di Roberta Tito – Morgan Godvin è americana e vive a San Diego, in California. La sua storia è una testimonianza potente di dolore, perdita e rinascita. Per cinque anni ha lottato con una dipendenza da eroina che l’ha portata alla reclusione per quattro anni. Una spirale distruttiva alimentata da un sistema che punisce invece di curare.
Durante quel periodo, Morgan ha perso sua madre e quattro amici stretti, tutti morti per overdose. Queste tragedie personali l’hanno costretta a confrontarsi non solo con il dolore, ma anche con le profonde ingiustizie presenti nel sistema giudiziario statunitense. Un sistema che criminalizza la dipendenza invece di affrontarla come un problema di salute pubblica.


Ma Morgan non si è arresa. Dopo il carcere, ha trasformato la sua esperienza in forza e azione. Oggi lavora per cambiare i sistemi che l’hanno ferita, con l’obiettivo di costruire comunità più sicure, solidali e sane. Collabora con organizzazioni che si occupano di riduzione del danno, prevenzione e giustizia sociale, e porta avanti progetti concreti per aiutare chi si trova oggi dove lei si trovava ieri.
Abbiamo incontrato Morgan a Lisbona, durante la Summer School sull’Addiction. Fiera nel suo aspetto, con uno sguardo diretto e la postura di chi non ha più nulla da nascondere.
Una combattente vera, determinata in ciò in cui crede.
Parlava della sua vita con una sincerità disarmante. Quando racconta la sua storia, la sua voce cambia, diventa ancora più forte, e allo stesso tempo è attraversata da una profonda umanità. In quei contesti – spesso formali, accademici, distaccati – la sua presenza rompe gli schemi.


“Non parlo per raccontare il passato, ma per proteggere il futuro di chi può ancora salvarsi”,
afferma a B-Hop.
“I tempi stanno cambiando -puntualizza Morgan – grazie al lavoro instancabile degli attivisti sul campo che ha lentamente ha raggiunto alcune istituzioni. Saranno loro a indicare la strada, così che anche gli altri possano seguirli”
Il suo messaggio è semplice ma urgente: “Le morti per overdose sono prevenibili”. Morgan ripete spesso:
“Fate attenzione ai farmaci contraffatti, a testare le sostanze, e non usateli mai da soli”.
Oggi Morgan viaggia per il mondo per condividere la sua storia, formare operatori, sensibilizzare le comunità e mostrare come lavora la sua associazione, fondata per salvare vite e trasformare il dolore in cambiamento.
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