di Agnese Malatesta – Sono dottori che non fanno iniezioni né somministrano medicine o ipotizza diagnosi. Per questi dottori, gli unici strumenti di lavoro sono il naso rosso, il sorriso, la battuta: così riescono a far sentire curati i piccoli pazienti e i loro familiari. Sono i clowndottori, professionisti formati per alleggerire il ricovero in ospedale dei bambini.
Alla loro attività è dedicato il cortometraggio dal titolo “Noi e Nina”, presentato in anteprima durante la XIX Festa del Cinema di Roma. Nina, che dà il titolo al corto, è una giovane di 25 anni, vive a Roma ed è una studentessa di biologia informatica.
Scritto da Simona Sparaco, già candidata al premio Strega per “Nessuno sa di noi”, con la regia di Sacha Ippoliti ed Evelina Manna, il corto è prodotto dalla Moodyproduction, casa di produzione cinematografica con all’attivo anche altri lavori dedicati ai temi sociali.
Ad introdurre la storia sono le parole di Mattia, figlio di una clowndottoressa.
È lui a raccontare come la sua mamma entra in punta di piedi nei reparti ospedalieri per far ridere i piccoli pazienti, equipaggiata da una valigia piena di strumenti magici, musicali, burattini e oggetti buffi.
Ma oltre alla narrazione, il corto dà voce a chi nella vita di tutti i giorni offre una “medicina” speciale, il sorriso. Sono gli artisti della associazione Magicaburla ets che scelgono di lavorare in contesti dove questo tipo di intrattenimento può alleviare le sofferenze.
Chi indossa il camice colorato, il naso da pagliaccio e in ospedale si fa chiamare dottoressa Milù o Magicaburla.
“La terapia del sorriso è un ponte tra l’esperienza dell’ospedalizzazione del bambino e il mondo colorato dell’infanzia che può servire a rendere il ricordo di quei momenti meno traumatico e più dolce.
Questa è la sua forza – dice Cristiana De Maio, presidente di Magicaburla Ets – Negli ultimi vent’anni, la clownterapia è diventata una presenza costante grazie anche all’impegno di chi, come noi, ogni giorno garantisce professionalità, presenza e sostegno ai bambini, ai genitori e a tutto lo staff medico e infermieristico. Auspichiamo – conclude – che il servizio di clownterapia possa essere sostenuto dalle istituzioni pubbliche e da istituti privati”.
I clowndottori sono presenti nell’immediato pre-operatorio fino all’induzione dell’anestesia, l’uso di giochi e i momenti di intrattenimento sono i principali metodi non farmacologici, di approccio che hanno lo scopo di abbassare il livello di ansia del bambino.
Sono numerosi gli studi scientifici che osservano l’efficacia della clownterapia. I risultati mostrano che, oltre a diminuire il disagio e la sofferenza emotiva dei bambini,
la terapia del sorriso può contribuire a ridurre anche il consumo di analgesici e sedativi.





















