Una sfilata di moda per ridare fiducia alle donne malate oncologiche
Il 31 agosto a Licodia Eubea (Catania) una nuova sfilata dell'associazione "La forza in passerella". L'ideatrice Michela Bardi: "Ho pensato questa sfilata per ridare fiducia alle donne che si sono ammalate di tumore come me, per vedersi ancora belle"
di Margherita Vetrano – Michela Bardi, trevigiana, madre di 3 figli è l’ideatrice dell’iniziativa e dell’associazione “La Forza in Passerella“, una sfilata di moda con modelle oncologiche che dal 2020 si tiene in diverse città italiane. Il prossimo appuntamento sarà il 31 agosto a Licodia Eubea, in provincia di Catania.
Al suo quarto anno di attività, si va arricchendo di eventi, in una parabola in ascesa.
Foto di gruppo (Foto: Facebook la forza in passerella official)
“Quando ho incontrato il tumore al seno, nel 2017, era già in stato avanzato ed ero molto spaventata perché non vedevo via d’uscita”, racconta Bardi a B-Hop. “Mi mancava la terra sotto i piedi ed ero preda della paura. Avevo preparato i miei figli alla mia morte, tanto ero certa che non ce l’avrei fatta”.
Inizia le cure e qualcosa nella sua vita cambia quando, nella Casa di Cura Giovanni XXIII” di Monastier nel trevigiano, dove è seguita, ha l’opportunità di partecipare attivamente ai convegni di prevenzione.
Il suo intervento dal titolo “Conosci il tuo seno e gli strumenti per proteggerlo” si fonda sulla sua testimonianza, insistendo in particolare sull’importanza della prevenzione.
Michela sottolinea quanto la conoscenza dei dettagli possa aiutare a sconfiggere la paura ed affrontare la battaglia con una forza diversa.
“Il tumore non è una scelta; l’unica forza che abbiamo per combatterlo sono le cure. La chemioterapia è la speranza, e sono stati fatto passi da gigante anche negli effetti collaterali meno violenti”.
Michela si affida ai medici ed inizia la sua rinascita. Nel frattempo recupera un progetto della Casa di Cura, insieme alla LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori), chiamato “Cafè Coraggio“, una stanza dove ci si può incontrare e confrontarsi.
Lentamente in lei si fa largo una nuova consapevolezza.
“Da quando mi sono ammalata di tumore al seno mi sento più donna – confida – Nonostante il taglio di capelli corto, nonostante gli effetti della malattia sul mio corpo, ho imparato ad accettarmi”.
La forza in passerella: la fondatrice Michela Bardi (Foto: Facebook La forza in passerella official)
Nella riscoperta di sé, Michela pensa a come aiutare le altre compagne d’avventura e nasce l’idea de “La Forza in Passerella”.
“Ho pensato a questa sfilata per ridare fiducia alle donne che si sono ammalate come me; per ritrovarsi e vedersi ancora belle”.
Michela trova man forte nella stylist Doris Feltrin, in Matteo Geretto, responsabile marketing della Casa di Cura di Monastier, Alessandro Bevilacqua, presentatore, e nella vicepresidente dell’associazione “Un giro in piazza di Monastier” Giuliana Menegaldo.
La prima sfilata è al ParkHotel “Villa Fiorita” di Monastier, nel luglio 2020, in piena pandemia.
Seguono gli eventi del maggio 2021 con Carolyn Smith come ospite d’onore, Asolo a maggio 2022, fino ad arrivare a 7 sfilate.
La forza in passerella: Intervento di Carolyn Smith (Foto: Facebook la forza in passerella official)
Gli abiti vengono forniti dai negozianti del territorio dove è richiesto l’evento, affiliati a Confcommercio o negozi di sartoria che producono i loro capi.
Unire la visibilità dei commercianti e dei loro prodotti all’incontro con le modelle è un’esperienza unica per entrambi.
I capi sono scelti nel negozio con l’aiuto di Doris Feltrin che cura questo momento: “Ho deciso che le modelle avrebbero sfilato in coppia per portare sulla passerella la forza della sorellanza” dice Michela.
“L’attenzione che si concentra su di te quando sfili è molto alta e dopo l’esperienza del tumore può essere troppo.
Il numero delle modelle varia tra le 40 e le 45; ad ogni sfilata c’è un turnover di circa 20. L’età varia dai 28 ai 79 anni.
