di Margherita Vetrano – “La nutrizione gentile è un titolo che è stato scelto con molta cura. E’ in linea con tutto il messaggio veicolato attraverso il libro”: così esordisce Elena Cocchiara, biologa nutrizionista, specializzata in genetica medica e bioterapia nutrizionale.
Ascolta “Elena Cocchiara, “la nutrizione gentile per salvare uomo e pianeta”” su Spreaker.
“Si parla di nutrizione poichè il nutrimento è qualcosa che va oltre gli alimenti. Ci nutriamo di tutto ciò che compone le nostre giornate”.
Cocchiara, divulgatrice appassionata, da anni promuove il concetto di “salute unica”, secondo cui la salute umana e quella del pianeta sono strettamente interconnesse. Membro del comitato scientifico di Earth Day Italia, ha ideato percorsi educativi e laboratori per famiglie e scuole, volti a diffondere pratiche alimentari sane e sostenibili.
Il suo libro La nutrizione gentile, edito da Intermezzi Editore, uscito il 15 aprile, approfondisce proprio questi temi.


Il libro è un’esortazione a far pace con noi stessi, partendo dal rapporto con il cibo, in armonia con il pianeta. Uno spunto per sentirsi in armonia con l’ambiente e parte attiva di una rivoluzione che parta dal piatto.
“Un boccone alla volta, un passo alla volta, possiamo costruire un mondo più verde e sano per noi e per le generazioni future”, scrive.
“Nutrizione gentile vuol dire nutrirsi, vivere perciò attraverso scelte alimentari e di vita gentili”, spiega a B-Hop.
Il libro si rivolge a tutti. L’obiettivo è di creare un piccolo volume di facile fruizione, snello e di agile lettura.
I toni del verde pastello usati nella grafica, lo rendono invitante per chiunque voglia fare un passo in più di consapevolezza rispetto a quello che le nostre scelte alimentari e quelle correlate, implicano per il Pianeta.
“Si rivolge a tutti perché il concetto alla base del libro è quello di salute unica, quella umana e quella del pianeta che ci riguardano in ugual misura”, puntualizza.
Per chiunque si metta alla lettura e qualunque siano le sue scelte, vegano od onnivoro, lo spunto di riflessione c’è. Può essere un buon alleato soprattutto per chi non ha escluso totalmente le proteine dalla sua alimentazione perché è proprio in quel caso che è richiesta una maggior attenzione rispetto alle scelte di consumo.
Chi continua a consumare le proteine può voler evitare di rimanere acritico prendendo una posizione.
Laureata in Biologia, formatasi poi come nutrizionista, Elena Cocchiara viene dal mondo della Ricerca. Gli approfondimenti sulle tematiche legate all’alimentazione l’hanno poi fatta appassionare alla sana alimentazione e a percorsi di consapevolezza alimentare. La sua adesione a Earth Day Italia è proprio legata alla volontà di intervenire per la sensibilizzazione della popolazione rispetto alla salute del pianeta.
Nella sua lunga esperienza in campo di alimentazione e sostenibilità, vanta la partecipazione sin dagli esordi al format Villaggio per la terra, grande manifestazione di sensibilizzazione alla sostenibilità ambientale nella quale presta la sua professionalità per la formazione di una coscienza sostenibile, passando per punti cardine come Agenda 2030.


