniera distorta (come per esempio la gelosia verso i fratelli).
Ma come possono i genitori riconoscere una bassa autostima nei bambini e come aiutarli a mantenerla positiva? Ecco sette indizi sospetti:
- Utilizzare un linguaggio negativo nei confronti di sé: uno dei principali segnali è il modo in cui parlano di se stessi. I bambini con molte insicurezze, infatti, possono spesso definirsi “stupidi” o “brutti”, per non dire di peggio;
- Paragonarsi agli altri: paragonarsi troppo spesso agli amichetti e rimanere feriti del confronto è un altro segnale da tenere in considerazione;
- Preoccuparsi troppo dell’opinione degli altri: come per gli adulti, anche i bambini con scarsa autostima tendono a dare troppa importanza a ciò che gli altri pensano di loro;
- Avere costanti sbalzi d’umore: molti bambini che non credono abbastanza in se stessi possono virare molto velocemente in emozioni quali la rabbia, la frustrazione o la tristezza;
- Evitare contesti sociali: i bambini con bassa autostima ricorrono spesso al cosiddetto “ritiro sociale” preferendo trascorrere più tempo da soli piuttosto che affrontare i propri coetanei (anche rispetto ai contesti ludici);
- Avere troppa paura di fallire: sentirsi pochi sicuri delle proprie capacità, oltre che amplificare le ansie e le preoccupazioni, espone maggiormente i bambini al fallimento e all’insuccesso;
- Andare incontro a progressiva diminuzione del rendimento: i bambini con scarsa autostima tendono a mettere in atto veri e propri comportamenti di autosabotaggio che ostacolano l’apprendimento e lo sviluppo personale.


La bassa autostima nei bambini, tuttavia, non sempre dà luogo a comportamenti passivi e remissivi (come il subire gli altri, il non essere in grado di dire la propria, l’avere difficoltà nel prendere decisioni, il pensare che gli altri siano migliori di noi, eccetera) ma al loro esatto contrario. Un comportamento particolarmente aggressivo, soprattutto se reiterato, è altresì un segnale di scarsa autostima.
Il non rispettare o il violare i diritti altrui, l’essere convinti di non sbagliare mai, l’attribuire i propri errori agli altri, l’ipervalutazione di sé, la non accettazione dell’altrui punto di vista, il colpevolizzare, il maltrattare, il bullizzare sono modi attraverso cui molti bambini con problemi di autostima cercano di difendere se stessi dagli altri.
Qualsiasi sia la forma con cui si possono manifestare i problemi di autostima rimane
fondamentale, per genitori ed educatori, lavorare sul senso di autoefficacia (ovvero la percezione di sentirsi capaci di fare le cose) dei bambini.
Sarà pertanto importante educare: all’accettazione del gruppo dei pari, alla soddisfazione rispetto alle proprie abilità, diversità e potenzialità, alla tolleranza delle frustrazioni e degli insuccessi e, infine, all’espressione emotiva (anche di quella gamma di emozioni spiacevoli e negative che, se inibite, possono concorrere alla sensazione di essere sbagliati, di poco valore e dunque di non meritare amore).
Se hai necessità di un aiuto o di un supporto genitoriale, non esitare a contattarmi.
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