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Home Si può fare

Rebecca Barbera, book influencer: “Diffondo pace e cultura attraverso i libri”

La ventenne content creator suggerisce libri e diffonde cultura e arte sui social con un forte messaggio di pace.

di Margherita Vetrano
19 Agosto 2025
in Si può fare
Tempo di Lettura: 5 mins read
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di Margherita Vetrano – “Dopo aver letto Gli angeli dei libri di Daraya di Delphine Minoui che parla dell‘importanza dei libri e della lettura in contesti difficili come la guerra, ho deciso di iscrivermi alla Facoltà di Beni Culturali”: inizia così l’avventura letteraria di Rebecca Barbera, giovanissima influencer della provincia di Bergamo che dai suoi social diffonde cultura.

Ascolta “Rebecca Barbera, book influencer: “Diffondo pace e cultura attraverso i libri”” su Spreaker.

L’amore per i libri nasce in tenera età, grazie ai suoi nonni. Insegnante l’una e bibliofilo l’altro, mettono a sua disposizione una grande libreria che la stimola da subito alla lettura.

Rebecca Barbera: libri (Foto: R.Barbera courtesy)
Rebecca Barbera: libri (Foto: R.Barbera courtesy)

“Il primo libro che ho letto è stato Alice nel Paese delle Meraviglie. Avevo meno di dieci anni e non ho capito nulla”, osserva con tenerezza Rebecca.

Terminato il Liceo Artistico e conosciuti Gli angeli dei libri di Daraya, inizia a pubblicare contenuti sul suo profilo Instagram. Collabora con il Premio Cairo e apre una pagina TikTok dedicata all’arte. “Parlavo di arte pura, affiancandola ai temi sui diritti sociali e lentamente ho introdotto il tema della lettura” ricorda a B-Hop.

Un giorno pubblica su Instagram il video su quattro libri brevi, con consigli di lettura, oggi diventato un suo classico: in due giorni raggiunge i 10.000 follower.

Il giorno dopo ne pubblica un altro dedicato alla cultura e su quanto essa sia importante per essere dei cittadini consapevoli e i follower diventano 50.000! Qualcosa stava accadendo. Rebecca era stata scoperta dal pubblico del web.

“Ero sotto choc. mi sembrava impossibile che le persone fossero interessate ai miei consigli di lettura”, dice Rebecca, citando la sindrome dell’impostore.

“Quando fai una cosa per passione, non pensi che possano esserci persone tanto diverse e interessate a ciò che fai.

Il mio pubblico è variegato; non mi scrivono solo ragazzi ma anche genitori per chiedere suggerimenti di libri adatti ai figli – prosegue -. Il grande pregio dei social è che hai un riscontro molto rapido al quale non ero abituata. All’inizio mi sentivo in colpa. Le persone acquistavano i libri che consigliavo e se non gli fossero piaciuti? Ma mi ringraziavano ed ho capito che andava bene così”.

Dagli short videos Rebecca passa a delle recensioni più approfondite per assecondare la sua passione:

“Mi piace usare il libro per parlare d’altro”.

Quando Rebecca parla di qualcosa, che sia un libro o un’opera d’arte, lo fa mettendo in luce il messaggio sotteso.

“Per me è molto importante farlo.

Non ho mai concepito il libro come un momento di evasione ma come un momento per comprendere il mondo”.

Uno dei libri cult di Rebecca è Fahrenheit 451. “L’ho letto tre volte. Più lo leggo e più mi sale l’angoscia. Poi mi dico che il finale è speranza”.

Per lei la cultura non può essere soppressa definitivamente. Finché resterà anche solo una persona ad alimentarla, rimarrà viva.

Rebecca Barbera ritratto (Foto: R.Barbera courtesy)
Rebecca Barbera su TikTok (Foto: R.Barbera courtesy)

Già al Liceo Rebecca, con l’aiuto dei professori, ha imparato a riflettere sull’attualità partendo da un’opera e dal contesto storico. L’incontro con Gli angeli dei libri di Daraya ha amplificato questa sua attitudine.