Il libro si rivolge a tutti ma i lettori sono soprattutto le giovani generazioni, che vi si accostano più istintivamente. “Andrebbe letto da adulti e bambini, per formarli sin da piccoli”, precisa.
Semplicissimo nel linguaggio, è un volume divulgativo che si propone di essere accessibile a tutti. Alcuni capitoli hanno richiesto diverse revisioni per rendere le tematiche trattate di facile fruizione.
Temi come l’epigenetica o il microbiota intestinale non sono elusi ma trattati con semplicità.
Nel lavoro della nutrizionista l’incontro coi giovani che scelgono di mangiare in maniera più consapevole è quotidiano.
Non per problematiche salutiste o di immagine ma perché vogliono imparare a nutrirsi in maniera consapevole.
“Mi sento privilegiata – ammette – perché entro nelle cucine delle persone che si affidano a me. Inoltre credo che questo volume possa aiutare chiunque ad essere di ispirazione e d’esempio agli altri. Ci sono molte idee pratiche e spunti concreti da attuare, sin dalle prime pagine!“.
L’importanza del cambiamento è – a suo parere – affidato non solo agli addetti ai lavori come lei ma anche e soprattutto alle persone che con il loro esempio possono stimolare chi li circonda e ne osserva le scelte. Ritiene importante che parta in questo modo una rivoluzione silenziosa per arrivare il più possibile a tutti.
“E’ noto che la prevenzione dei disturbi alimentari inizia a tavola e un’alimentazione consapevole può aiutare a prevenirli, non solo a curarli”.
Reputa che parlare di stagionalità a tavola è qualcosa di prezioso perché si mantiene vivo il legame con la natura e con la terra. Sebbene il tema dei disturbi alimentari sia inficiato da cause multifattoriali, nota che un consumo consapevole degli alimenti, in sintonia con la natura, possa mantenere la persona in armonia con l’ambiente, riferendo a ciò di cui il nostro corpo ha bisogno.
“Se in inverno, quando sono più frequenti i raffreddori, la natura abbonda di agrumi, ricchi di vitamina C, utile per combatterli, nel caldo estivo produce frutta e verdura ricchissime di acqua e sali minerali, sufficienti a reidratarci. Scoprire questo semplice legame è qualcosa di molto potente!”
Nel libro la biologa nutrizionista racconta come da bambina il padre le abbia insegnato che nei semi del cachi ci fossero delle “posatine” (una leggenda che parla di piccole posate utili a prevedere l’andamento dell’inverno). L’attesa dell’autunno, mese di maturazione del frutto, era quindi volto al loro ottenimento, precluso in altre stagioni. Questi semplici riferimenti di vita vissuta rimandano ad un’educazione alla stagionalità e alla consapevolezza dei frutti della terra che può nascere sin da piccoli.
Il libro contiene anche un piccolo ricettario come guida pratica all’applicazione delle indicazioni raccolte.
Per Elena, la domanda da porsi, in un’epoca di falsi miti rispetto all’alimentazione corretta e al mangiare green a tutti i costi è “Com’è possibile restare sani in un pianeta malato?“
Per quanto si possano compiere scelte dettate dalle mode alimentari, la vera bussola che orienta dev’essere il considerarci tutt’uno con l’ambiente.
Un’ottimo strumento per lei è la consultazione del packaging; parole come light, bio o sugar-free devono avere rispondenza sull’etichetta, rispetto agli ingredienti. Se questo riscontro non c’è, è opportuno cambiare direzione.
La forza della scelta è un grande potere da esercitare.
“Oggi va molto di moda il consumo di proteine e di prodotti addizionati ma il nostro organismo non è progettato per esserne sovraccaricato. Ci vuole una ricerca di equilibrio. Il libro però non fornisce uno schema alimentare”, puntualizza” ma si riferisce ad uno strumento chiamato il piatto della salute.”
Il piatto della salute di Harvard dà una misura visiva della composizione di un pasto e la biologa nutrizionista lo ha recuperato, citato ed arricchito con scelte sostenibili.


“I falsi miti alimentari ci sono ed è difficile individuarli. Le mode alimentari sono tante e bisogna sapere da cosa partire e gestire questi punti fermi con scelte consapevoli – sottolinea -, Mangiare cosa e perché è la vera scelta da fare”. La bibliografia richiama oltre 100 pubblicazioni a supporto della teoria della dottoressa.
Il suo consiglio per stimolare le nuove generazioni è quello di coltivare qualcosa a casa; che sia un’erba aromatica o una pianta di peperoncino pur di far toccare la terra ai ragazzi anche in un balconcino di città.
L’importanza di coltivare, curare, veder crescere e consumare il frutto della terra, può essere la giusta scuola per le generazioni future.
“Farlo insieme ai nostri figli può essere la giusta strada che può dipanarsi come cerchi d’onda verso qualcosa di più grande”.
“C’è speranza per il pianeta ma dobbiamo e possiamo fare la nostra parte, cominciando da adesso e se lo si fa insieme, sarà più facile”.
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