Può capitare che le veterane cedano il passo alle neofite ma anche che qualcuna non sia in condizioni di sfilare. Alcune modelle hanno superato la malattia, altre seguono ancora le cure; fra loro, le metastatiche. Chi non partecipa sotto i riflettori può aiutare nel backstage o riservarsi l’uscita finale.
Oggi “La Forza in Passerella” conta circa 150 modelle che si riuniscono circa tre volte a sfilata per progettarla, per viverla ma anche per condividere le emozioni dell’evento in un “cerchio magico” del giorno dopo.
La forza in passerella: Progettazione d’evento (Foto: Facebook la forza in passerella official)
E’ un’ottima opportunità per conoscersi e sentirsi più unite.
A prescindere dalla frequenza di sfilata, le modelle sono in contatto tramite un gruppo Whatsapp nel quale si scambiano notizie organizzative ma anche cliniche o auguri di compleanno. E’ una piccola comunità che cresce nella complicità.
La forza in passerella: complicità nel backstage (Foto: Facebook la forza in passerella official)
“Sfilare ci porta a contatto con le persone, scardinando il tabù del silenzio intorno ai pazienti con tumore. Dopo che ci hanno incontrate, imparano ad accoglierli in maniera diversa – dichiara Michela -. Consideriamo il tumore una forma di violenza contro la donna per come la costringe a vivere e per gli effetti che ha sul suo corpo”.
Michela racconta della solitudine provata durante la malattia; per questo si occupa personalmente delle modelle, dal reclutamento alla cura individuale. Il loro slogan è “Insieme è più facile ma anche più bello” perché crede nella complicità e nella forza del gruppo.
Quando le modelle sfilano non portano in passerella un abito ma la loro luce e la loro voglia di rimettersi in gioco nonostante la malattia superata o ancora in corso.
Tornare a prendersi cura di loro stesse, volersi bene e mostrarsi per ciò che sono nella loro bellezza e nell’imperfezione della malattia è la vera “forza in passerella”.
Complicità in sfilata (Foto: Facebook official)
“Dico spesso alle mie donne che un giorno ringrazieranno la malattia perché le ha costrette a prendersi cura di loro stesse, non solo di chi hanno accanto”.
“Come gli altri possiamo perderci i momenti importanti della vita ma possiamo viverli più intensamente perché abbiamo toccato con mano la paura di non poterlo più fare”.
Le sfilate si tengono sul piano del pubblico per rendere le modelle meno distanti e più concrete, umane.
Foto: Facebook “La forza in passerella”
Il progetto è di far vivere alle modelle e quindi a chi le ammira, la gioia di tornare a vivere.
Nell’ultimo anno si è unita al gruppo una modella con Sindrome di Down e Michela spera possa essere un’apripista per altre ragazze pazienti oncologiche con disabilità.
Ogni edizione ha una canzone come tema; nella prima sfilata è stata scelta “Combattente” di Fiorella Mannoia che calza a pennello alla mission di “La Forza in Passerella”.
Il 31 agosto “La forza in passerella” sfilerà in Sicilia a Licodia Eubea (Catania), il 12 ottobre a Monastier di Treviso per celebrare la costituzione in associazione, poi Milano e Roma a marzo 2025, sognando l’udienza papale e la scalinata di Piazza di Spagna.
“L’avventura in Sicilia è stata proposta ed organizzata da una modella originaria dell’isola, in occasione della “festa dell’uva”, ricorrenza molto sentita”, riferisce Michela, visibilmente emozionata: “Partirò con 33 modelle oltre alla stylist. Lì si uniranno al gruppo altre 15 donne siciliane”.
Il territorio oltre agli abiti provvederà ai fiori, al fotografo e alla diretta streaming; le modelle saranno ospitate dall’amministrazione comunale per 3 giorni.
Una parte dei ricavati delle sfilate sono andati alla LILT del territorio.
La forza in passerella: donazione a LILT (Foto: Facebook la forza in passerella official)
classe ’73, mi formo all’Università dell’Aquila con studi economici e lavoro a Roma dove vivo con il marito e i tre figli. Giornalista pubblicista, scrivo da anni con passione su B-Hop perché non c'è altra bellezza che fare ciò che ci fa stare bene: scrivere notizie positive per raccontare il "mondo migliore".