Il libro è un reportage dalla Siria che narra di un gruppo di ragazzi che salvano libri dalle macerie e li rendono accessibili alla popolazione.

Rebecca ha appena diciannove anni. Scova i protagonisti del libro sul web, stabilisce un contatto e la sua vita sterza. Conosce altre persone a loro collegate e mantiene i contatti.

Comunicano tramite social poiché la Siria per lei è inaccessibile. “Entrare a gamba tesa nel loro mondo è stato sconvolgente. Mi sono interfacciata con tragedie alle quali non ero preparata ma era giusto farlo”.

E’ consapevole che non può far molto per loro ma il solo fatto di raccontarli e renderli visibili li porta all’attenzione del pubblico. Li rende più veri perché esistono.

“Mi hanno parlato della loro vita durante la guerra come della normalità. Mi raccontavano che quando cadevano i missili ridevano, per esorcizzare la paura e celebrare il fatto che erano ancora vivi!”

“Uno di loro è uno street artist e quando gli ho chiesto quale fosse il suo libro preferito mi ha risposto La storia dell’arte di Gombrich. Mi è sembrato impossibile che vivendo in un contesto di guerra fosse interessato a quel tipo di lettura ma la sua risposta è stata Perché mi fa stare bene e mi fa capire il mondo“, riepiloga Rebecca. “E lì ho capito che la cultura è comprensione non solo intrattenimento”.

Rebecca ha raccontato la loro storia a partire dalla sua tesi di maturità e sui social e li porta sempre con sé. Da loro ha imparato che “pur avendo rischiato di essere uccisi le loro idee continueranno a vivere, diventando patrimonio culturale”.

Quando prende una decisione è consapevole che in qualche modo lo fa lasciandosi guidare dall’esperienza vissuta con i ragazzi siriani.

Il loro incontro l’ha spinta alla lettura di testi ai quali non sarebbe mai arrivata, come La valle dei fiori o Un posto piccolo .

Il libro più importante nel suo bagaglio culturale è senz’altro Fahrenheit 451 ma anche Pinocchio.

“L’ho letto da adulta – precisa – e mi sono subito innamorata di questo bimbo di legno che capisce che senza lo studio non potrà mai diventare un bambino vero e resterà per sempre una marionetta”.

Per Rebecca ogni libro ha il suo valore, anche quelli di puro intrattenimento purché incasellati nella giusta funzione.

Rebecca Barbera
Rebecca Barbera

Il libro che consiglierebbe ad un coetaneo e ai sui genitori è La valle dei fiori.

“E’ un libro triste ma va letto perché aiuta i genitori a comprendere i figli e i figli a capire la vita, partendo dall’introspezione”, sottolinea.

La saggezza di Rebecca nasce da una storia personale difficile. Perde la madre per una malattia incurabile a pochi anni e cresce divisa fra i nonni e il padre. Capisce che la vita non riserva solo gioie. Diventa presto consapevole che bisogna attraversare anche il dolore per poter andare avanti.

“La parte difficile della vita esiste e non va eliminata ma bisogna conviverci. Bisogna fare un compromesso di consapevolezza“.

Prossima alla Laurea in Beni culturali, naviga a vista. Vorrebbe proseguire con la Laurea magistrale in Comunicazione ed Editoria per proseguire nella sua attività sui social.

Non esclude la scrittura di saggistica legata all’arte o al patrimonio culturale nei conflitti armati, perché interessata al loro rapporto con l’identità dei popoli.

Per Rebecca la bellezza è poter esprimere ciò che si ha dentro senza aver paura di farlo e senza aver paura di ripercussioni. “Solo la libera espressione permette di star bene ed essere felici. Leggendo il libro La libertà è un passero blu ho capito che la libertà genera bellezza!“, conclude.


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Margherita Vetrano

Margherita Vetrano

classe ’73, mi formo all’Università dell’Aquila con studi economici e lavoro a Roma dove vivo con il marito e i tre figli. Giornalista pubblicista, scrivo da anni con passione su B-Hop perché non c'è altra bellezza che fare ciò che ci fa stare bene: scrivere notizie positive per raccontare il "mondo migliore".

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