di Daniele Poto – La memoria è il vero ricostituente per il presente e per il futuro. Gli anziani custodiscono autentici messaggi nella bottiglia che attendono di essere decifrati dalle nuove generazioni. Per questo non si può che rimanere meravigliati nel constatare che, in un lembo di territorio di poche centinaia di metri quadrati a Roma, nei pressi di Piazza Bologna, siano nati o abbiano vissuto ben quattro Premi Nobel.
Si tratta di personalità diverse per formazione e disciplina, ma accomunate dall’aver ricevuto il massimo riconoscimento dell’Accademia Reale Svedese delle Scienze. Oggi questa straordinaria coincidenza storica è diventata un patrimonio condiviso grazie all’istituzionalizzazione di speciali passeggiate culturali che restituiscono ai visitatori l’atmosfera del Novecento e la parabola umana di alcuni dei più grandi protagonisti della scienza italiana e della cultura italiana.
L’associazione Il Triangolo dei Premi Nobel, nata dall’entusiasmo di Marco Avarello e sostenuta dal prezioso contributo dei volontari del Touring Club Italiano, propone un itinerario breve ma ricchissimo di suggestioni storiche.
Al centro del percorso troviamo Rita Levi Montalcini, Luigi Pirandello, Enrico Fermi e Grazia Deledda. In appena trecento metri di strada è condensato un autentico frammento della storia nazionale.
Passeggiando lungo il percorso sembra quasi di percepire il profumo dei piatti sardi preparati con passione da Grazia Deledda nella sua abitazione di Via Imperia. La memoria della scrittrice è oggi custodita anche da un fondo dedicato presso la Biblioteca Nazionale, che ne preserva l’eredità culturale e letteraria.


Paradossalmente, Deledda è oggi più conosciuta all’estero che in Italia, risultando quasi l’opposto di Luigi Pirandello, ancora ampiamente rappresentato nei teatri italiani.
Tra le numerose abitazioni romane del drammaturgo siciliano, quella di Via Bosio rappresenta il luogo della sua piena maturità artistica. Profondamente innamorato di Roma e dei Castelli Romani, Pirandello fu anche un nonno affettuoso, molto diverso dall’immagine pubblica spesso severa e distaccata. La sua figura resta tuttavia legata a un rapporto complesso e controverso con il fascismo.
Ben diversa fu la posizione di Enrico Fermi e Rita Levi Montalcini nei confronti del regime. Fermi lasciò l’Italia per trasferirsi all’estero e partecipò successivamente al celebre progetto che portò alla realizzazione della bomba atomica sotto la guida di Robert Oppenheimer.


Rita Levi Montalcini, a causa delle leggi razziali e delle sue origini ebraiche, fu invece costretta a vivere nascosta durante gli anni più difficili del fascismo. Solo nel dopoguerra riuscì ad affermarsi pienamente nel mondo della ricerca, diventando un simbolo internazionale dell’emancipazione femminile e della presenza delle donne nella scienza.


L’urbanistica del dopoguerra non ha cancellato completamente le tracce di questo straordinario percorso, anche se numerosi interventi edilizi hanno in parte modificato l’aspetto originario delle abitazioni dei protagonisti.
Rimane però un punto di riferimento fondamentale l’Istituto di Studi Pirandelliani, visitabile su appuntamento, che conserva la memoria dello scrittore e degli ultimi anni della sua vita, segnati anche dalla dolorosa malattia mentale della moglie.
Il 2026 sarà un anno particolarmente significativo per il Triangolo dei Premi Nobel di Roma. Ricorreranno infatti i cento anni dall’assegnazione del Premio Nobel a Grazia Deledda, i quarant’anni dal Nobel a Rita Levi Montalcini, i centoventicinque anni dalla nascita di Enrico Fermi e i novant’anni dalla scomparsa di Luigi Pirandello.
A pochi passi da questo straordinario epicentro culturale vive inoltre un altro Premio Nobel contemporaneo, il fisico Giorgio Parisi, ulteriore testimonianza della vocazione scientifica e culturale dell’area.
Tra i volontari che sostengono l’iniziativa figura anche, a titolo personale, l’Assessore alle Attività Produttive del II Municipio Valentina Caracciolo, che potrebbe favorire l’iter amministrativo di
un progetto ambizioso ma concretamente realizzabile: la realizzazione di quattro statue dedicate ai Nobel del quartiere.
L’investimento complessivo previsto non dovrebbe superare i 40.000 euro, una cifra contenuta per un’iniziativa capace di valorizzare un luogo unico nel panorama culturale italiano e di trasformare definitivamente il Triangolo dei Premi Nobel di Roma in un punto di riferimento per il turismo culturale, la memoria storica e la valorizzazione delle eccellenze che hanno contribuito a rendere grande l’Italia nel mondo.
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